Tra asfalti, pavimentazioni sportive ed energia: il riciclo della gomma da pneumatici decolla

Ecopneus ha sottolineato:

“Nel 2025 il sistema di recupero di Pneumatici Fuori Uso ha trattato 188.853 tonnellate. Grazie alla gestione del consorzio sono state evitate 131.138 tonnellate di CO₂ equivalente, un valore paragonabile all’assorbimento di 17,5 milioni di alberi. Inoltre sono stati risparmiati 1.204.249 MWh di risorse fossili: energia sufficiente per illuminare uno stadio per oltre 116.000 partite, per riscaldare 12,5 milioni di metri quadrati di abitazioni per un anno e per coprire il fabbisogno elettrico di circa 400.000 famiglie.”

Per rappresentare in modo concreto la quantità raccolta: messe in fila, 199.408 tonnellate di PFU raggiungerebbero una lunghezza di 129 chilometri, approssimativamente la distanza tra Firenze e Rimini. In termini di volume occuperebbero lo spazio di 198 piscine olimpioniche.

In termini di massa, il materiale recuperato è equivalente a circa 1.330 aerei Boeing 747 caricati al massimo (circa 150 tonnellate ciascuno).

Dall’energia agli asfalti

Degli pneumatici recuperati, il 51% viene trasformato in nuova materia prima e reimmesso in cicli industriali che includono la produzione di asfalti innovativi e pavimentazioni per impianti sportivi. Il restante 49% è impiegato per il recupero energetico, contribuendo a sostituire combustibili fossili nelle reti energetiche locali.

Tra le applicazioni si segnalano anche barriere fonoassorbenti realizzate con gomma riciclata e calcestruzzo, progettate per ridurre l’inquinamento acustico lungo le principali arterie stradali. Un’altra innovazione è il dispositivo D.s.m.U. Ecofriendly, un sistema continuo di protezione salvavita prodotto con compound derivato da PFU, studiato per essere montato sui montanti delle barriere stradali esistenti e in grado di assorbire energia cinetica in caso di impatto.

Queste soluzioni non solo offrono alternative sostenibili ai materiali tradizionali, ma creano anche filiere industriali locali che possono incrementare la domanda di lavorazioni a valore aggiunto e stimolare investimenti in tecnologie di riciclo avanzate.

La leva di politica industriale

Giuseppina Carnimeo, direttore generale di Ecopneus, ha dichiarato:

“La gestione dei Pneumatici Fuori Uso non è solo una questione ambientale, ma rappresenta una leva strategica per la politica industriale del Paese. L’economia circolare dimostra la propria efficacia restituendo valore alla collettività: ciò che prima era rifiuto diventa materia prima seconda, contribuendo a rendere le città più vivibili, moderne e resilienti.”

Il recupero e la valorizzazione dei PFU si inseriscono in maniera coerente con gli obiettivi europei di economia circolare e con i target nazionali di decarbonizzazione. La diffusione di questi processi può favorire l’attrazione di investimenti industriali, supportare la creazione di posti di lavoro specializzati nelle attività di selezione e rigenerazione e ridurre la dipendenza dalle materie prime vergini.

Dal punto di vista regolatorio, la standardizzazione delle tecnologie di riciclo e l’adozione di criteri di qualità per i materiali rigenerati sono elementi chiave per ampliare i mercati di sbocco, coinvolgere le amministrazioni locali nelle forniture pubbliche verdi e incentivare partenariati pubblico-privati orientati all’innovazione sostenibile.

In sintesi

  • Il recupero dei PFU genera risparmi energetici e una riduzione significativa delle emissioni: questo crea opportunità per investimenti in impianti di riciclo e nel settore dei materiali sostenibili.
  • La trasformazione della gomma riciclata in asfalti e barriere fonoassorbenti apre mercati per produttori italiani e può rafforzare la filiera delle costruzioni sostenibili nel Paese.
  • Politiche chiare e incentivi per la qualità dei materiali rigenerati sono essenziali per attirare capitali privati e favorire partnership che valorizzino il riuso a livello territoriale.


Author: Tony
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