Vannacci, sondaggi in calo e defezioni sul territorio: il generale assicura che gli iscritti crescono
- 4 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È fisiologico considerare come naturali alcuni assestamenti di un partito in fase di radicamento o come segnali di un possibile indebolimento politico: la distinzione non è scontata. Negli ultimi rilevamenti di diversi istituti demoscopici il partito guidato dal generale Roberto Vannacci ha mostrato una flessione percentuale che, pur contenuta, ha acceso il dibattito interno.
Accanto al calo nei sondaggi, registrato da più rilevazioni nell’ultimo periodo, si sono moltiplicate le uscite dal partito sul territorio nazionale. I dirigenti di vertice mantengono però un tono rassicurante, sostenendo che si tratti di scossoni passeggeri e difendendo la tenuta dell’organizzazione.
Roberto Vannacci ha dichiarato:
“I sondaggi sono fatti da agenzie ammaestrate che non hanno lo scopo di rappresentare la realtà, ma quello di manipolarla. Lo dicevo quando i sondaggi erano in crescita, lo dico anche oggi che i sondaggi sono dati per essere meno positivi.”
Roberto Vannacci ha aggiunto:
“Il numero degli iscritti al partito continua a crescere. La media è di 1000 iscritti in più a settimana, abbiamo festeggiato qualche giorno fa quota 160mila.”
Defezioni e fratture locali
Sul piano locale, tuttavia, le defezioni sono più evidenti. In Frosinone il tentativo di far cadere la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli non ha avuto esito: i rappresentanti locali vicini alla formazione hanno scelto di rimanere accanto al primo cittadino, segnando una rottura con la linea nazionale.
Di conseguenza il coordinatore provinciale di Futuro Nazionale per Frosinone, Antonio Scaccia, insieme all’intero gruppo dirigente locale, ha annunciato l’abbandono del partito in un documento politico che poneva come prioritaria la necessità di stabilità e governabilità del capoluogo.
Altri addii: Calabria, Polesine e Sardegna
In Calabria cinque referenti territoriali — tra aree che vanno da Cosenza a Castrovillari — hanno lasciato il movimento, denunciando pratiche decisionali troppo centralizzate, scarsa partecipazione e una distanza crescente dalle attività quotidiane nelle comunità locali. La critica principale riguarda una linea politica percepita come eccessivamente radicale rispetto a un centrodestra che alcuni vorrebbero più moderno e responsabile.
Nel Polesine, e in particolare a Rovigo, si sono registrate altre dimissioni: tre referenti hanno lasciato i comitati costituenti e il responsabile del Comitato 805, Ciro D’Orsi, ha annunciato lo scioglimento della propria struttura territoriale.
Segnalazioni di malcontento erano emerse già in estate con le uscite di figure come l’ex consigliere ed assessore di Pescara, Cristian Orta, e l’ex consigliere regionale sardo Marcello Orrù a Sassari, quest’ultimo vicino a una transizione verso la formazione Italia Domani di Marco Rizzo.
Espulsioni e ricomposizioni
Nell’autunno scorso la direzione disciplinare di Futuro Nazionale ha deciso l’espulsione di Luca Sforzini, presidente del centro studi Rinascimento Nazionale, motivando la scelta con ripetute uscite sulla stampa e sui social ritenute offensive nei confronti di altri iscritti e con affermazioni ritenute infondate sul movimento.
Sforzini era considerato un punto di riferimento per contributi teorici e per il lavoro del centro studi, e la sua uscita ha segnato una perdita per la componente che spingeva verso un approccio meno radicale e più liberal nel partito.
Lo scorso mese, invece, Onelio Onofrio Francioso, anch’egli legato al centro studi, ha deciso di allontanarsi volontariamente e ha aderito a Italia Domani, assumendo il ruolo di coordinatore per la città di Milano con l’obiettivo di organizzare l’offerta politica del nuovo soggetto in vista delle amministrative.
Le parole del leader e le prospettive
Nonostante le perdite, il generale Roberto Vannacci mantiene un tono combattivo e selettivo sui militanti: secondo la sua visione, il partito deve conservare solo chi condivide effettivamente l’impegno. A tal proposito ha fatto riferimento, citando un’immagine letteraria, alla scelta di non trattenere chi decide di andare via.
Roberto Vannacci ha dichiarato:
“Citando Enrico V di Shakespeare, dico che a quelli che se ne vanno forniremo cavalli riposati e vivande fresche per allietare il loro viaggio. Noi vogliamo che in battaglia ci siano quelli che ci credono: è per quelli che noi continuiamo ad andare avanti.”
Analisti politici osservano che movimenti di questo tipo, in partiti emergenti caratterizzati da forte leadership, sono frequenti nella fase di definizione della struttura organizzativa e della collocazione all’interno degli schieramenti. Tuttavia, le defezioni diffuse possono incidere sulla credibilità elettorale e sulle capacità organizzative sul territorio, con effetti visibili soprattutto nelle amministrazioni locali dove il consenso è più fluido.
Dal punto di vista istituzionale, le scelte dei gruppi locali possono favorire una maggiore stabilità delle giunte comunali affermate o accelerare percorsi di ricomposizione all’interno del centrodestra, con ricadute pratiche su progetti di investimento pubblico, appalti e programmi urbanistici, elementi di interesse per operatori economici e investitori locali.
Considerazioni finali
La partita politica di Futuro Nazionale appare dunque in una fase di ridefinizione: da un lato la leadership rivendica la crescita degli iscritti e una linea chiara; dall’altro le uscite e le espulsioni segnalano tensioni interne e una difficoltà a trattenere alcune articolazioni territoriali. Nei prossimi mesi sarà significativo osservare se il partito riuscirà a stabilizzare la propria presenza locale e a trasformare le adesioni di massa dichiarate in consenso elettorale stabile.
In sintesi
- Le defezioni locali possono ridurre la capacità organizzativa di Futuro Nazionale, aumentando l’incertezza su gare d’appalto e progetti infrastrutturali a livello comunale, un fattore da monitorare per gli investitori locali.
- Un partito che perde rappresentanti territoriali rischia di indebolire la coesione della coalizione di centrodestra, con possibili ripercussioni sui mercati regionali e sulla fiducia degli operatori economici verso politiche di lungo periodo.
- La retorica del leader e la selezione dei militanti possono consolidare una base più fedele ma più ristretta: per gli investitori questo comporta sia opportunità (maggiore certezza sulle scelte politiche della leadership) sia rischi (minor capacità di mediazione e alleanze locali).