Il 45% degli italiani risparmia: cure mediche e pensioni al primo posto
- 30 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ipsos e Acri, in occasione della 102ª Giornata del Risparmio, presentano un quadro in cui gli italiani non hanno ridotto drasticamente la capacità di accantonare risorse, ma hanno ridefinito le priorità: il risparmio è percepito sempre più come protezione contro rischi sanitari e previdenziali piuttosto che come semplice progettazione del futuro.
Le percezioni sul ruolo del risparmio
Il 75% degli intervistati considera il risparmio uno strumento integrativo del welfare pubblico: il 45% lo associa soprattutto alla sanità e alle cure mediche, il 25% all’assistenza a lungo termine per anziani e non autosufficienti e un altro 25% alla componente previdenziale. Cresce quindi la lettura del risparmio come tutela immediata contro fragilità economiche e per coprire lacune percepite nel sistema pubblico.
Funzione difensiva e abitudini di risparmio
Per il 39% degli italiani il risparmio è oggi una necessità per garantire sicurezza finanziaria; il 27% lo interpreta come opportunità per raggiungere obiettivi specifici, mentre il 21% lo considera un’abitudine consolidata. Più della metà (58%) ritiene di avere una propensione al risparmio simile a quella dei propri genitori, pur riconoscendo di non poter accantonare gli stessi importi: una convinzione che aumenta con l’età (GenZ 50%, Millennials 56%, GenX 60%, Boomers 70%).
Impatto dell’invecchiamento demografico
L’invecchiamento della popolazione e la riduzione delle nascite stanno ridefinendo gli equilibri intergenerazionali e intensificando la domanda di servizi legati al welfare. Nel mondo del lavoro, il 66% degli occupati manifesta preoccupazione per la propria situazione economica dopo il pensionamento: il 43% teme una pensione insufficiente e il 33% punta il dito sulla difficoltà a risparmiare oggi pensando al futuro. In questo contesto la famiglia mantiene un ruolo chiave come ammortizzatore sociale.
Cambiamenti nelle priorità: vivere il presente
La quota di chi riesce a risparmiare senza grandi rinunce resta stabile al 45%, mentre diminuisce chi considera il risparmio una fonte di tranquillità (35% rispetto al 38% dell’anno precedente). Sale invece la percentuale di chi privilegia il presente e preferisce godersi la vita senza preoccuparsi troppo del futuro (19% contro 14% l’anno passato). Rispetto a tre anni fa si osserva un cambiamento più marcato: la propensione al risparmio è passata dal 53% al 45%, mentre chi vive l’oggi è aumentato dal 7% al 19%.
La generazione dei Boomers mostra un approccio più diversificato: il 37% cerca di risparmiare senza grandi rinunce, il 30% preferisce godersi il presente e il 30% vede il risparmio come fonte di tranquillità. Parallelamente, la quota di chi consuma l’intero reddito è salita al 37% (era 32% tre anni fa), mentre la percentuale di chi riesce a mettere da parte qualcosa è passata dal 41% al 44% nell’ultimo anno, pur rimanendo sotto il livello del 2023 (48%).
Sul fronte delle risorse di emergenza, il 24% della popolazione non sarebbe in grado di sostenere una spesa imprevista di 1.000 euro con mezzi propri, mentre il 64% non potrebbe far fronte a un esborso di 10.000 euro. La GenX (45-64 anni) risulta la più esposta: il 68% di questa fascia non dispone di risorse sufficienti per coprire tale imprevisto.
Aumento della spesa per beni essenziali
Un terzo degli italiani segnala un incremento della spesa per beni di prima necessità rispetto a due-tre anni fa, con aumenti significativi su farmaci e prodotti farmaceutici, prodotti alimentari e articoli per la cura della casa. La spesa per i mezzi di trasporto personali registra un saldo positivo di 30 punti percentuali, mentre la telefonia mostra un lieve incremento (+2). Al contrario, i consumi legati a fuori casa e intrattenimento restano in calo, con un saldo negativo di 18 punti.
Questi mutamenti nei pattern di consumo riflettono sia l’adattamento delle famiglie all’inflazione sia una riallocazione delle risorse verso beni e servizi percepiti come essenziali. Allo stesso tempo, la riduzione della spesa per tempo libero pone interrogativi sulla tenuta di settori più ciclici e legati alla propensione al consumo discrezionale.
Riflessioni su politiche e mercati
La predominanza di una logica difensiva nel comportamento di risparmio indica una maggiore domanda di strumenti finanziari a basso rischio e prodotti di previdenza integrativa. Sul fronte pubblico, l’attenzione alle lacune percepite in sanità e previdenza potrebbe tradursi in pressioni per interventi di policy mirati, mentre per il settore privato cresce la necessità di offrire soluzioni di protezione e servizi sanitari accessibili.
In sintesi
- La preferenza per la protezione sposterà la domanda verso prodotti assicurativi, fondi pensione e soluzioni a basso rischio, favorendo operatori finanziari che offrono trasparenza e costi contenuti.
- Il maggiore impiego di risorse per beni essenziali sostiene il comparto dei beni di largo consumo, rendendolo più resiliente agli shock economici rispetto ai settori discrezionali.
- L’invecchiamento demografico e la debolezza delle risorse per emergenze private potrebbero amplificare la rilevanza di riforme pensionistiche e di politiche per il sostegno alla domiciliarità e all’assistenza, con potenziali ripercussioni sui conti pubblici.
- Per gli investitori italiani, la combinazione di avversione al rischio e domanda di tutela apre opportunità nel mercato dei servizi sanitari privati, nelle imprese di prodotti essenziali e nei veicoli di risparmio previdenziale innovativi.