I detentori più ricchi di Bitcoin passano dal trading al private banking, dice l’ad di Xapo

Alcuni dei primi ad adottare il bitcoin hanno iniziato a prendere profitto quando la criptovaluta ha toccato livelli record, preferendo monetizzare parte delle posizioni dopo aver assistito in passato alla rapida scomparsa dei guadagni durante i ribassi, ha spiegato Rocca.

Al contrario, altri investitori che sono entrati nel mercato intorno al 2018 e al 2019 mantengono una strategia di lungo periodo e, in caso di necessità di liquidità, optano per il prestito contro le loro monete anziché vendere.

Per chi realizza profitti, vendere non significa necessariamente abbandonare il bitcoin. Una parte degli importi ricavati viene parcheggiata su conti di risparmio in dollari e, insieme a una porzione mantenuta in contante, viene ricostituita gradualmente l’esposizione in criptovalute ricevendo interessi in BTC, ha aggiunto Rocca.

Circa il 45% dei clienti di Xapo utilizza questa opzione di conversione e remunerazione, secondo quanto riferito da Rocca. Xapo propone attualmente un tasso base variabile del 4,1% sui conti di risparmio in dollari, corrisposto in bitcoin, oltre a un tasso introduttivo temporaneo del 4,6% per i nuovi aderenti idonei.

Parallelamente, è offerto un fondo di credito dedicato al bitcoin che mira a rendimenti annui fino al 4% mediante attività di prestito; tale veicolo espone però gli investitori a rischi di credito e di controparte che vanno valutati attentamente.

Rocca ha dichiarato:

“Il tema di questo ciclo è il rendimento, l’accumulazione, la generazione di reddito.”

Il ricorso al prestito consente ai clienti di mantenere l’esposizione a possibili rialzi futuri del bitcoin, pur assumendo l’onere del debito e rimanendo esposti al rischio di cali di prezzo che possono erodere il valore della garanzia.

Meccanismi e rischi del leverage su crypto

Prendere in prestito contro le proprie criptovalute è una soluzione che bilancia liquidità immediata e mantenimento della posizione: il prestatore concede un credito contro la custodia delle monete come collaterale. Tuttavia, in mercati volatili la necessità di integrazione margini può portare a liquidazioni forzate, con impatti significativi sul portafoglio.

Per gli investitori istituzionali e retail è essenziale valutare non solo il rendimento promesso, ma anche la solidità della controparte, le clausole di liquidazione, e la trasparenza dei fondi che offrono tali prodotti.

La reazione delle banche tradizionali

Le Banche tradizionali stanno progressivamente riconoscendo la domanda di esposizione al bitcoin da parte della clientela. L’interesse verso servizi di custodia e prodotti di investimento segna un cambiamento rispetto allo scetticismo prevalente quando il settore delle criptovalute era agli inizi, intorno al 2016.

Questo avvicinamento è guidato da più fattori: pressione competitiva, richiesta di prodotti a rendimento collegati alle criptovalute e la necessità per le banche di offrire soluzioni integrate ai clienti ad alto patrimonio. Sul piano regolamentare, la cautela rimane alta e molte istituzioni procedono lentamente per adeguare controlli di rischio e compliance.

Per il mercato italiano e i risparmiatori, la comparsa di offerte che pagano interessi in BTC o che permettono di prendere in prestito contro le cripto richiede una maggiore alfabetizzazione finanziaria: comprendere gli scenari di stress, le implicazioni fiscali e la natura non garantita di molte proposte è fondamentale.

Implicazioni per gli investitori

La ricerca di rendimento in ambito crypto sottolinea come la narrativa del mercato si sia spostata dall’accumulazione pura alla generazione di reddito. Strumenti che trasformano attività inattive in flussi produttivi possono attrarre capitale, ma aumentano anche la complessità della gestione del rischio complessivo del portafoglio.

Investitori privati e professionali dovrebbero quindi bilanciare obiettivi di rendimento con la tolleranza al rischio, valutando alternative più tradizionali e diversificate, nonché le possibili interazioni tra posizioni in criptovalute e altri asset nei periodi di stress di mercato.

In sintesi

  • La crescente offerta di prodotti che generano rendimento in ambito crypto può spingere nuovi flussi, ma richiede valutazioni rigorose sui rischi di credito e di controparte prima di allocare capitale.
  • Per gli investitori italiani, l’uso di piattaforme che pagano interessi in BTC implica considerazioni fiscali e di liquidità che possono influenzare la pianificazione patrimoniale a medio-lungo termine.
  • L’interesse delle Banche tradizionali verso custodia e prodotti crypto segnala una graduale maturazione del mercato; tuttavia la prudenza regolamentare e la necessità di sistemi di governance robusti limiteranno l’adozione rapida di soluzioni rischiose.


Author: Tony
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