Bonus colonnine: oltre 16mila domande, sportello chiuso
- 28 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Lo sportello per il bonus colonnine domestiche relativo al 2026 è rimasto operativo appena trentacinque giorni: aperto il 22 settembre, è stato chiuso a mezzogiorno dopo che sulla piattaforma di Invitalia sono pervenute oltre 16.000 domande, sufficienti secondo il ministero delle Imprese a esaurire le risorse assegnate per l’anno in corso. Il decreto direttoriale dell’11 settembre prevedeva una scadenza naturale alle 12 del 31 gennaio 2027, ma lo sportello si è chiuso con 96 giorni di anticipo a causa dell’esaurimento anticipato dei fondi.
Dotazione finanziaria e dinamica della domanda
Per il 2026 la dotazione complessiva destinata al bonus ammontava a 15 milioni di euro, di cui 10 milioni residui dal 2025 e 5 milioni di nuova assegnazione. Il ministero interpreta la rapida esaurimento come espressione di un forte interesse dei cittadini verso misure che facilitano la diffusione delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Tuttavia, la cifra stanziata resta modesta rispetto alla platea potenziale di beneficiari e all’accelerazione attesa nella transizione verso la mobilità elettrica.
Come funziona il contributo
Il contributo copre l’80% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di colonnine e wall box. Il limite massimo è di 1.500 euro per persona fisica e di 8.000 euro per interventi sulle parti comuni dei condomìni. Tra le spese ammissibili figurano l’adeguamento degli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, attività di progettazione, direzione lavori, collaudi e i costi per la connessione alla rete con attivazione di un nuovo punto di prelievo.
I pagamenti devono essere tracciabili e non possono essere veicolati tramite un finanziamento. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni sulla stessa spesa, comprese quelle di natura fiscale. I dispositivi devono essere nuovi di fabbrica e inclusi nell’elenco ufficiale pubblicato dal Gse.
Termini di ammissibilità e annualità
Per l’annualità 2026 sono ammesse le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. Le opere ultimate nelle prossime settimane potranno concorrere al contributo per il 2026 solo nel caso in cui lo sportello venisse riaperto; il ministero comunicherà eventuali riaperture tramite un avviso pubblico. Ai fini dell’annualità rileva la data di completamento dell’installazione: un acquisto effettuato dopo il 26 giugno 2026 ma installato nel 2027 rientrerà quindi nello sportello 2027.
Procedura di istruttoria e erogazione
Le domande già presentate saranno esaminate in ordine cronologico di arrivo e i richiedenti potranno seguire lo stato delle pratiche nell’area riservata della piattaforma. Invitalia si occupa della verifica della completezza dei dati e della correttezza formale degli allegati; in caso di improcedibilità è consentita la presentazione di una sola nuova domanda, purché lo sportello sia ancora aperto e siano disponibili risorse. Il contributo sarà concesso ed erogato dal ministero in un’unica soluzione, mediante un decreto di concessione che può essere cumulativo e riferito all’elenco dei beneficiari.
Implicazioni per il mercato e per i consumatori
L’esaurimento rapido delle risorse solleva diversi punti di attenzione per il mercato degli impianti di ricarica domestici. Da un lato, la domanda forte può indurre una maggiore presenza di offerta e una possibile pressione sui prezzi degli impianti e delle installazioni; dall’altro, l’aumento degli interventi richiesti rischia di mettere sotto stress la capacità operativa degli installatori e la catena di approvvigionamento dei componenti.
Per i consumatori la chiusura anticipata evidenzia la necessità di pianificare gli interventi con maggiore anticipo e di considerare l’impatto dei tempi di completamento sull’accesso agli incentivi. Per gli operatori del settore e per gli investitori si apre una finestra di opportunità: strutturare servizi rapidi, certificati e competitivi può creare vantaggio commerciale in un contesto di domanda crescente.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, l’episodio segnala la possibile esigenza di rivedere l’entità delle dotazioni o di introdurre meccanismi più flessibili per rispondere a picchi di richiesta, in particolare se l’obiettivo nazionale di decarbonizzazione del parco auto dovrà affiancarsi a un’adeguata rete di ricarica domestica e pubblica.
Raccomandazioni pratiche per utenti e installatori
Chi intende installare una colonnina o una wall box dovrebbe verificare subito la disponibilità dei dispositivi nell’elenco del Gse, richiedere preventivi dettagliati a più installatori e pianificare i lavori in modo da rispettare le finestre temporali degli eventuali bandi. Gli installatori, invece, possono trarre vantaggio dall’adeguamento delle proprie procedure amministrative per velocizzare la produzione della documentazione richiesta e ridurre i tempi di istruttoria.
Prospettive future
Se la tendenza alla forte domanda dovesse consolidarsi, è probabile che i decisori valutino nuove risorse o misure complementari per sostenere la diffusione delle infrastrutture di ricarica. Ciò potrebbe tradursi in interventi sia a livello nazionale sia in programmi di incentivo regionale o locale, oltre a iniziative di semplificazione normativa per accelerare le installazioni.
In sintesi
- La rapida esaurizione del fondo evidenzia un divario tra la domanda di infrastrutture di ricarica e le risorse pubbliche attualmente stanziate, indicando spazio per ulteriori interventi di politica industriale.
- Per gli investitori nel settore installativo, l’attuale contesto crea opportunità di crescita ma richiede investimenti in capacità operativa e nella gestione della domanda per evitare colli di bottiglia.
- Dal punto di vista dei consumatori italiani, la pianificazione anticipata degli interventi e la verifica della conformità tecnica e amministrativa sono fondamentali per accedere agli incentivi quando e se riapriranno gli sportelli.
- Una strategia efficace per accelerare la diffusione dei veicoli elettrici richiederà coordinamento tra stanziamenti finanziari, semplificazioni regolamentari e rafforzamento della filiera degli impianti di ricarica.