Tether sorprende: riserve in Bitcoin raggiungono 8,37 miliardi di dollari nel terzo trimestre
- 30 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Tether ha registrato un utile operativo di 1,5 miliardi di dollari nel terzo trimestre, mentre le riserve eccedenti sono quasi raddoppiate attestandosi a 7,95 miliardi di dollari, secondo i dati pubblicati insieme all’attestazione redatta dal collegio contabile indipendente BDO.
Composizione patrimoniale e margine di riserva
Al 30 settembre la società mostrava attività per 191,5 miliardi di dollari contro passività per 183,5 miliardi, generando così un surplus di riserva di 7,95 miliardi. Tra le poste più rilevanti figurano 132,4 miliardi in titoli di stato statunitensi, detenuti in modo diretto e indiretto.
Questa esposizione nei titoli di stato è paragonabile al livello di debito pubblico statunitense detenuto da interi paesi: si avvicina ai 134,2 miliardi registrati per la Corea del Sud e supera i 116,1 miliardi degli Emirati Arabi Uniti, secondo i dati del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti relativi ad agosto.
Ricavi, strumenti finanziari e riserve in criptovalute
Nei primi nove mesi del 2026 Tether ha realizzato un utile operativo netto di 4,5 miliardi di dollari, alimentato in larga parte dal rendimento dei titoli di stato statunitensi e da operazioni di pronti contro termine (reverse repurchase agreements).
La componente in Bitcoin detenuta dalla società è stata valutata a 8,37 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai circa 5,8 miliardi rilevati a fine giugno, a indicare una maggiore esposizione alla criptovaluta oltre che agli strumenti di mercato monetario.
Posizionamento di mercato e base utenti
Il token USDT resta il principale stablecoin a livello globale, rappresentando circa il 60% di un mercato complessivo stimato in 297,3 miliardi di dollari secondo rilevazioni di settore. Questa quota di mercato riflette l’ampia diffusione dello strumento come riserva di liquidità nelle piattaforme di scambio e nei mercati emergenti.
Paolo Ardoino ha scritto:
“La base utenti di USDT ha superato i 700 milioni, con l’adozione concentrata nei mercati emergenti.”
Trasparenza, controllo e audit
Negli ultimi anni l’emittente ha affrontato ripetute richieste di maggior trasparenza sulle riserve. Ad agosto la società ha annunciato il completamento del suo primo audit finanziario indipendente completo da parte di KPMG US, pur precisando che i bilanci verificati non sono stati resi pubblici.
La combinazione di grande massa patrimoniale, ampia esposizione ai titoli di stato statunitensi e una quota di mercato dominante pone questioni operative e regolamentari: autorità di vigilanza e investitori istituzionali osservano con attenzione il grado di liquidità, la qualità delle attività a garanzia e la governance interna della società.
Implicazioni per mercati e regolamentazione
La scala delle attività di Tether e la concentrazione in titoli di stato statunitensi la espongono a rischi macro-finanziari collegati ai tassi e alla liquidità di mercato. Per gli operatori europei e italiani questo significa che gli strumenti digitali percepiti come equivalenti al contante presentano comunque rischi di controparte e di mercato che devono essere valutati nelle strategie di tesoreria e investimento.
Inoltre, la crescente attenzione delle autorità su stablecoin e infrastrutture cripto potrebbe tradursi in requisiti di capitale, vincoli di trasparenza e controlli più rigidi sulla qualità delle attività ammesse a garantire questi strumenti, con potenziali effetti sui costi di servizio e sulla fruibilità per gli utenti retail.
Considerazioni finali
Il rapporto evidenzia una piattaforma finanziariamente grande e redditizia ma tuttora al centro di questioni non risolte relative alla piena trasparenza degli attivi e alla gestione del rischio. Per chi opera sui mercati digitali, l’evoluzione normativa e la qualità delle attestazioni indipendenti resteranno fattori chiave per valutare l’affidabilità degli stablecoin come elementi della liquidità globale.
In sintesi
- La forte concentrazione di riserve in titoli di stato statunitensi aumenta la correlazione tra rischi macro-finanziari globali e la stabilità di USDT, elemento da monitorare per chi include stablecoin in portafoglio di liquidità.
- L’aumento delle riserve e degli utili indica solidità operativa, ma la mancata pubblicazione completa degli stati patrimoniali auditi mantiene incertezza sulla piena qualità degli attivi.
- Per investitori e tesorieri italiani, l’uso di stablecoin richiede valutazioni specifiche sul rischio di controparte e sulla possibile incidenza di future regolamentazioni europee più stringenti.