Ferretti Group chiude i nove mesi con ricavi a 888,6 milioni e rivede la guidance sulla marginalità

Ferretti Group chiude i primi nove mesi del 2026 con ricavi netti per 888,6 milioni di euro, in aumento dello 0,2% rispetto agli 887,2 milioni registrati nello stesso periodo del 2025, sostenuti da un terzo trimestre in accelerazione.

Il gruppo della nautica di lusso, che riunisce i marchi Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, CRN, Custom Line e Wally, ha registrato nel terzo trimestre una crescita dei ricavi del 13,6%, segnalando un miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno.

EBITDA adjusted a 130,6 milioni

L’EBITDA adjusted dei primi nove mesi si è attestato a 130,6 milioni di euro, in calo del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il relativo margine è sceso dal 16% al 14,7%.

L’utile netto ha raggiunto 49,9 milioni di euro, rispetto ai 61 milioni dei primi nove mesi del 2025, con una flessione del 18,2%.

La redditività è stata penalizzata soprattutto dal mix di prodotto, caratterizzato da un minore contributo degli yacht made-to-measure, e da alcune inefficienze operative registrate presso società controllate fornitrici.

Raccolta ordini in calo nei nove mesi ma in ripresa nel trimestre

La raccolta ordini dei nove mesi si è attestata a 664,9 milioni di euro, in diminuzione del 13,8%.

Il terzo trimestre ha però mostrato un’inversione di tendenza, con ordini in crescita del 6,6%, sostenuti dai saloni nautici europei e dal segmento Composite Yachts.

Il portafoglio ordini netto è salito a 571,4 milioni di euro, con un incremento dell’1,2% rispetto alla fine di giugno.

La Posizione Finanziaria Netta resta positiva, con una cassa netta pari a 42,3 milioni di euro, rispetto ai 95 milioni del primo semestre, una dinamica indicata come coerente con la stagionalità del business.

Confermata la guidance sui ricavi

Ferretti Group ha confermato le previsioni per l’intero esercizio 2026 sul fronte dei ricavi.

I ricavi netti sono attesi tra 1,2 e 1,24 miliardi di euro, mentre gli investimenti dovrebbero collocarsi tra 60 e 65 milioni di euro.

Il gruppo ha invece rivisto le stime sulla redditività.

L’EBITDA adjusted 2026 è ora atteso tra 174 e 185 milioni di euro, rispetto alla precedente indicazione compresa tra 186 e 197 milioni.

Il margine EBITDA adjusted è previsto tra il 14,5% e il 14,9%.

Stassi Anastassov: focus su pricing, mix ed efficienza

Stassi Anastassov, Amministratore Delegato di Ferretti Group, ha evidenziato il miglioramento registrato dopo un primo semestre complesso.

“Dopo un primo semestre complesso, la raccolta ordini è tornata a crescere e i ricavi hanno registrato un miglioramento, rafforzando la nostra fiducia nella guidance 2026 sui ricavi. Ma la crescita, da sola, non è sufficiente. La nostra redditività rimane al di sotto dei livelli che Ferretti Group può e deve esprimere”.

Il gruppo ha quindi avviato un piano di miglioramento delle performance focalizzato sul rafforzamento di una politica di pricing basata sul valore, sul miglioramento del mix di prodotto, sull’aumento dell’efficienza industriale e sull’ottimizzazione dell’utilizzo dei cantieri.

Programmi dedicati per Americhe e Medio Oriente

Tra le aree sulle quali Ferretti Group intende intervenire in modo più deciso figurano le Americhe e il Medio Oriente.

Per entrambe le regioni sono stati definiti programmi dedicati, con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo commerciale e migliorare l’efficacia operativa.

Secondo Anastassov, l’incertezza geopolitica e l’allungamento dei processi decisionali dei clienti continuano a incidere sul business.

“Non possiamo controllare la geopolitica o le condizioni di mercato. Possiamo però controllare le nostre decisioni, la nostra ambizione e la nostra capacità di execution. Non aspetteremo che il mondo diventi più prevedibile. Il nostro futuro sarà plasmato dalle nostre stesse azioni”.

Redditività e execution al centro della prossima fase

La priorità per Ferretti Group sarà quindi trasformare la ripresa osservata nel terzo trimestre in una crescita più stabile, accompagnandola con un recupero della marginalità.

Il gruppo punta a intervenire sul mix di prodotto, sull’efficienza industriale, sul pricing e sulla capacità di valorizzare i propri cantieri, continuando allo stesso tempo a sostenere la presenza commerciale nei mercati internazionali.