Finanziatori non puntano più sulla ia solo per fiducia, avverte JPMorgan

Lo stress comincia a emergere anche nei mercati del credito. L’assicurazione contro il rischio di default sul debito di diverse società legate all’intelligenza artificiale ha raggiunto livelli record: si tratta del credit default swap (CDS), uno strumento con cui l’acquirente paga un premio annuale e, in caso di fallimento o mancato pagamento dell’emittente, riceve un rimborso rilevante. Il premio, o spread, è espresso in punti base: a 100 punti base assicurare 10 milioni di dollari di debito costa 100.000 dollari all’anno. Uno spread più ampio indica che gli investitori richiedono maggiore compensazione per assumere il rischio di credito.

La pressione si riflette anche nei volumi di negoziazione. Secondo Morgan Stanley, i contratti CDS collegati alle obbligazioni emesse da Oracle, SpaceX (SPCX), Alphabet (GOOG), Amazon (AMZN), Meta, Broadcom (AVGO) e Nvidia (NVDA) hanno fatto registrare una media settimanale superiore a 9 miliardi di dollari a settembre, rispetto a meno di 2 miliardi a settimana a luglio, segnando un’accelerazione significativa della domanda di copertura.

La situazione è particolarmente preoccupante per le società più indebitate. Senza nominarla, Biemann ha indicato che una società di infrastrutture per l’AI, dipendente dai finanziamenti esterni, ha assunto decine di miliardi di dollari in debiti e altri impegni. Il CDS a cinque anni su questo emittente è salito a circa 1.100 punti base, il che significa che assicurare 10 milioni di dollari del suo debito costerebbe oltre 1 milione di dollari all’anno.

Perché gli spread si allargano

L’allargamento degli spread riflette diverse preoccupazioni: attese di rallentamento economico, volatilità nei ricavi delle aziende tecnologiche e una possibile riduzione della liquidità nei mercati obbligazionari. Quando i premi per il rischio di credito aumentano, il costo del rifinanziamento per le società sale e gli investitori istituzionali possono rivedere l’esposizione ai segmenti più fragili del mercato corporate.

Questa dinamica può avere effetti a catena: se le banche e i fondi riducono l’erogazione di credito o chiedono garanzie più stringenti, le imprese con bilanci più deboli potrebbero incontrare difficoltà a onorare obbligazioni a breve termine. Per i mercati europei, e quindi per l’Italia, significano rischi di contagio attraverso l’aumento dei premi per il rischio, condizioni di finanziamento più restrittive e potenziali ripercussioni sugli investimenti e sull’occupazione nei settori legati all’AI.

Le autorità di regolamentazione e le banche centrali monitorano questi segnali per valutare rischi sistemici. Interventi mirati sulla liquidità o raccomandazioni alle istituzioni finanziarie possono attenuare momentaneamente le tensioni, ma la soluzione di fondo richiede spesso un riequilibrio dei piani di indebitamento aziendale e una migliore trasparenza sui flussi di cassa delle società più esposte.

Per gli investitori, la crescita degli spread nei CDS rappresenta un avvertimento sulla qualità del credito nel settore tecnologico e delle infrastrutture AI: valutazioni e strategie di gestione del rischio dovranno tener conto di una maggiore probabilità di shock nei ricavi e di costi finanziari crescenti.

In sintesi

  • Un aumento marcato degli spread sui CDS indica che il mercato richiede premi più elevati per il rischio di credito, il che può tradursi in un costo di finanziamento più alto per le imprese tech e per i fornitori italiani della filiera.
  • Gli investitori dovrebbero rivedere l’allocazione tra azioni e credito, considerando strategie di diversificazione o coperture, poiché la volatilità del credito può influenzare rendimento e liquidità dei portafogli obbligazionari.
  • Per l’economia italiana, tensioni nei mercati del credito globali possono peggiorare le condizioni di accesso al capitale per PMI che forniscono servizi o componentistica all’industria dell’AI, aumentando la rilevanza di politiche di sostegno alla liquidità e garanzie pubbliche.


Author: Tony
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