Ecosistema urbano: il sud avanza, Napoli in ritardo sul nodo climatico
- 27 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha dichiarato:
«Nelle grandi città del Meridione si vedono alcuni progressi e lievi spiragli, ma permangono arretramenti: nel complesso questi centri faticano ancora a reggere.»
Dal suo osservatorio regionale Imparato estende l’analisi oltre i confini campani e segnala somiglianze tra Napoli, che quest’anno occupa l’ultima posizione nella classifica sull’ecosistema urbano, e altre aree metropolitane del Sud.
L’ultimo posto in classifica
Pur riconoscendo alcuni indicatori positivi — come il numero di passeggeri del trasporto pubblico locale, una densità di auto relativamente più bassa e variazioni contenute nel consumo di suolo — Imparato mette in rilievo problemi strutturali che definisce «atavici».
Tra gli esempi portati all’attenzione vi sono la raccolta differenziata, ferma al 47% che colloca Napoli tra le ultime dieci città capoluogo, e una qualità dell’aria «molto scarsa», paragonabile a quella di agglomerati della Pianura Padana.
Secondo la rappresentante ambientale, pesano sul quadro complessivo elementi come la concentrazione del traffico in varie zone, la presenza dell’aeroporto e del porto in aree urbane densamente popolate e la prossimità di insediamenti industriali alla città.
Le criticità principali
Imparato segnala che i dati sulla raccolta differenziata abbassano la media regionale, mentre città come Salerno emergono con performance più elevate. Inoltre, la scarsa qualità dell’aria e la presenza limitata di spazi verdi pubblici contribuiscono a peggiorare le condizioni di vivibilità.
Il problema non è soltanto ambientale ma anche sociale: l’assenza uniforme di aree verdi e la concentrazione di disuguaglianze urbane aumentano la vulnerabilità di fasce di popolazione già esposte a condizioni di povertà assoluta.
Interventi e strategie
Imparato riconosce che l’amministrazione cittadina «non sta con le mani in mano» e che sono stati avviati cantieri finanziati con il Pnrr, ma critica la mancanza di una strategia coordinata per rispondere in modo rapido e duraturo alle emergenze urbane.
Tra le proposte più urgenti vi è la creazione di «rifugi climatici»: spazi pubblici climatizzati e aree verdi distribuite capillarmente nei quartieri, con priorità per le zone più fragili, in modo da contrastare il rischio di aggravare le disuguaglianze durante ondate di calore estremo.
La mappatura delle isole di calore urbana e il loro incrocio con indicatori socio-economici viene indicata come strumento operativo per orientare interventi mirati e massimizzare l’impatto delle risorse disponibili.
Il commento del sindaco
Gaetano Manfredi ha dichiarato:
«Le performance della città risentono della carenza di integrazione informativa tra le molte amministrazioni che operano sul territorio. Stiamo intervenendo sulla qualità dell’aria, delle acque e sulla raccolta differenziata, e abbiamo già avviato un programma di piantumazione.»
Il sindaco ha ricordato che il Comune ha aderito a un bando metropolitano per l’incremento del verde e ha fornito i numeri del piano di piantumazione: sono stati messi a dimora 6.547 nuovi alberi, di cui 934 sostituzioni, oltre a 2.580 arbusti.
Gaetano Manfredi ha aggiunto:
«Con la conclusione dei progetti ordinari e di quelli finanziati dal Pnrr su ambiente e mobilità potremo risalire nella classifica: sono stati fatti passi avanti importanti, considerando l’eredità amministrativa e la difficile situazione finanziaria che abbiamo trovato.»
Il nodo del clima e dell’adattamento
La rappresentante di Legambiente Campania sottolinea infine la necessità di una forte componente di adattamento climatico nelle politiche urbane. Dopo periodi estivi estremi, anche precipitazioni iniziali hanno provocato allagamenti, evidenziando fragilità nelle infrastrutture urbane.
Tra gli interventi pratici suggeriti figurano la depavimentazione di superfici impermeabili e una gestione più efficiente del verde pubblico, azioni che migliorano la resilienza della città e riducono i rischi legati agli eventi meteorologici estremi.
Un approccio coordinato tra amministrazioni, con il supporto di dati integrati e piani di investimento a medio termine, emerge come condizione necessaria per tradurre in risultati concreti le risorse già disponibili e per attrarre nuovi finanziamenti.
In sintesi
- La classifica sulle città mette in evidenza lacune strutturali che possono limitare l’attrattività immobiliare e la qualità della vita; investimenti mirati in verde urbano e mobilità possono valorizzare il patrimonio cittadino e attrarre investitori privati.
- Il miglioramento della raccolta differenziata e della qualità dell’aria rappresenta un’opportunità per lo sviluppo di filiere locali legate al riciclo e all’efficienza energetica, potenzialmente finanziabili anche tramite fondi europei e strumenti di investimento sostenibile.
- Progetti di adattamento climatico e infrastrutture verdi offrono ritorni indiretti sul mercato del lavoro locale e possono ridurre i costi sociali legati a salute e servizi pubblici, rendendo le amministrazioni più credibili per futuri finanziamenti pubblici e privati.