Bitcoin resta stabile vicino ai 80.000 dollari mentre il petrolio cede e la decisione della Fed incombe

Bitcoin si è stabilizzato intorno a 80.400 dollari dopo un minimo mattutino in Asia vicino a 79.300 dollari, con un valore indicativo di 84.459,46 dollari al momento della rilevazione. Le altcoin hanno mostrato segnali misti: ether ha perso lo 0,2% mentre l’indice DeFi è stato l’unico tra gli indici principali a chiudere in rialzo. Il tono dei mercati è stato influenzato anche dal fine settimana, quando il fondo Maelstrom di Arthur Hayes ha liquidato l’intero portafoglio direzionale, inclusi 6.400 ether, citando rischi macroeconomici e geopolitici.

I futures sull’S&P 500 hanno recuperato circa lo 0,3% dopo la vendita di venerdì nei listini statunitensi. Il petrolio ha registrato una flessione: il greggio statunitense è sceso di circa il 2% fino a quota 101 dollari al barile e il Brent si è attestato sui 110 dollari, in un contesto in cui mediatori qatarioti sono arrivati a Teheran e il presidente Donald Trump ha dichiarato che non ci sarebbe stato un attacco quel giorno, pur mantenendo l’opzione aperta.

Attenzione al calendario: la Federal Reserve torna a decidere sui tassi mercoledì. Lo strumento CME FedWatch attribuisce circa il 90% di probabilità a una pausa e fa intravedere quasi l’80% di probabilità di un rialzo a dicembre. Questo profilo di politica monetaria resta un driver chiave per gli asset rischiosi, inclusi criptovalute ed ETF legati al bitcoin.

Restano sotto osservazione i flussi sugli spot bitcoin ETF, che venerdì hanno registrato deflussi per 138 milioni di dollari, portando l’uscita su due giorni a 772 milioni secondo i dati di monitoraggio. La variabilità dei flussi accentua la sensibilità del prezzo alle movimentazioni degli investitori istituzionali e retail.

Posizionamento nei derivati

I futures sulle criptovalute hanno preso una pausa: l’open interest (OI) è salito dello 0,85% a 139,9 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore mentre il volume è sceso dell’1,78%. Le liquidazioni si sono ridotte del 71% a 153 milioni di dollari, segnale di minore pressione nello smaltimento forzato delle posizioni. Il rapporto long/short mostra una divisione quasi perfetta, senza inclinazioni nette.

Bitcoin ha registrato movimenti contenuti: prezzo in aumento dello 0,20% e open interest in crescita dello 0,84%, a indicare che sono entrati piccoli importi di capitale. Il volume è diminuito del 7,21%. Situazione analoga per ether, con OI in aumento dello 0,45% e il prezzo su di 0,23%.

I tassi di funding risultano lievemente positivi in generale, senza aree eccessivamente affollate. La heatmap a 24 ore per le principali criptovalute appare tutta su toni verdi; USDE e TRX relegati al fondo della lista. In sostanza non si osservano premi pesanti per detenere posizioni long con leva.

Alcune eccezioni: ZEC ha attirato nuovi capitali durante il rialzo — l’OI è cresciuto dell’8,17% e il prezzo del 3,84%, con un aumento del volume del 19,11%. Il funding, contenuto allo 0,0063%, indica che le nuove posizioni non sono costose da mantenere.

La spinta su ENA ha generato importanti flussi: l’open interest è salito del 16,85% nelle 24 ore mentre il prezzo ha guadagnato l’8,36% e il volume è aumentato dell’81,51%. Tuttavia nell’ultima ora si è osservata una diminuzione dell’OI del 2,04%, segnale che parte del denaro immesso durante il rally ha iniziato a defluire.

Nel comparto commodity, il petrolio è l’unico tra i top-20 mercati a mostrare un funding negativo (-0,0077% nei perpetual): il prezzo è calato dell’1,55% e l’OI è diminuito del 7,37%, mentre il volume è salito del 190,88%. Le posizioni residue mostrano un’inclinazione verso lo short.

Il flusso di ordini di mercato presenta segnali misti: l’OI-normalized cumulative volume delta (CVD) è positivo per XMR, ZEC, GRAM, CC e SOL, indicativo di maggiore pressione d’acquisto di mercato rispetto alla vendita. Al contrario, token come DOGE, LINK, HYPE e XLM mostrano CVD negativi.

La struttura delle opzioni resta cauta: il put skew su BTC rimane intatto, con il contratto più scambiato rappresentato dal put del 28 ottobre a 77.000 dollari, davanti al call del 28 ottobre a 84.000 dollari. Lo skew a un mese è sceso verso il 12,5% da circa il 14,5%, evidenziando una domanda di protezione ancora presente ma in leggero calo.

Su ETH i volumi sono dominati dai put: quattro dei sei contratti più attivi erano put, guidati dallo strike del 29 ottobre a 2.000 dollari. Anche qui lo skew a una settimana è diminuito, passando da circa il 13,3% a circa l’8,7%.

Movimenti dei token e fattori di contesto

Tra i token, Uniswap (UNI) ha segnato un +1,9% mentre ethena (ENA) ha guadagnato circa l’1%, assorbendo senza scossoni la vendita di 323.000 UNI e 14 milioni di ENA attribuita al fondo Maelstrom.

I token legati all’intelligenza artificiale hanno sottoperformato in modo più ampio: GRASS (una rete dati per il training AI) è scivolato del 2,7% e NEAR ha perso l’1,4%. Questi movimenti sono coincisi con l’avvertimento del proprietario di alcune grandi società tech, Elon Musk, secondo cui alcuni finanziatori avrebbero sospeso il credito a circa 200 provider cloud esclusivamente dedicati all’AI, riducendo la leva finanziaria nel settore.

HYPE ha segnato un rialzo intorno all’1% dopo che la società quotata al Nasdaq che detiene il token, Hyperliquid Strategies (PURR), ha deciso di triplicare il piano di riacquisto azionario fino a 100 milioni di dollari, operazione limitata alle azioni PURR.

L’indice che misura la “stagione altcoin” si è attestato a 53/100, in calo rispetto al 58 di venerdì, segnale di una partecipazione ancora eterogenea nel rally delle altcoin.

In sintesi

  • La prossima decisione della Fed rappresenta un punto di svolta per il sentiment di rischio: una pausa nei rialzi favorirebbe attività speculative, mentre segnali di ulteriore irrigidimento potrebbero aumentare volatilità e avversione al rischio anche tra le criptovalute.
  • I deflussi dagli ETF spot su bitcoin suggeriscono un epoch di profit taking e aumento della sensibilità ai flussi; gli investitori italiani dovrebbero monitorare la liquidità degli strumenti esposti a BTC per gestire il rischio di slippage nei momenti di stress.
  • La correlazione tra tensioni geopolitiche, prezzo del petrolio e asset rischiosi evidenzia che eventi esterni possono amplificare i movimenti di mercato: diversificazione e coperture tramite opzioni possono risultare utili per portafogli esposti in modo significativo alle criptovalute.
  • La predominanza di put nelle opzioni su ETH e il persistere di skew sui contratti di BTC indicano una domanda strutturale di protezione; per gli investitori italiani questo si traduce in costi potenziali più elevati per hedging in periodi di incertezza.


Author: Tony
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