Casa: Leo sblocca l’ecobonus al 65% per cappotti termici e pannelli solari
- 1 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sul fronte del risparmio energetico, il ritorno a un ecobonus al 65% viene considerato più di una semplice ipotesi: il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha indicato durante un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato l’intenzione di elevare il livello degli incentivi attualmente in vigore.
Maurizio Leo ha dichiarato:
“Dobbiamo lavorare sugli incentivi per l’efficientamento energetico perché lì possiamo tirare più su l’asticella e non abbiamo problemi sui conti.”
L’ipotesi al vaglio prevede di finanziare l’innalzamento del grado di detrazione sfruttando la clausola di flessibilità europea legata all’energia. Oggi la detrazione è fissata al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le seconde case; senza un intervento legislativo, è previsto un calo automatico a partire dal 2027, con percentuali che scenderebbero rispettivamente al 36% e al 30%.
I margini offerti dall’Unione europea
Secondo il viceministro, il margine di manovra deriva da una tolleranza concessa dalla Unione europea in relazione agli extraoneri energetici: si tratta di una disponibilità finanziaria pari a circa 14 miliardi, suddivisa in due tranche per il 2027 e il 2028. Per trasformare questa possibilità in misure concrete occorre ora dettagliare gli strumenti e le forme di intervento.
Interventi differenziati per privati e pubblico
La proposta illustrata prospetta soluzioni distinte per il patrimonio privato e per quello pubblico. Nel settore privato si valuta di aumentare gli incentivi per interventi come il cappotto termico e l’installazione di pannelli solari, mentre per il settore pubblico si privilegerebbero interventi di efficientamento su strutture sanitarie e strutture scolastiche.
Maurizio Leo ha spiegato:
“Nel privato proviamo a tirare più sull’asticella rispetto al 50%; nel pubblico si può pensare a efficientamenti su strutture sanitarie e scolastiche.”
Il precedente del Superbonus e le cautele richieste
L’esperienza del Superbonus al 110% resta una ferita politica e di bilancio, e condiziona le scelte attuali. Il viceministro ha richiamato la necessità di evitare meccanismi che possano generare anomalie o effetti indesiderati sui conti pubblici, sottolineando che non si possono applicare percentuali prestabilite senza opportuni paletti e controlli.
Maurizio Leo ha dichiarato:
“Non possiamo mettere percentuali prestabilite, dovremo evitare di ripetere quelle situazioni patologiche che si sono generate in passato con il superbonus.”
Per questo motivo, qualsiasi aumento delle detrazioni dovrà essere accompagnato da meccanismi di controllo più stringenti, criteri di accesso chiari e possibili limiti temporali o soglie di spesa che limitino il rischio di abusi e mantengano la sostenibilità fiscale.
Dal punto di vista procedurale, l’utilizzo della clausola di flessibilità implica normalmente la notifica e la giustificazione delle misure alla Commissione europea, che valuta l’eccezionalità delle spese e la loro compatibilità con i vincoli di bilancio comunitari. Questo passaggio richiede documentazione tecnica e stime d’impatto precise.
Sul piano economico, un potenziamento dell’ecobonus potrebbe stimolare domanda per lavori di riqualificazione energetica, sostenendo le imprese locali e l’artigianato coinvolto nei cantieri. Tuttavia, l’effetto reale dipenderà dalla modulazione degli incentivi, dalla rapidità con cui saranno messi a bando e dalla capacità di controllo delle pratiche fiscali.
Per essere operativo e impedire il passaggio automatico alle aliquote inferiori previsto per il 2027, il provvedimento richiederà un intervento legislativo tempestivo: ciò apre una finestra di confronto politico sulla copertura finanziaria, sulla durata temporale degli incentivi e sugli strumenti amministrativi per la loro attuazione.
In sintesi
- Un aumento del ecobonus può dare impulso al settore delle costruzioni e all’infrastruttura delle energie rinnovabili, ma richiede regole precise per evitare dispersione di risorse e frodi.
- L’uso della clausola di flessibilità offre margine finanziario temporaneo; tuttavia la sua applicazione richiederà giustificazioni tecniche e rischia di creare vincoli sul bilancio futuro se non accompagnata da misure di efficienza.
- Per gli investitori e le piccole imprese italiane la misura rappresenta un’opportunità di crescita della domanda, ma la redditività dipenderà dalla stabilità normativa e dalla rapidità dei pagamenti pubblici.
- Dal punto di vista macroeconomico, un piano calibrato di incentivi può contribuire alla transizione energetica nazionale e ridurre la dipendenza dai costi energetici importati, se accompagnato da controlli amministrativi e valutazioni costi-benefici.