Mini pacchi: addio al contributo da 2 euro
- 1 Novembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Governo e amministrazioni avevano presentato la misura come un contributo operativo «alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali» sui pacchi provenienti da Paesi extra Unione europea, ma la tassa da 2 euro sulle spedizioni sotto i 150 euro è diventata fonte di difficoltà amministrative e politiche: prevista più volte, è stata rinviata e ora viene cancellata prima ancora del suo avvio.
Governo ha dichiarato:
“alla copertura delle spese amministrative correlate agli adempimenti doganali”
La misura, ideata per entrare in vigore inizialmente a gennaio 2026, è stata successivamente posticipata a luglio, poi ad ottobre, a dicembre e infine al primo gennaio 2027. Con l’inserimento dell’articolo 30 nel disegno di legge di bilancio viene ora introdotta l’abrogazione dei commi 126, 127 e 128 della manovra precedente, sancendo la rinuncia definitiva al contributo prima della sua implementazione.
Secondo la relazione illustrativa, la decisione si collega all’entrata in vigore del nuovo Codice doganale dell’Unione e al regolamento 2026/2108 del 16 settembre, mentre la relazione tecnica espone gli effetti sui conti pubblici e sul comportamento del mercato.
Motivazioni tecniche e dati di riferimento
All’atto dell’introduzione il contributo era valutato in circa 245 milioni di euro annui nelle previsioni di bilancio. Tuttavia, gli aggiornamenti delle condizioni di mercato e le nuove regole comunitarie hanno drasticamente ridimensionato tale stima.
Dal primo luglio 2026 è stata eliminata la franchigia doganale per i pacchi sotto i 150 euro e contestualmente è entrato in vigore un dazio europeo di 3 euro. Utilizzando i dati delle Dogane relativi a luglio e agosto e proiettandoli sull’anno, le spedizioni potenzialmente soggette al contributo si attestano su circa 61,7 milioni.
Applicando un aggiustamento per la riduzione dei volumi dovuta all’aumento dei prezzi stimata nel 7,6% e ipotizzando una quota di elusione del 20%, il gettito previsto dal contributo da 2 euro a pacco scende a circa 91,3 milioni l’anno, ben lontano dalla previsione iniziale.
Nei tre mesi successivi all’entrata del dazio, un funzionario della Commissione ha dichiarato che i pacchi registrati nei sistemi doganali sono diminuiti in media di oltre il 60%. Nonostante ciò, l’Unione continua a importare volumi significativi: circa 5 milioni di articoli al giorno, dopo i 5,9 miliardi di pacchi registrati lo scorso anno, e i controlli doganali coordinati hanno rilevato una non conformità nel 60% dei prodotti ispezionati.
Impatto sulla finanza pubblica e sulle politiche di controllo
La cancellazione del contributo riduce la complessità amministrativa immediata ma lascia un vuoto nel quadro delle entrate dedicate alla gestione doganale. Il mancato introito obbligherà il legislatore a rivedere le coperture o a individuare risorse alternative per finanziare i controlli e il potenziamento degli uffici doganali.
In termini di enforcement, il combinato disposto di dazio europeo e abolizione della franchigia aumenta la responsabilità delle autorità nazionali e comunitarie nel contrastare elusione e pratiche di non conformità: ciò richiederà maggiori investimenti in tecnologie di tracciamento, formazione del personale e sistemi informativi condivisi.
Conseguenze per il mercato e gli operatori
Per le imprese di logistica, i corrieri e i venditori online la cancellazione mette fine a un’incertezza normativa che avrebbe potuto generare costi di compliance addizionali. Tuttavia, l’introduzione del dazio e la maggiore attività di controllo potrebbero spingere molte aziende ad adottare soluzioni di stoccaggio e spedizione all’interno dell’Unione per evitare oneri e ritardi legati alle importazioni dirette.
I consumatori potrebbero percepire minori variazioni immediate nei prezzi finali per la mancata introduzione del contributo da 2 euro, ma l’effetto combinato di dazi e controlli potrebbe riflettersi sui tempi di consegna e sui costi operativi dei venditori, con possibili ripercussioni sui prezzi a medio termine.
Prospettive regolatorie
La scelta di abrogare il contributo mette in evidenza la necessità di una strategia coordinata a livello nazionale ed europeo: sarà utile approfondire strumenti alternativi per finanziare i controlli doganali senza gravare eccessivamente sui consumatori o frenare il commercio elettronico transfrontaliero.
Tra le opzioni praticabili vi sono l’incremento della cooperazione informativa tra autorità fiscali e doganali, l’adozione di procedure semplificate per piccoli importatori certificati e investimenti in automazione doganale per ridurre i costi unitari di gestione.
In sintesi
- La cancellazione del contributo da 2 euro riduce l’incertezza normativa per corrieri e venditori online, ma lascia aperta la questione della copertura finanziaria per i controlli doganali, con possibili ripercussioni sui conti pubblici.
- L’aumento del controllo e l’introduzione del dazio di 3 euro possono accelerare la scelta degli operatori per soluzioni di fulfillment intra-Unione, creando opportunità nel settore immobiliare logistico e per i servizi di magazzinaggio in Italia.
- Per gli investitori, la maggiore attenzione a compliance e tracciabilità suggerisce opportunità in tecnologie di automazione doganale, sistemi IT per la supply chain e servizi di consulenza fiscale doganale.
- Dal punto di vista macroeconomico, la misura sottolinea la tensione tra politiche di tutela del mercato e la necessità di mantenere flussi di commercio elettronico competitivi; l’equilibrio richiederà interventi mirati e coordinati a livello europeo.