Dalle criptovalute alle cliniche: le liquidazioni che scuotono i tribunali

Dalle criptovalute alla logistica, dalle strutture sanitarie alle mense e al cinema: la varietà dei casi portati in liquidazione giudiziale riflette tensioni presenti in più settori e talvolta anticipa fenomeni economici in crescita. Le procedure aperte presso i Tribunali di Milano e Roma fotografano situazioni già concluse ma anche segnali di rischio per il futuro.

Società di criptovalute in crisi

Negli elenchi delle sezioni fallimentari di entrambe le città emergono diversi casi legati al mondo delle valute digitali: tra gli esempi recenti figurano la liquidazione di Swag Internazional srl nella capitale e, a Milano, le vicende che hanno riguardato The Rock Trading srl estese poi alle società controllate come Digital Rock Holding e Onedime srl. Questi casi segnalano la vulnerabilità di imprese innovative a shock regolamentari, problemi di governance o cali di mercato.

Tribunale di Milano, storie dalla Sezione fallimentare

Nel tessuto economico di Milano le aziende finite in liquidazione giudiziale appartengono a comparti diversi: commercio, servizi, immobiliare, moda ed energia. La varietà, osservano gli operatori, rispecchia la pluralità del sistema produttivo locale.

Laura De Simone ha dichiarato:

“Le procedure che arrivano in tribunale riflettono la struttura economica del territorio: vi è di tutto e, per questo, anche la necessità di soluzioni differenziate.”

Tra i casi seguiti dalla sezione fallimentare vi è l’avvio di piani di ristrutturazione per marchi storici come Giochi Preziosi, a conferma del tentativo di coniugare continuità aziendale e tutela dei creditori.

Non mancano, inoltre, imprese coinvolte in indagini per infiltrazioni della criminalità organizzata: molte realtà si ritrovano svuotate delle loro funzioni operative, fenomeno denunciato anche dalla magistratura specializzata.

Gian Piero Scoppa ha spiegato:

“In alcune aree le imprese sono diventate gusci vuoti in seguito a condizionamenti esterni; a Napoli abbiamo visto, inoltre, come l’emergenza sanitaria abbia accelerato il default di aziende di mense e ristorazione legate agli ospedali.”

Tribunale di Roma, storie dalla Sezione fallimentare

A Roma la variabilità dei settori in crisi è evidente: le aperture di liquidazione giudiziale risultano in aumento rispetto all’anno precedente, con segnali particolarmente preoccupanti nel settore sanitario e tra operatori di largo consumo.

Tra i casi più rilevanti figura la situazione della Fondazione Santa Lucia, oggi sottoposta ad amministrazione straordinaria, oltre a procedure in corso per altri istituti sanitari. Sono inoltre in corso istanze di accesso al concordato preventivo da parte di realtà come Facile ristrutturare e società del gruppo Nova (Euronics). Nel comparto audiovisivo la recente liquidazione di Sipario Movies si inserisce in una serie di crisi che hanno interessato imprese simili.

Giorgio Jachia ha sottolineato:

“L’aumento delle aperture va gestito insieme all’impegno a verificare rapidamente le responsabilità di chi ha determinato o ritardato l’emersione delle difficoltà, per evitare che le procedure peggiorino la situazione.”

Liquidazione come extrema ratio

Nel complesso delle grandi città italiane le liquidazioni giudiziali risultano crescenti, ma restano considerate l’extrema ratio dopo tentativi di composizione stragiudiziale della crisi. L’esperienza giudiziaria segnala un uso differenziato dello strumento: in alcuni casi rappresenta una soluzione effettiva per la gestione dei debiti, in altri è impiegata per posticipare sviluppi inevitabili.

Nei dati più recenti di alcuni uffici è emerso come la richiesta di liquidazione sia passata da un singolo caso nel 2021 a numeri sensibilmente più elevati nel 2026, a testimonianza del mutamento degli scenari aziendali e delle pratiche di trattamento delle crisi.

Giorgio Jachia ha affermato:

“Ci sono imprese che propongono soluzioni credibili ai creditori e altre che utilizzano la procedura per dilatare i tempi; è essenziale distinguere tra questi comportamenti.”

Gian Piero Scoppa ha aggiunto:

“Sempre più spesso le liquidazioni interessano imprese di dimensioni ridotte: il profilo e la scala dell’azienda condizionano l’esito delle procedure.”

Laura De Simone ha concluso:

“Il passaggio da una cultura della liquidazione a una del risanamento è misurabile sia nei numeri sia nell’esperienza pratica dei tribunali.”

In sintesi

  • Il crescente ricorso alle liquidazioni giudiziali può segnalare occasioni di ristrutturazione ma pure aumentare l’incertezza per fornitori e investitori; qualità dell’informazione finanziaria e trasparenza diventano fattori decisivi per ridurre il rischio di contagio.
  • Per gli investitori istituzionali e i fondi di ristrutturazione, l’attivazione di procedure offre opportunità selettive di acquisizione a sconto, ma richiede competenze specifiche per valutare asset intangibili e rischi legali associati.
  • L’aumento di casi nei settori sanitario e tecnologico solleva interrogativi sulla sostenibilità dei modelli di business e sulla necessità di interventi normativi mirati, che possono influire su valutazioni di settore e sul costo del credito per le imprese italiane.
  • Per il tessuto produttivo locale, sostenere la transizione da liquidazione a risanamento richiede strumenti di governance, accesso al credito e percorsi di ristrutturazione più tempestivi per limitare le ricadute occupazionali e di filiera.


Author: Tony
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