Confitarma: chiede un patto per la transizione e un credito verde per rinnovare le flotte
- 27 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Un patto nazionale per la transizione energetica del settore marittimo che coinvolga istituzioni, armatori, produttori di energia e l’industria cantieristica, con l’obiettivo di definire una strategia comune e promuovere investimenti concreti: questa la proposta lanciata dal presidente di Confitarma, Mario Zanetti, durante l’assemblea pubblica dell’associazione, in occasione del 125° anniversario alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Al centro della richiesta di Zanetti vi è l’istituzione di un nuovo credito navale verde, ispirato all’esperienza degli anni Ottanta, finalizzato a sostenere il rinnovo delle flotte e a rilanciare l’indotto industriale collegato alla costruzione navale. Secondo il presidente di Confitarma, la transizione deve tradursi in misure concrete che riducano le emissioni e migliorino la competitività del comparto.
Contesto internazionale e sicurezza della navigazione
Sergio Mattarella ha affermato:
“I riflessi delle crisi geoeconomiche e geopolitiche in atto condizionano pesantemente la libertà di navigazione, mentre questa, per il suo carattere universale, ha bisogno, e vive, di regole.”
Nel suo intervento il presidente della Repubblica ha ricordato come le norme sulla libera navigazione abbiano radici storiche consolidate, citando la Convenzione di Costantinopoli del 1888 e il ruolo dell’Organizzazione marittima internazionale del 1948, e ha messo in evidenza il rischio che attori internazionali disapplichino regole condivise per imporne di proprie, con effetti regressivi sul sistema globale della navigazione.
Sergio Mattarella ha proseguito:
“Le crisi si moltiplicano: il Mar Nero, il Mar Rosso, Hormuz, la pirateria nel Corno d’Africa e nel Golfo di Guinea, per citarne alcune. Protagonisti non convenzionali si aggiungono a quelli statuali. È necessaria un’ampia cooperazione internazionale, come dimostrano missioni in corso dell’Unione europea.”
Le richieste degli armatori e le priorità indicate
Mario Zanetti ha affermato:
“Gli armatori non possono tollerare attacchi alle navi e agli equipaggi, né limitazioni arbitrarie o pedaggi negli stretti internazionali. Chiediamo al Governo di farsi promotore, in Europa, di un’alleanza per la sicurezza e la libertà di navigazione.”
La tutela della libertà di navigazione è la prima delle quattro priorità indicate da Confitarma. Le altre riguardano la transizione energetica, la competitività dell’armamento e il lavoro con la formazione professionale.
Sulla transizione energetica Zanetti ha insistito sulla necessità che il nuovo credito navale verde favorisca investimenti per ridurre le emissioni, promuovendo propulsioni alternative e l’ammodernamento delle flotte. Questo strumento verrebbe pensato per mobilitare capitale privato e pubblico, sostenendo anche la filiera cantieristica e l’industria dei motori marini.
Per quanto riguarda la competitività, Confitarma ha sottolineato l’importanza di preservare la certezza fiscale e di garantire la piena efficacia del Registro internazionale e della tonnage tax, con criteri chiari su quali attività possano usufruire dei regimi agevolati. La manovra di bilancio è vista come lo strumento principale, ma è fondamentale il lavoro parlamentare per semplificare e rafforzare il quadro normativo.
Infine, sul fronte del lavoro e della formazione, Confitarma ha posto l’accento sulla necessità di rendere le professioni del mare più accessibili e attrattive per i giovani, aggiornando norme talvolta anacronistiche e ampliando percorsi formativi e opportunità di carriera nel settore marittimo.
L’appello degli armatori si inserisce in un contesto globale caratterizzato da maggiori rischi per le rotte commerciali e da pressioni crescenti per ridurre le emissioni del trasporto marittimo: risposte coordinate a livello europeo e nazionale appaiono, secondo gli interlocutori del settore, essenziali per preservare la libertà di navigazione e sostenere la transizione industriale.
In sintesi
- Il lancio di un credito navale verde potrebbe catalizzare investimenti in tecnologia a basse emissioni, aumentando la domanda per cantieri e fornitori italiani e favorendo la transizione verso flotte più sostenibili.
- Un rilancio della certezza fiscale e del Registro internazionale rafforzerebbe la competitività delle imprese di navigazione italiane, incidendo positivamente sulla capacità di attrarre capitali esteri e sul valore delle società di settore.
- Maggiore sicurezza delle rotte e alleanze europee per la libertà di navigazione diminuiscono il rischio operativo e assicurativo per gli armatori, con potenziali effetti di riduzione dei costi e stabilizzazione dei premi assicurativi.
- Investire in formazione marittima e rendere le professioni del mare più appealing ai giovani è strategico per colmare il gap occupazionale specializzato e sostenere la crescita di lungo periodo dell’industria nautica italiana.