Prysmian completa l’acquisizione di Atkore per 3,8 miliardi di dollari e rafforza la presenza negli Stati Uniti

Prysmian ha completato l’acquisizione di Atkore, gruppo statunitense specializzato nelle soluzioni elettriche e per le infrastrutture, dando esecuzione all’accordo di fusione sottoscritto il 2 agosto 2026. L’operazione attribuisce ad Atkore un enterprise value di circa 3,8 miliardi di dollari, equivalenti a circa 3,3 miliardi di euro, e consente a Prysmian di rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento nel mercato nordamericano.

Con il closing, Atkore entra integralmente nel perimetro del gruppo e sarà consolidata nei risultati di Prysmian a partire da novembre 2026. L’acquisizione amplia inoltre l’offerta del gruppo nei settori dei data center, delle utility e delle infrastrutture commerciali e industriali.

Prysmian amplia l’offerta nelle infrastrutture elettriche

L’operazione combina il modello di servizio di Prysmian nel settore dell’elettrificazione con il portafoglio complementare di Atkore.

Quest’ultima è attiva in segmenti come canalizzazioni, sistemi per la gestione dei cavi, sistemi di armatura e soluzioni di supporto strutturale.

L’integrazione permette quindi a Prysmian di estendere la propria proposta oltre il tradizionale business dei cavi, sviluppando un’offerta più articolata di prodotti e soluzioni per infrastrutture elettriche e digitali.

Tra gli obiettivi figurano anche l’aumento della produttività nei cantieri, il miglioramento della sicurezza degli installatori e una maggiore affidabilità delle infrastrutture.

Oltre 60 siti negli Stati Uniti

Uno degli aspetti strategici dell’acquisizione è il rafforzamento della presenza industriale e distributiva negli Stati Uniti.

Complessivamente, Prysmian e Atkore dispongono di oltre 60 siti tra stabilimenti produttivi e centri di distribuzione sul territorio statunitense.

La rete di Atkore e le sue relazioni consolidate con i distributori ampliano la capacità di Prysmian di offrire prodotti realizzati localmente e di ridurre i tempi di consegna.

La maggiore capillarità rappresenta un elemento particolarmente rilevante nei mercati caratterizzati da elevata domanda di infrastrutture elettriche, tra cui data center e utility.

Massimo Battaini: Prysmian evolve verso un modello più integrato

Massimo Battaini, CEO di Prysmian, ha indicato l’operazione come un ulteriore passo nell’evoluzione del gruppo da produttore di cavi a operatore con un’offerta più ampia di soluzioni integrate.

Secondo il management, la combinazione con Atkore permetterà di rafforzare la leadership negli Stati Uniti e di rispondere alla crescita della domanda legata all’elettrificazione e allo sviluppo delle infrastrutture digitali.

Un’attenzione particolare sarà rivolta al segmento dei data center, mercato nel quale Prysmian vede opportunità di crescita legate alla necessità di nuove infrastrutture elettriche e sistemi complementari.

Sinergie attese per 150 milioni di dollari annui

Prysmian prevede che l’operazione generi circa 150 milioni di dollari di sinergie annue ante imposte una volta raggiunto il pieno regime.

Il gruppo stima di conseguire l’obiettivo entro tre anni dal closing, attraverso l’integrazione delle attività, l’ampliamento dell’offerta e la valorizzazione delle rispettive reti produttive e commerciali.

Le sinergie costituiscono uno degli elementi centrali della logica industriale dell’acquisizione, insieme alla capacità di offrire un portafoglio più completo ai clienti e di migliorare l’efficienza operativa.

Una nuova tappa nella strategia di crescita per acquisizioni

L’acquisizione di Atkore si inserisce nel percorso di espansione internazionale già sviluppato da Prysmian attraverso precedenti operazioni come General Cable, Encore Wire e Channell.

La strategia del gruppo punta a integrare competenze complementari e ampliare progressivamente la presenza nei mercati a maggiore crescita.

Con Atkore, Prysmian rafforza in particolare il proprio presidio nordamericano e aumenta l’esposizione ai trend strutturali dell’elettrificazione, delle reti e delle infrastrutture digitali.

La sfida della prossima fase sarà completare l’integrazione industriale e commerciale, realizzare le sinergie previste e sfruttare la rete combinata per accelerare nei segmenti a maggiore domanda.