Coldiretti propone un nuovo PNRR europeo per l’agricoltura contro la crisi energetica e produttiva
- 21 Ottobre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Coldiretti chiede all’Unione europea un nuovo PNRR straordinario dedicato all’agricoltura, con risorse aggiuntive rispetto alla Politica agricola comune (PAC), per contrastare l’aumento dei costi di produzione, sostenere gli investimenti e tutelare la capacità produttiva del settore primario.
La proposta è stata presentata nella giornata conclusiva del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, in un contesto che l’organizzazione agricola descrive come caratterizzato da forti pressioni sui costi energetici, instabilità geopolitica e crescente difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime.
Un PNRR aggiuntivo rispetto alla PAC
Secondo Coldiretti, la crisi attuale richiede un intervento europeo straordinario paragonabile, per capacità di mobilitazione delle risorse, a quello adottato durante la pandemia.
La richiesta è quella di affiancare alla PAC un nuovo strumento finanziario rivolto specificamente al settore agricolo, senza sottrarre risorse alla politica agricola già esistente.
L’obiettivo sarebbe sostenere le imprese nell’affrontare l’aumento dei costi di energia, carburanti, fertilizzanti e materiali, mantenendo allo stesso tempo capacità produttiva e investimenti.
Per Coldiretti, il tema non riguarda soltanto la redditività delle aziende agricole, ma anche la sicurezza alimentare europea e la riduzione della dipendenza dall’estero per alcune materie prime strategiche.
Energia e input agricoli sotto pressione
Un’elaborazione del Centro Studi Divulga, richiamata da Coldiretti, stima che, se l’aumento medio dei prezzi dell’energia e degli input agricoli osservato nella prima metà del 2026 dovesse proseguire, potrebbe venire meno una produzione cerealicola equivalente a oltre 230 miliardi di pasti.
Secondo i dati citati dall’organizzazione, il gasolio agricolo ha raggiunto a settembre 2026 una quotazione media mensile di 1,561 euro, superiore al livello di 1,559 euro registrato nel giugno 2022.
Coldiretti stima inoltre che, per arare un campo di 11 ettari, dimensione indicata come media per un’azienda agricola italiana, il costo sia aumentato di circa 600 euro rispetto a febbraio.
Pressioni significative riguardano anche i fertilizzanti, che secondo l’organizzazione hanno superato gli 800 euro a tonnellata, insieme ad altri materiali impiegati nelle attività agricole, compresa la plastica.
Il peso degli eventi climatici sull’agricoltura italiana
Alla crescita dei costi si aggiungono gli effetti degli eventi climatici estremi.
Secondo una stima di Coldiretti, caldo estremo, siccità, grandinate e incendi avrebbero provocato nel complesso danni superiori a 3 miliardi di euro all’agricoltura italiana.
L’organizzazione lega quindi la richiesta di nuove risorse europee alla necessità di rafforzare la capacità delle imprese di assorbire shock contemporaneamente energetici, produttivi e climatici.
La priorità indicata è evitare che l’aumento dei costi determini una riduzione strutturale della produzione agricola, con conseguenze sulla disponibilità di alimenti e sulla tenuta economica delle aziende.
Ettore Prandini: evitare tagli alle risorse agricole europee
Ettore Prandini (in foto), Presidente di Coldiretti, ha sottolineato la necessità di una risposta europea coordinata alla crisi internazionale.
Secondo Prandini, l’Europa resta una delle principali potenze agricole a livello globale, ma presenta una vulnerabilità rappresentata dalla dipendenza dall’estero per alcune materie prime strategiche.
Il Presidente di Coldiretti ha collegato questa criticità anche alla discussione sul futuro della PAC e del quadro finanziario europeo, chiedendo di non ridurre le risorse destinate al settore agricolo.
Nella posizione dell’organizzazione, un eventuale indebolimento del sostegno europeo all’agricoltura rischierebbe di accentuare la dipendenza dalle importazioni proprio in una fase di forte instabilità internazionale.
Vincenzo Gesmundo critica l’attuale impostazione delle politiche europee
Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale di Coldiretti, ha espresso una posizione fortemente critica nei confronti dell’attuale impostazione delle politiche europee, chiedendo che la sicurezza alimentare venga considerata una priorità strategica.
Gesmundo ha sostenuto la necessità di un’Europa maggiormente orientata alla protezione della propria capacità produttiva e meno dipendente da mercati internazionali esposti a guerre, tensioni commerciali e crisi geopolitiche.
Le critiche rivolte alla Commissione europea rientrano nella posizione politica espressa da Coldiretti durante il Forum e sono legate soprattutto al timore che una riduzione del sostegno all’agricoltura possa compromettere la capacità del continente di produrre una quota adeguata del proprio fabbisogno alimentare.
Sovranità alimentare e investimenti al centro della proposta
Il nuovo strumento richiesto da Coldiretti dovrebbe quindi operare su due livelli: sostenere le imprese nell’emergenza e finanziare investimenti capaci di aumentarne la resilienza nel medio periodo.
Tra le principali sfide emergono il costo dell’energia, la disponibilità di input produttivi, gli effetti dei cambiamenti climatici e la necessità di rendere le aziende agricole più efficienti e meno vulnerabili agli shock esterni.
Il messaggio emerso dal Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione è che la sicurezza alimentare venga trattata come una componente della strategia economica europea, affiancando agli strumenti ordinari della PAC nuove risorse per affrontare una fase considerata eccezionale dal settore.