Pool di mining Bitcoin che gestiva il 2,3% della rete chiude dopo il crollo dell’hashrate del 65%
- 15 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Ai minatori resta circa un mese per trasferire le proprie macchine: dopo il termine indicato Binance interromperà l’accredito delle quote di mining, i registri di lavoro usati per calcolare i compensi.
Gli utenti del servizio Pool Savings dovranno riscattare le loro posizioni, mentre chi attende un pagamento finale è tenuto a completare le verifiche d’identità entro le 23:59 UTC del giorno della scadenza.
Le pagine del pool saranno eliminate definitivamente il 24 novembre, concedendo agli iscritti altre due settimane per scaricare i record e verificare lo stato dei pagamenti.
Scadenze e obblighi per i miner
I miner che utilizzano il pool gestito da Binance devono decidere se spostare il calcolo verso altri pool, vendere o riconfigurare l’hardware. La cessazione degli accrediti implica che, una volta trascorso il periodo di transizione, non saranno più conteggiati i lavori prodotti sul pool per le pay-out future.
Per chi ha posizioni bloccate nel servizio di risparmio collegato al mining, il rimborso richiede azioni proattive: il mancato riscatto potrebbe complicare la riconsegna dei capitali o la chiusura delle posizioni in assenza della pagina pool online.
Contesto e precedenti nella frattura dei pool
Questa decisione segue una serie di chiusure e ristrutturazioni nel settore: SBI Crypto ha sospeso il proprio pool il 31 luglio, contribuendo per circa il 2% alla potenza di calcolo complessiva di Bitcoin, mentre OKX aveva terminato i servizi di mining a febbraio 2024.
Nel 2022 Binance aveva offerto un programma di finanziamento da 500 milioni di dollari attraverso il pool, con prestiti garantiti della durata di 18–24 mesi a tassi compresi tra il 5% e il 10%. L’avviso di chiusura non chiarisce lo stato di eventuali posizioni debitorie residue legate a quel programma.
Un altro episodio significativo è stato il fallimento di Poolin, che a luglio ha depositato istanza di bancarotta con un debito stimato intorno ai 173 milioni di dollari; le sue difficoltà erano legate a portafogli congelati e a siti minerari in Texas fermi.
Report di analisi di settore, come quelli pubblicati da Hashrate Index, hanno evidenziato che il pool di Binance rappresentava l’ultimo esempio significativo di quei servizi nati quando molte piattaforme di scambio cercavano di integrare attività di mining nel loro ecosistema.
Impatto sulla rete e sulle scelte dei miner
La chiusura di un pool con quote rilevanti ha effetti immediati sulla distribuzione del hashrate: parte della potenza di calcolo dovrà essere reindirizzata verso altri pool, il che può modificare temporaneamente la difficoltà di rete e la variabilità delle ricompense per blocco.
Per i miner la scelta è tra migrare verso pool alternativi, optare per il mining in solitaria o dismettere macchine poco redditizie. I costi energetici, l’efficienza degli impianti e i contratti di finanziamento esistenti influenzeranno queste decisioni, con impatti differenziati a seconda delle aree geografiche.
Dal punto di vista della sicurezza del network, la dispersione di grandi pool verso operatori più piccoli può ridurre il rischio di concentrazione, ma crea anche periodi di instabilità operativa finché il potere di calcolo non si stabilizza su nuove piattaforme.
Ripercussioni per investitori e mercato
La chiusura mette in evidenza alcuni rischi strutturali per chi investe in progetti collegati al mining: finanziamenti garantiti dall’hardware, esposizione al costo dell’energia e dipendenza da operatori centralizzati possono aumentare la vulnerabilità in caso di ritiri improvvisi delle piattaforme di servizio.
Per gli investitori italiani è utile considerare la maggiore volatilità delle entrate operative e la possibilità che nuove normative energetiche e fiscali influenzino i margini del mining sul medio termine. La diversificazione e la verifica della solidità contrattuale restano elementi chiave per mitigare il rischio.
Infine, l’evento può accelerare la riorganizzazione del settore: fornitori di servizi alternativi, pool più piccoli e operatori locali potrebbero acquisire quote di mercato, ma ciò richiederà investimenti in infrastrutture e trasparenza gestionale per attrarre flussi di hashrate.
Consigli pratici per chi è coinvolto
I miner interessati dovrebbero innanzitutto scaricare tutti i record disponibili prima della rimozione delle pagine del pool e verificare lo stato delle eventuali richieste di pagamento. È inoltre opportuno verificare gli obblighi contrattuali relativi a finanziamenti precedenti e pianificare il trasferimento dell’hardware con partner affidabili.
Chi valuta l’esposizione al settore del mining come investimento deve includere nelle analisi scenari di ritiro di servizi centralizzati e considerare metriche come il costo per terahash, la tariffa energetica locale e la resilienza operativa degli operatori scelti.
In sintesi
- La chiusura del pool di Binance spingerà parte dell’hashrate verso nuovi operatori, con possibili effetti temporanei sulla difficoltà e sulla volatilità delle ricompense.
- Gli investitori devono considerare il rischio associato a prestiti garantiti dall’hardware e alla dipendenza da piattaforme centralizzate, privilegiando trasparenza contrattuale e diversificazione.
- Per il mercato italiano, l’evento evidenzia l’importanza dei costi energetici e della normativa locale nella valutazione della redditività del mining sul medio termine.