Over65, redditi bassi e entrate in contanti: chi resta escluso dai pagamenti digitali
- 6 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Circa un consumatore italiano su dieci gestisce la propria vita economica esclusivamente in contanti, secondo un’analisi della Banca d’Italia sulle abitudini di pagamento. Lo studio utilizza i diari di spesa e i questionari dell’indagine Space 2024 della BCE per delineare profili distinti tra gli utilizzatori.
Il campione considerato comprende 4.088 rispondenti italiani ed è stato classificato in cinque profili attraverso un approccio ibrido che combina valutazione umana, il modello linguistico GPT-4.1 e algoritmi di apprendimento automatico.
Due gruppi ai margini: chi usa solo contanti e gli scettici verso la banca
Alla periferia dell’uso dei pagamenti digitali emergono due segmenti distinti. I Cash lovers rappresentano il 6,6% della popolazione e operano esclusivamente in contanti, mentre i Bank-tech skeptics costituiscono il 4,6% e affiancano all’uso del contante soltanto le carte prepagate. Complessivamente questi due gruppi corrispondono all’11,2% degli intervistati.
Caratteristiche socio-economiche
I profili presentano somiglianze marcate: sono sovrarappresentati gli over 65, le persone con reddito mensile inferiore a 1.500 euro, chi ha conseguito al massimo la licenza media e i non occupati. In questi segmenti il flusso di denaro in contanti è più frequente anche per la ricezione di parte consistente del reddito.
Risparmio, accesso al credito e investimenti risultano meno diffusi rispetto alla media, così come l’interesse verso bonifici istantanei e attività in criptovalute è pressoché assente. Al contrario, i redditi oltre i 4.000 euro mensili sono più rappresentati tra i profili definiti Well-connected, che usano contante, carte e app in modo integrato e costituiscono il 14,6% del campione.
Il rapporto con le banche e le carte
Le differenze tra i due gruppi riguardano soprattutto il legame con il sistema bancario. I Bank-tech skeptics possiedono meno conti correnti rispetto ai Cash lovers, ma dispongono comunque di carte prepagate ottenibili senza conto: secondo le autrici dello studio ciò indica una scelta consapevole di aggirare i servizi bancari tradizionali, mentre l’uso esclusivo del contante può essere più spesso condizionato da barriere strutturali.
Geograficamente gli scettici verso la tecnologia bancaria sono sovrarappresentati nel Sud del Paese. I Cash lovers mostrano invece una quota femminile superiore alla media e una presenza relativamente ampia di lavoratori autonomi, fattore che lo studio associa a una possibile maggiore circolazione di contante nell’attività lavorativa.
Nonostante la bassa fiducia verso gli strumenti digitali, gli scettici effettuano acquisti online ma preferiscono pagare tramite prepagate: una dimostrazione di comportamento selettivo e della rilevanza delle alternative senza conto per questo segmento.
Propensione all’innovazione e condizioni per l’adozione
Entrambi i gruppi manifestano una bassa propensione a sperimentare nuovi strumenti di pagamento. Tra chi è disposto a provare, i Cash lovers chiedono semplicità e costi contenuti, mentre i Bank-tech skeptics pongono al centro la privacy e la possibilità di operare offline.
Lo studio segnala che senza caratteristiche come usabilità immediata, tariffazione contenuta e tutela della riservatezza, l’introduzione del euro digitale faticherà a conquistare questi consumatori. Questi requisiti risultano quindi cruciali per i decisori pubblici e per gli operatori privati che intendano promuovere l’adozione su larga scala.
Implicazioni per politica, mercato e inclusione finanziaria
Per le autorità monetarie e i governi nazionali lo studio offre indicazioni operative: promuovere l’inclusione finanziaria richiede interventi mirati che riducano le barriere all’accesso ai servizi di pagamento formali, soprattutto per fasce di reddito basse e per gli anziani.
Dal punto di vista del mercato, la persistenza di un segmento significativo che predilige il contante mantiene una domanda per servizi offline e strumenti a basso costo, delineando opportunità per operatori fintech che sappiano coniugare semplicità, anonimato relativo e integrazione con canali tradizionali.
Per gli investitori, la segmentazione dei comportamenti di pagamento suggerisce una differenziazione nelle prospettive di crescita tra emittenti di carte, banche tradizionali e nuove piattaforme digitali: le società in grado di offrire soluzioni ibride e rispettose della privacy potrebbero ottenere vantaggi competitivi nel contesto italiano.
Infine, la diffusione del contante continua a essere un tema rilevante per l’economia sommersa e per la raccolta fiscale: politiche di digitalizzazione dei pagamenti potrebbero influenzare flussi economici non registrati, con effetti indiretti su entrate pubbliche e dinamiche di consumo.
In sintesi
- La presenza di circa l’11% di consumatori focalizzati sul contante suggerisce che i fornitori di servizi di pagamento devono offrire soluzioni semplici e a basso costo per penetrare questo segmento.
- Per gli investimenti nel settore fintech, le opportunità maggiori riguardano piattaforme che garantiscano privacy e funzionamento offline, integrando strumenti prepagati e servizi per chi non possiede conto corrente.
- Dal punto di vista macroeconomico, una transizione verso pagamenti digitali ben progettata può migliorare l’inclusione finanziaria e potenzialmente ridurre l’economia non osservata, ma richiede politiche mirate per non escludere le fasce più vulnerabili.