I tori di Bitcoin festeggiano un trimestre mostruoso: anche gli hacker crypto
- 2 Ottobre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin ha chiuso il terzo trimestre in rialzo del 40% con una quotazione di circa $84.942,12, sovraperformando tutti i principali asset nonostante i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi siano saliti ai livelli più alti degli ultimi vent’anni. In parallelo, miliardi di dollari sono confluiti in ETF legati a BTC e ad altri token, mentre diverse altcoin hanno registrato rialzi ancora più marcati, rafforzando la convinzione tra gli analisti che sia iniziata una nuova fase rialzista.
Tuttavia, alla vigilia di questo rally è proseguita una criticità nota nel settore: gli attacchi informatici e gli exploit. Le perdite monetarie generate da questi episodi sono modeste rispetto ai flussi verso gli ETF, ma il danno reputazionale risulta più difficile da mitigare.
Performance di mercato e afflussi verso gli ETF
La convergenza di un contesto macro caratterizzato da rendimenti più elevati e dell’introduzione di prodotti regolamentati ha attirato capitali istituzionali nel comparto crypto. Gran parte delle istituzioni sta preferendo esposizioni attraverso veicoli conosciuti e soggetti a regolamentazione, come gli ETF, evitando l’esposizione diretta a protocolli non custodial o infrastrutture decentralizzate.
Questa preferenza per “wrapper” regolamentati ha contribuito a immensi flussi di capitale che, al momento, attenuano l’impatto economico diretto dei furti: gli ingressi netti negli strumenti tradizionali stanno assorbendo gran parte dell’interesse degli investitori professionali.
Furti ed exploit: i numeri del trimestre
Secondo i dati raccolti da CertiK, il settore crypto ha registrato 247 incidenti di sicurezza nel terzo trimestre, con perdite complessive per circa $1,26 miliardi. Il totale delle perdite dall’inizio dell’anno arriva a $2,68 miliardi.
Settembre è risultato il mese peggiore, con 99 incidenti — il numero più alto dall’inizio del 2025 — e $768,5 milioni sottratti, la cifra mensile più ingente del 2026 finora.
Nicolai Sondergaard ha dichiarato:
“Sì, è una pessima immagine. Il danno reputazionale può essere superiore alle perdite stesse. Exploit ripetuti rafforzano l’idea che l’infrastruttura crypto resti operativamente fragile, il che può rallentare l’adozione istituzionale, aumentare il controllo da parte dei regolatori e dei custodi, e spingere gli allocatori a richiedere un premio di rischio più elevato.”
Per ora, ha spiegato Nicolai Sondergaard, le perdite da exploit sono marginali rispetto al capitale che arriva tramite gli ETF, dato che la maggior parte delle istituzioni acquista esposizione tramite strumenti regolamentati e si tiene distante dai protocolli DeFi.
CertiK ha osservato che questi numeri testimoniano quanto il problema sia ancora profondamente radicato nell’ecosistema tecnologico e operativo delle criptovalute.
Implicazioni per l’adozione istituzionale e la regolamentazione
La persistenza di attacchi e falle rafforza la pressione sui regolatori affinché definiscano standard più stringenti per la custodia, la sicurezza del codice e la trasparenza degli smart contract. Per gli operatori che offrono servizi agli investitori istituzionali questo si tradurrà in costi compliance più elevati e in requisiti di audit più frequenti.
Per gli investitori italiani e europei, la tendenza attuale suggerisce due elementi chiave: da un lato, i prodotti regolamentati come gli ETF rappresentano una via preferenziale per accedere al mercato crypto in modo più protetto; dall’altro, l’interesse per soluzioni di custodia qualificata e per coperture assicurative sul rischio tecnologico è destinato a crescere, con possibili effetti sui costi di gestione degli investimenti.
Infine, la distinzione tra infrastrutture centralizzate e protocolli decentralizzati potrebbe accentuarsi: mentre le prime potrebbero beneficiare di una regolamentazione chiara e dell’accesso ai capitali istituzionali, le seconde dovranno dimostrare maggiore resilienza tecnica per riconquistare fiducia.
In sintesi
- La forte domanda per ETF indica che il mercato sta professionalizzandosi, ma la fiducia degli investitori istituzionali resta condizionata dalla sicurezza infrastrutturale.
- L’aumento dei furti spingerà verso costi maggiori per compliance, audit e soluzioni assicurative, incidendo sui rendimenti netti degli strumenti crypto accessibili agli investitori istituzionali e retail italiani.
- Per gli investitori privati in Italia, l’esposizione attraverso veicoli regolamentati e custodi riconosciuti offre una mitigazione del rischio tecnologico, mentre l’investimento diretto in DeFi richiede competenze e salvaguardie maggiori.