Azioni statunitensi tokenizzate: accesso fuori orario ma rischi per liquidità e stabilità, avverte il FMI
- 11 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitget e altri operatori del settore continuano a spingere sulla tokenizzazione degli strumenti finanziari, ma osservatori internazionali mettono in guardia: la trasformazione digitale degli asset è solo l’inizio di un percorso complesso che richiede infrastrutture, regole e liquidità adeguate.
Gracy Chen, CEO di Bitget ha dichiarato:
“Spostare gli asset on-chain è solo il primo passo. La domanda più importante è quanto efficacemente quel capitale possa lavorare una volta che è lì.”
Dimensioni e limiti del mercato
Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la crescita degli asset del mondo reale tokenizzati (RWA) è rapida ma il mercato resta ancora in fase iniziale. Al 31 luglio il FMI stimava il mercato in circa 65 miliardi di dollari, con le azioni tokenizzate che rappresentavano all’incirca 2,3 miliardi di dollari del totale.
Per fare un confronto, la capitalizzazione globale del mercato azionario convenzionale nel 2025 era prossima ai 160.000 miliardi di dollari, secondo la Securities Industry and Financial Markets Association (SIFMA), il che evidenzia l’attuale marginalità della tokenizzazione rispetto ai mercati tradizionali.
Iniziative degli exchange e modalità di negoziazione
Il progetto di tokenizzazione sta però accelerando: a agosto la piattaforma Bullish (BLSH), con sede a Gibilterra, ha lanciato la negoziazione di azioni tokenizzate. Più di recente, società come OKX e Intercontinental Exchange (ICE), proprietaria e operatrice del New York Stock Exchange, hanno depositato piani per creare sedi che offrano trading 24 ore su 24 per azioni statunitensi tokenizzate.
Anche altri grandi operatori del mercato crypto — tra cui Coinbase Global, Kraken, Binance e Robinhood Markets — offrono già servizi di negoziazione su azioni tokenizzate, ampliando l’offerta ma aumentando la frammentazione dell’infrastruttura di mercato.
Volatilità, liquidità e rischi
Il FMI osserva che le azioni tokenizzate risultano circa 1,5 volte più volatili rispetto alle stesse azioni scambiate nei mercati tradizionali e presentano liquidità significativamente inferiore. Questo comporta rischi reali per chi cerca di utilizzare la tokenizzazione come strumento di accesso rapido a mercati secondari o come mezzo per finanziare attività reali.
Alla base di queste criticità vi sono questioni operative e giuridiche: definizione della proprietà, meccanismi di custodia, regole di negoziazione e settlement, nonché la riconoscibilità legale dei token come rappresentazione di diritti economici. Senza standard condivisi, l’efficienza promessa dalla distribuzione on-chain rischia di essere limitata.
Implicazioni per gli investitori e per il contesto regolamentare
Per gli investitori retail e istituzionali italiani la diffusione degli asset tokenizzati apre opportunità — ad esempio una maggiore accessibilità a classi di attivi prima illiquide come immobili commerciali o partecipazioni in PMI — ma impone anche attenzione su due fronti: valutazione della liquidità effettiva e comprensione del quadro legale che riconosce e tutela i diritti connessi ai token.
Dal punto di vista regolamentare, l’evoluzione richiederà coordinamento tra autorità di vigilanza, legislatori e operatori di mercato per stabilire norme su trasparenza, protezione degli investitori e interoperabilità tecnica tra piattaforme. In assenza di tali regole, la crescita del mercato potrebbe procedere in modo disomogeneo e con rischi sistemici limitati ma presenti.
Tendenze future e aree di sviluppo
Se la tokenizzazione dovesse maturare, potrebbe favorire l’innovazione finanziaria: strumenti di finanziamento alternativi per imprese europee, mercati secondari più accessibili e soluzioni di frammentazione della proprietà per asset di valore elevato. Tuttavia, perché ciò avvenga servono mercati più profondi, camere di compensazione compatibili e standard legali transnazionali.
Gli operatori tecnologici e finanziari stanno sperimentando modelli diversi — trading continuo, modelli di custodia ibrida, infrastrutture di regolamento su catene pubbliche o permissioned — e il loro successo dipenderà anche dalla capacità delle autorità di definire confini chiari tra innovazione e tutela degli investitori.
In sintesi
- La rapida crescita degli RWA è promettente ma non ancora sufficiente: serve più profondità di mercato per tradurre la tokenizzazione in flussi di capitale effettivi e sostenibili.
- Per gli investitori italiani la tokenizzazione può ampliare l’accesso a asset alternativi, ma aumenta la necessità di valutare liquidità, volatilità e la solidità giuridica dei titoli tokenizzati.
- I regolatori europei e italiani dovranno bilanciare l’innovazione con norme chiare su custodia, settlement e protezione degli investitori per evitare frammentazione e rischi operativi.