Over65, redditi bassi e entrate in contanti: chi resta escluso dai pagamenti digitali

Circa un consumatore italiano su dieci gestisce la propria vita economica esclusivamente in contanti, secondo un’analisi della Banca d’Italia sulle abitudini di pagamento. Lo studio utilizza i diari di spesa e i questionari dell’indagine Space 2024 della BCE per delineare profili distinti tra gli utilizzatori.

Il campione considerato comprende 4.088 rispondenti italiani ed è stato classificato in cinque profili attraverso un approccio ibrido che combina valutazione umana, il modello linguistico GPT-4.1 e algoritmi di apprendimento automatico.

Due gruppi ai margini: chi usa solo contanti e gli scettici verso la banca

Alla periferia dell’uso dei pagamenti digitali emergono due segmenti distinti. I Cash lovers rappresentano il 6,6% della popolazione e operano esclusivamente in contanti, mentre i Bank-tech skeptics costituiscono il 4,6% e affiancano all’uso del contante soltanto le carte prepagate. Complessivamente questi due gruppi corrispondono all’11,2% degli intervistati.

Caratteristiche socio-economiche

I profili presentano somiglianze marcate: sono sovrarappresentati gli over 65, le persone con reddito mensile inferiore a 1.500 euro, chi ha conseguito al massimo la licenza media e i non occupati. In questi segmenti il flusso di denaro in contanti è più frequente anche per la ricezione di parte consistente del reddito.

Risparmio, accesso al credito e investimenti risultano meno diffusi rispetto alla media, così come l’interesse verso bonifici istantanei e attività in criptovalute è pressoché assente. Al contrario, i redditi oltre i 4.000 euro mensili sono più rappresentati tra i profili definiti Well-connected, che usano contante, carte e app in modo integrato e costituiscono il 14,6% del campione.

Il rapporto con le banche e le carte

Le differenze tra i due gruppi riguardano soprattutto il legame con il sistema bancario. I Bank-tech skeptics possiedono meno conti correnti rispetto ai Cash lovers, ma dispongono comunque di carte prepagate ottenibili senza conto: secondo le autrici dello studio ciò indica una scelta consapevole di aggirare i servizi bancari tradizionali, mentre l’uso esclusivo del contante può essere più spesso condizionato da barriere strutturali.

Geograficamente gli scettici verso la tecnologia bancaria sono sovrarappresentati nel Sud del Paese. I Cash lovers mostrano invece una quota femminile superiore alla media e una presenza relativamente ampia di lavoratori autonomi, fattore che lo studio associa a una possibile maggiore circolazione di contante nell’attività lavorativa.

Nonostante la bassa fiducia verso gli strumenti digitali, gli scettici effettuano acquisti online ma preferiscono pagare tramite prepagate: una dimostrazione di comportamento selettivo e della rilevanza delle alternative senza conto per questo segmento.

Propensione all’innovazione e condizioni per l’adozione

Entrambi i gruppi manifestano una bassa propensione a sperimentare nuovi strumenti di pagamento. Tra chi è disposto a provare, i Cash lovers chiedono semplicità e costi contenuti, mentre i Bank-tech skeptics pongono al centro la privacy e la possibilità di operare offline.

Lo studio segnala che senza caratteristiche come usabilità immediata, tariffazione contenuta e tutela della riservatezza, l’introduzione del euro digitale faticherà a conquistare questi consumatori. Questi requisiti risultano quindi cruciali per i decisori pubblici e per gli operatori privati che intendano promuovere l’adozione su larga scala.

Implicazioni per politica, mercato e inclusione finanziaria

Per le autorità monetarie e i governi nazionali lo studio offre indicazioni operative: promuovere l’inclusione finanziaria richiede interventi mirati che riducano le barriere all’accesso ai servizi di pagamento formali, soprattutto per fasce di reddito basse e per gli anziani.

Dal punto di vista del mercato, la persistenza di un segmento significativo che predilige il contante mantiene una domanda per servizi offline e strumenti a basso costo, delineando opportunità per operatori fintech che sappiano coniugare semplicità, anonimato relativo e integrazione con canali tradizionali.

Per gli investitori, la segmentazione dei comportamenti di pagamento suggerisce una differenziazione nelle prospettive di crescita tra emittenti di carte, banche tradizionali e nuove piattaforme digitali: le società in grado di offrire soluzioni ibride e rispettose della privacy potrebbero ottenere vantaggi competitivi nel contesto italiano.

Infine, la diffusione del contante continua a essere un tema rilevante per l’economia sommersa e per la raccolta fiscale: politiche di digitalizzazione dei pagamenti potrebbero influenzare flussi economici non registrati, con effetti indiretti su entrate pubbliche e dinamiche di consumo.

In sintesi

  • La presenza di circa l’11% di consumatori focalizzati sul contante suggerisce che i fornitori di servizi di pagamento devono offrire soluzioni semplici e a basso costo per penetrare questo segmento.
  • Per gli investimenti nel settore fintech, le opportunità maggiori riguardano piattaforme che garantiscano privacy e funzionamento offline, integrando strumenti prepagati e servizi per chi non possiede conto corrente.
  • Dal punto di vista macroeconomico, una transizione verso pagamenti digitali ben progettata può migliorare l’inclusione finanziaria e potenzialmente ridurre l’economia non osservata, ma richiede politiche mirate per non escludere le fasce più vulnerabili.


Author: Tony
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