Le materie prime tokenizzate pronte per la svolta: oro, argento e petrolio sbarcano sulla blockchain

Bhau Kotecha ha dichiarato:

“La grande proposta è l’accesso: storicamente il prestito su oro richiede dimensioni e relazioni fuori portata per molti investitori.”

Il mercato delle materie prime tokenizzate sta ridefinendo come privati, family office e istituzioni possono ottenere rendimento da metalli preziosi senza possedere fisicamente grandi stock. Per decenni il lending sull’oro è stato un’attività riservata a operatori con elevata scala e reti consolidate; la tokenizzazione abbassa queste barriere.

Tra le possibili evoluzioni vi è la possibilità di prendere in prestito contro PAXG, con tutte le cautele del caso: i rendimenti del prestito non sono garantiti e i default dei prenditori possono comprimere il valore del token, esponendo gli investitori a perdite non solo di rendimento ma anche di capitale.

Il mercato dell’argento rappresenta un’altra via per accedere a questa finanziarizzazione. Il prodotto thSLVR di Theo trasferisce agli investitori il reddito derivante da leasing istituzionali dell’argento, mantenendo al contempo l’esposizione al prezzo del metallo.

Iggy Ioppe ha spiegato:

“Prevediamo crescita proveniente principalmente da chi già possiede o utilizza commodity: istituzioni in cerca di collateral produttivi, raffinerie che finanziano inventario e tesorerie aziendali che desiderano asset a regolamento rapido.”

Ioppe considera l’argento il “naturale secondo” dopo l’oro, per la domanda industriale e per la presenza di un mercato di leasing già consolidato. Tuttavia, una maggiore volatilità dei prezzi e una disponibilità di metallo più limitata rendono l’opportunità più complessa rispetto all’oro.

Le proiezioni degli operatori vedono un mercato delle commodity tokenizzate che potrebbe raggiungere decine di miliardi nel giro di cinque anni e superare i 100 miliardi entro dieci anni, con la tokenizzazione destinata a integrarsi nelle procedure ordinarie di regolamento e finanziamento entro quindici anni.

Il test sul petrolio

Il petrolio rappresenta una sfida logistica più ampia ma anche un’opportunità significativa. EnSub ha esteso il proprio token WTIC dalla rete Ethereum a Solana all’inizio di ottobre: ogni token corrisponde a un barile di West Texas Intermediate (WTI) sostenuto da scorte fisiche verificate. Questo modello punta a trasformare la gestione dell’inventario e la liquidità sul mercato dell’energia.

La tokenizzazione del petrolio comporta però problematiche specifiche: custodia e verifica delle riserve fisiche, logistica per il trasporto e la consegna, regole fiscali e doganali, oltre a requisiti normativi che variano tra giurisdizioni. La sicurezza della catena di custodia e la trasparenza nelle certificazioni saranno fattori determinanti per l’adozione su scala ampia.

Dal punto di vista finanziario, la diffusione di token collateralizzati da commodity può migliorare l’efficienza del capitale, offrendo collateral più liquidi e sfruttabili per operazioni di prestito e finanziamento. Tuttavia, l’incremento di leva e il trasferimento di rischio di credito verso detentori retail richiedono adeguati sistemi di tutela e disclosure.

Per gli investitori italiani questo trend aggiunge una nuova dimensione di diversificazione, ma introduce anche esposizioni specifiche: volatilità dei prezzi delle materie prime, correlazioni valutarie se i titoli sono denominati in dollari, e rischi legati alla regolamentazione europea e internazionale.

In definitiva, la tokenizzazione delle commodity apre canali finanziari innovativi e potenzialmente più accessibili, ma la sua sostenibilità dipenderà dalla solidità delle infrastrutture di custodia, dalla trasparenza nelle pratiche di leasing e dalle garanzie contro il rischio di controparte.

In sintesi

  • La tokenizzazione delle materie prime può aumentare la liquidità e trasformare le commodity in collateral più accessibili, riducendo le barriere per investitori di piccola e media scala.
  • Per gli investitori italiani, l’opportunità richiede valutazioni aggiuntive su rischio di credito, custodia e impatto valutario, soprattutto per strumenti nominati in dollari.
  • L’adozione su larga scala dipenderà dalla capacità degli operatori di garantire verifiche indipendenti delle riserve fisiche, standard normativi chiari e meccanismi di protezione degli investitori.


Author: Tony
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