Thailandia pronta a bloccare Bitget per trading di criptovalute senza licenza
- 5 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Commissione per i Titoli e gli Scambi della Thailandia (SEC) ha presentato una denuncia penale contro BG Limited, società che gestisce la piattaforma di scambio di criptovalute Bitget, contestando l’operatività senza la necessaria autorizzazione.
La stessa autorità ha informato il Ministero dell’Economia Digitale e della Società della decisione di bloccare l’accesso a Bitget a partire dal 5 dicembre. Il provvedimento prevede il blocco del sito principale, dei domini correlati e dell’applicazione mobile collegata alla piattaforma.
Gli utenti sono stati sollecitati a prendere provvedimenti sui propri asset custoditi sulla piattaforma prima della data indicata, in vista delle restrizioni tecniche che potrebbero impedire l’accesso o le operazioni successive.
Accuse e presunta violazione della normativa
Secondo la SEC, Bitget ha offerto servizi di negoziazione di criptovalute tra il 2022 e il 2025, applicando commissioni di trading e promuovendo i propri servizi tramite siti in lingua thailandese e canali social attivi nel paese. Tali attività, sempre secondo il regolatore, avrebbero violato i requisiti di licenza previsti dalla normativa thailandese per gli asset digitali.
La denuncia è stata trasmessa alla Divisione per la Repressione dei Crimini Economici per le indagini del caso; saranno poi i pubblici ministeri a decidere se esercitare l’azione penale e i tribunali a stabilire eventuali responsabilità penali.
Quadro normativo e strumenti di enforcement
Il Ministero dell’Economia Digitale e della Società dispone di poteri per limitare l’accesso a piattaforme di scambio non autorizzate, esercitando questi poteri sulla base di un decreto del 2025 finalizzato a tutelare gli investitori e contrastare i reati finanziari. Questa dinamica riflette una tendenza più ampia di rafforzamento dei controlli sulle attività cripto transfrontaliere.
Bitget non ha fornito immediatamente alcuna replica pubblica alle contestazioni avanzate dalle autorità thailandesi.
Implicazioni per il mercato e per gli utenti
La messa al bando di un operatore di grande rilievo come Bitget segnala una maggiore vigilanza regolatoria nella regione asiatica e può innescare ripercussioni sui volumi e sulla liquidità degli scambi cripto connessi all’area. Per gli utenti, la misura mette in luce i rischi legati all’utilizzo di piattaforme che operano senza chiara base giuridica nel paese di riferimento.
Per gli intermediari e gli investitori istituzionali, l’episodio sottolinea l’importanza di verificare lo status regolamentare e le garanzie di custodia prima di affidare capitali a exchange esteri, oltre a considerare scenari di contingenza qualora si verifichino blocchi d’accesso imposti dalle autorità locali.
Potenziali sviluppi e contesto regionale
Se le autorità thailandesi procederanno con accuse formali, il caso potrebbe fungere da casistica per ulteriori iniziative di enforcement nel Sud-est asiatico. Le azioni contro piattaforme non autorizzate spesso comportano collaborazioni tra ministeri, forze dell’ordine e agenzie di regolamentazione finanziaria, e possono portare a restrizioni tecniche e legali durature.
Sul piano internazionale, una serie di provvedimenti analoghi rafforza la pressione verso standard regolatori più omogenei e solleva questioni pratiche di giurisdizione e recupero degli asset per gli utenti coinvolti.
Consigli pratici per gli investitori
Gli investitori dovrebbero valutare con attenzione la controparte con cui operano: preferire exchange regolamentati, mantenere una diversificazione tra wallet custodial e non custodial e aggiornarsi sulle avvertenze delle autorità dei paesi in cui l’exchange opera o promuove i suoi servizi.
In caso di dubbi sullo status legale di una piattaforma, è consigliabile trasferire temporaneamente gli asset su servizi con licenza o su portafogli privati fino a quando la situazione non sarà chiarita dalle autorità competenti.
In sintesi
- Il provvedimento thailandese evidenzia come la compliance regolamentare sia sempre più cruciale per gli exchange: la non conformità può tradursi in blocchi d’accesso e indagini penali con impatti operativi significativi.
- Per gli investitori europei e italiani, il caso ribadisce l’importanza di preferire piattaforme con chiara autorizzazione e misure di custodia trasparenti per ridurre il rischio di perdita di accesso agli asset.
- Il rafforzamento dell’enforcement in Asia potrebbe determinare una redistribuzione dei volumi verso exchange regolamentati, influenzando liquidità e prezzi di alcuni asset nel brevissimo periodo.