Jorgensen (Ue): 50 milioni di europei a rischio di restare senza riscaldamento, misure straordinarie allo studio
- 29 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Dan Jorgensen, commissario europeo per l’Energia e l’Edilizia abitativa, ha avvertito che il prossimo inverno potrebbe risultare particolarmente difficile per milioni di cittadini europei, dichiarando la sua preoccupazione a Lussemburgo durante i lavori del Consiglio Ue.
Dan Jorgensen ha dichiarato:
“Il prossimo inverno sarà duro per molti cittadini europei; ne siamo ben consapevoli. In un anno normale quasi 50 milioni di persone in Europa non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie case a causa dei prezzi elevati dell’energia. Quest’anno il numero potrebbe essere ancora maggiore: dobbiamo fare tutto il possibile per alleviare queste difficoltà.”
Proiezioni e contesto
Le dinamiche dei prezzi energetici, la persistenza dell’inflazione e la vulnerabilità alle fluttuazioni delle forniture hanno acuito il fenomeno della povertà energetica. Il commissario ha richiamato l’attenzione sul fatto che, oltre alle famiglie già esposte, nuove fasce della popolazione potrebbero entrare nella condizione di non riuscire a riscaldare adeguatamente le abitazioni nel prossimo inverno.
Rispetto alle condizioni di maggiore criticità del 2022, l’Unione europea ha ridotto il consumo di gas del 18% e ha diversificato le fonti di approvvigionamento, diminuendo così l’esposizione a singoli fornitori esterni.
Dan Jorgensen ha aggiunto:
“In passato ricevevamo il 45% del nostro gas da un unico paese, una situazione che ci rendeva estremamente vulnerabili. Oggi la realtà è cambiata, ma rimangono rischi strutturali e sociali che richiedono risposte coordinate.”
Raccomandazioni per gli Stati membri
Il commissario ha rivolto un appello ai Stati membri perché accelerino la transizione energetica: investire nelle rinnovabili, migliorare l’efficienza degli edifici e favorire l’elettrificazione dei sistemi di riscaldamento e dei trasporti sono misure prioritarie, in grado di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e mitigare la fragilità dei bilanci familiari.
Dan Jorgensen ha affermato:
“Il mio messaggio agli Stati membri è chiaro: fate tutto ciò che è in vostro potere per abbandonare i combustibili fossili il più rapidamente possibile. Puntate sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e sull’elettrificazione: sostituire caldaie a gas o a gasolio con pompe di calore e favorire i veicoli elettrici può fare una differenza concreta anche nel breve periodo.”
Implicazioni per l’Italia e i mercati
Per il mercato energetico italiano le raccomandazioni hanno ricadute pratiche: un’accelerazione sugli interventi di riqualificazione degli edifici potrebbe ridurre la domanda stagionale di gas e contenere i prezzi, mentre la crescita della domanda elettrica per riscaldamento ed e-mobility richiederà investimenti in rete e capacità di produzione rinnovabile.
Sul piano degli investimenti, la transizione implica opportunità per aziende attive nelle pompe di calore, nell’isolamento termico, nelle tecnologie per lo stoccaggio dell’energia e nelle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, la sostenibilità finanziaria di tali transizioni dipenderà dalla capacità dei governi di mettere a disposizione incentivi mirati e di agevolare l’accesso al credito per le famiglie e le imprese.
Misure adottate e prossimi passi
Negli ultimi mesi l’Unione europea e i singoli Stati hanno lavorato su scorte strategiche, diversificazione delle importazioni e promozione del risparmio energetico. Sebbene questi strumenti abbiano aumentato la resilienza complessiva, il commissario ha sottolineato la necessità di misure aggiuntive per proteggere i più vulnerabili e stimolare investimenti strutturali.
Tra i prossimi passi indicati vi sono il rafforzamento dei programmi di efficienza energetica per l’edilizia residenziale, l’espansione delle fonti rinnovabili a livello territoriale e la pianificazione di politiche fiscali e di sussidio temporanee per attenuare gli effetti dei rincari sui redditi più bassi.
Considerazioni politiche ed economiche
Le decisioni prese nei prossimi mesi avranno un impatto politico: governi nazionali saranno valutati sulla capacità di proteggere le famiglie e, al contempo, di tracciare un percorso credibile verso la decarbonizzazione. A livello economico, la transizione rappresenta sia un costo immediato sia un’opportunità di crescita per settori innovativi e per la creazione di nuovi posti di lavoro.
Per il cittadino medio, la combinazione di misure di breve periodo (sostegni mirati) e di lungo periodo (efficienza e rinnovabili) sarà decisiva per limitare l’impatto dei prossimi mesi e per abbassare la vulnerabilità alle oscillazioni dei mercati energetici nel futuro.
In sintesi
- La pressione sui prezzi energetici spingerà la domanda di tecnologie per l’efficienza domestica e pompe di calore; per gli investitori si aprono opportunità nei comparti della riqualificazione e delle rinnovabili.
- Un’accelerazione dell’elettrificazione richiederà investimenti infrastrutturali nelle reti e nelle capacità di produzione: questo può stimolare la domanda di capitali e progetti a lungo termine.
- Le misure di sostegno devono bilanciare interventi temporanei per tutelare i redditi più deboli e politiche strutturali che riducano la dipendenza dai combustibili fossili, con effetti positivi sulla stabilità macroeconomica.