PwC Strategy&: Italia ferma all’8% di BEV, il divario con l’Europa pesa sulla transizione elettrica
- 2 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
L’Italia continua a muoversi più lentamente rispetto alla media europea nella diffusione della mobilità elettrica. Nei primi sei mesi del 2026 la quota delle nuove immatricolazioni di vetture BEV si è fermata all’8%, contro il 21% dell’Unione Europea, evidenziando un divario ancora ampio nel processo di elettrificazione del parco auto.
È uno dei principali risultati della settima edizione dello studio eReadiness 2026 di PwC Strategy&, realizzato attraverso circa 19.000 interviste in 31 Paesi tra Europa, Asia-Pacifico e America. L’indagine analizza comportamenti dei consumatori, infrastrutture di ricarica e sviluppo della mobilità elettrica e, per la prima volta, dedica un approfondimento anche alla guida autonoma.
Italia distante dalle previsioni sull’elettrico
Secondo lo studio, le immatricolazioni di vetture elettriche in Italia risultano inferiori del 45% rispetto alle previsioni formulate nel 2021.
PwC Strategy& stima che, mantenendo l’attuale traiettoria di elettrificazione, il Paese raggiungerebbe con sei anni di ritardo il livello coerente con il target europeo 2030 sulle emissioni delle nuove auto, mentre il percorso verso il target di zero emissioni di CO₂ per le nuove vetture dal 2035 arriverebbe al 2042. Si tratta di una proiezione dello studio basata sull’andamento corrente, non di una modifica delle scadenze normative europee.
La normativa europea attualmente prevede per le nuove autovetture un obiettivo di riduzione delle emissioni medie di CO₂ del 55% dal 2030 rispetto al riferimento 2021 e una riduzione del 100% dal 2035.
La domanda potenziale resta elevata
Il ritardo nelle immatricolazioni non sembra derivare da una mancanza generalizzata di interesse da parte dei consumatori.
Il 59% degli intervistati italiani dichiara infatti che potrebbe acquistare un’auto elettrica nei prossimi cinque anni, mentre il 39% indica un possibile acquisto entro i prossimi due anni.
Tra le principali motivazioni emergono il minor costo di percorrenza, citato dal 65% del campione, e la possibilità di ricaricare a casa, indicata dal 46%.
Resta però consistente la fascia degli EV Sceptic, che rappresenta il 34% degli intervistati italiani. Le principali barriere continuano a riguardare l’autonomia delle batterie, i tempi di ricarica e la percezione di un costo d’acquisto superiore rispetto ai modelli con motore a combustione interna.
Gli EV Owner confermano un’elevata soddisfazione
Il 7% del campione italiano è costituito da EV Owner, ossia proprietari di vetture elettriche.
Tra questi, l’87% si dichiara soddisfatto dell’auto posseduta e il 91% afferma che sceglierebbe nuovamente un modello elettrico per il prossimo acquisto.
I risultati evidenziano quindi una differenza tra la percezione di chi non è ancora entrato nel mercato elettrico e l’esperienza di chi utilizza già quotidianamente questa tecnologia.
Prezzi e autonomia riducono il divario con le auto tradizionali
Lo studio segnala anche un cambiamento su due delle principali barriere storiche all’acquisto.
Nel segmento delle utilitarie, che comprende i segmenti A e B e rappresenta circa il 60% del mercato italiano secondo l’analisi, il prezzo medio dei primi dieci modelli elettrici considerati è diminuito del 28% tra il 2023 e il 2026. Nello stesso periodo i corrispondenti modelli endotermici hanno registrato un aumento di circa l’8%.
Anche l’autonomia è migliorata: la percorrenza media WLTP delle vetture elettriche considerate è cresciuta dell’11% rispetto ai modelli lanciati nel biennio 2024-2025.
“Il miglioramento sostanziale su prezzo e autonomia delle vetture elettriche è un segnale importante, perché agisce esattamente sulle due leve che per anni hanno frenato la domanda di massa nel segmento delle utilitarie, che resta il cuore del mercato italiano” sottolinea Francesco Papi, Partner PwC Strategy& e Automotive Leader.
La ricarica pubblica resta il principale nodo
La rete di ricarica continua invece a rappresentare una delle aree più critiche.
Secondo i dati riportati dallo studio, l’Italia si colloca in coda tra i cinque principali mercati europei considerati per diffusione delle infrastrutture ad alta potenza: le colonnine superiori a 150 kW rappresentano l’8% del totale, contro una media EU-5 del 12%.
Anche il rapporto tra punti di ricarica e parco circolante rimane inferiore: 2 punti ogni 1.000 veicoli, rispetto a una media di 3,5 nei cinque mercati analizzati.
La conseguenza è una forte dipendenza dalla ricarica privata. Il 65% degli EV Owner dichiara di ricaricare prevalentemente a casa o sul luogo di lavoro.
Nord e Sud ancora distanti sulle infrastrutture
Lo sviluppo della rete presenta inoltre differenze territoriali.
Nel Sud Italia sono disponibili, secondo lo studio, 1,3 punti di ricarica ogni 1.000 veicoli, contro i 2,6 del Nord.
Parallelamente, la percezione della ricarica pubblica peggiora: l’indice NPS passa da 60 a 51 punti tra il 2025 e il 2026. Tra le criticità segnalate figurano posizione delle stazioni, disponibilità dei punti di ricarica e funzionamento effettivo delle infrastrutture.
Cresce l’interesse per la guida autonoma
L’edizione 2026 di eReadiness introduce anche un’analisi sulla mobilità autonoma.
Il 75% degli italiani intervistati si dichiara disposto a utilizzare un servizio di guida autonoma. Il profilo maggiormente interessato comprende soprattutto consumatori più giovani, con redditi superiori alla media e residenti nelle aree urbane.
Il 44% utilizzerebbe un servizio di robotaxi per brevi tragitti cittadini e oltre il 40% sarebbe disposto, secondo le risposte raccolte, a sostenere un costo superiore rispetto a quello di un taxi tradizionale.
“Il forte interesse degli Italiani per la guida autonoma rafforza la necessità di definire un quadro regolamentare condiviso a livello Europeo e sostegni agli investimenti per ridurre il divario rispetto a Stati Uniti e Cina. I veicoli elettrici, grazie a piattaforme dedicate e architetture software-centriche, rappresentano una base tecnologica particolarmente adatta all’integrazione delle funzioni di automazione. La combinazione tra elettrico e guida autonoma contribuisce all’evoluzione complessiva del sistema dei trasporti e a un minore impatto ambientale”, conclude Francesco Papi.