La composizione negoziata della crisi salva 777 aziende e 4mila posti di lavoro
- 5 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Tra le imprese che hanno avviato da poco il percorso della composizione negoziata della crisi c’è Natuzzi, alle prese con i problemi del suo comparto divani. Altre realtà hanno invece da poco completato con esito positivo il procedimento, come Coin o Furla. In generale cresce in modo costante il ricorso a questo strumento e aumentano anche i risultati favorevoli.
Aumenta il ricorso alla composizione negoziata della crisi
Nei primi otto mesi del 2026 sono state avviate 1.128 nuove istanze, su un totale di 5.084 procedure aperte dal 15 novembre 2021, data di entrata in vigore del decreto legge 118/2021, introdotto durante il governo Draghi. Il tasso di esito positivo si attesta attualmente intorno al 23%: 777 risoluzioni favorevoli su 3.453 pratiche definite. Secondo i calcoli di Unioncamere, dietro questi numeri ci sono circa 45.800 posti di lavoro che sono stati preservati grazie alle procedure di risanamento.
La composizione negoziata è uno strumento stragiudiziale pensato per permettere alle imprese in difficoltà di negoziare con i creditori soluzioni di ristrutturazione fuori dal contenzioso. Le Camere di commercio svolgono un ruolo centrale nella gestione delle pratiche, nominando professionisti incaricati di assistere le imprese nel confronto con banche, fornitori e altri soggetti interessati, con l’obiettivo di preservare continuità aziendale ed evitare ricadute occupazionali.
Ecco le ultime aziende
Tra i casi più recenti, ad agosto si è conclusa con esito positivo la procedura per la società di meccanica di precisione nel settore automotive Tfm automazione, con un fatturato di circa 60 milioni e 250 dipendenti. Ha chiuso positivamente anche la pratica per Colines, specializzata in macchine per il trattamento di plastica e gomma, che impiega circa 150 addetti. Un’altra vicenda significativa riguarda Edim spa, azienda attiva nella fusione dei metalli, acquisita dal gruppo Bosch e con oltre 340 dipendenti.
Retrospettivamente sono numerose anche altre storie di recupero: dal gruppo di punti vendita Bricoteam con insegna Bricofer a Gala spa nel settore energetico, fino a società di impiantistica come Nagest. Tra i dossier tecnicamente più complessi figura quello del gruppo Egea, che ha implicato una composizione negoziata di gruppo con molteplici stakeholder coinvolti.
Gli esiti negativi
Delle 2.676 pratiche concluse negativamente, nella maggior parte dei casi (circa il 54%) la causa è stato l’esito infruttuoso delle trattative con i creditori. In altri casi la decisione è stata legata alla mancanza di prospettive concrete di risanamento (839 istanze) o alla rinuncia da parte dell’imprenditore (15% circa).
Gli addetti ai lavori sottolineano come la tempestività nella presentazione della domanda risulti spesso determinante: interventi tardivi riducono significativamente le possibilità di successo. Incide inoltre la composizione e l’esperienza degli esperti designati: nella maggioranza dei casi (78%) si tratta di commercialisti, nel 20% di avvocati, mentre sono pochi i dirigenti d’impresa e i consulenti del lavoro coinvolti. Un altro fattore critico è la limitata approvazione delle transazioni fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, elemento che in passato ha frenato alcune soluzioni concordate; nelle ultime settimane, tuttavia, si è registrato un aumento delle transazioni fiscali approvate (53).
Il presidente di Unioncamere
Andrea Prete, presidente di Unioncamere, ha dichiarato:
“I dati dell’Osservatorio mostrano che una cultura della prevenzione è fondamentale per affrontare e risolvere le crisi aziendali, e il successo della composizione negoziata, gestita dalle Camere di commercio, lo dimostra chiaramente. L’efficacia dipende dalla rapidità dell’intervento: intervenire presto aumenta notevolmente le probabilità di successo. Nell’ultimo anno la composizione ha permesso di salvare una impresa su quattro, tutelando oltre 45mila posti di lavoro, senza considerare gli effetti positivi sulle aziende fornitrici e sull’intera filiera.”
In sintesi
- L’ampliamento dell’uso della composizione negoziata riduce il rischio di liquidazioni competitive, stabilizzando i fornitori e il credito bancario e migliorando la gestione del rischio per gli investitori finanziari.
- Per gli investitori specializzati in distressed asset, la diffusione dello strumento apre opportunità di acquisizioni mirate e ristrutturazioni con valore aggiunto, soprattutto in settori manifatturieri con potenziale di consolidamento.
- Il successo dipende però da interventi tempestivi e da una maggiore integrazione di competenze manageriali tra gli esperti nominati; politiche pubbliche mirate, come una maggiore facilità nelle transazioni fiscali, potrebbero aumentare significativamente le percentuali di recupero.
- Dal punto di vista territoriale, il consolidamento di queste procedure contribuisce a contenere l’impatto occupazionale nelle filiere locali, elemento cruciale per la stabilità economica delle comunità produttive italiane.