Carburanti, diesel self a 2,294 euro: +2,8 centesimi in un giorno. In autostrada sale a 2,375

Nuovo rialzo per i prezzi dei carburanti in Italia. Venerdì 18 settembre il gasolio in modalità self service raggiunge una media nazionale di 2,294 euro al litro, mentre la benzina sale a 2,149 euro. Ancora più elevati i livelli sulla rete autostradale, dove il diesel arriva a 2,375 euro al litro e la benzina a 2,241 euro.

È quanto emerge dagli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Rispetto a giovedì 17 settembre, il diesel aumenta di 2,8 centesimi al litro sulla rete stradale, mentre la benzina registra un incremento più contenuto di 0,6 centesimi.

Diesel a 2,294 euro, quasi 5 centesimi in più in due giorni

La dinamica degli ultimi giorni conferma una pressione particolarmente forte sul gasolio.

Il 17 settembre il prezzo medio nazionale del diesel self era pari a 2,266 euro al litro, contro i 2,246 euro del giorno precedente. La benzina si attestava invece a 2,143 euro, dopo i 2,132 euro del 16 settembre.

Con l’aggiornamento del 18 settembre il gasolio sale quindi a 2,294 euro, accumulando in appena due giorni un rincaro di 4,8 centesimi al litro.

Nello stesso periodo la benzina è aumentata di 1,7 centesimi, passando da 2,132 a 2,149 euro.

In autostrada gasolio a 2,375 euro

La corsa dei prezzi prosegue anche lungo la rete autostradale.

Il gasolio self raggiunge 2,375 euro al litro, contro i 2,346 euro rilevati giovedì, con un incremento giornaliero di 2,9 centesimi.

La benzina sale invece a 2,241 euro, dai 2,236 euro del giorno precedente.

Rispetto al 16 settembre, quando il diesel in autostrada era pari a 2,326 euro, il rincaro complessivo raggiunge quindi 4,9 centesimi al litro. La benzina, nello stesso intervallo, passa da 2,222 a 2,241 euro, con un aumento di 1,9 centesimi.

Dal 18 settembre si riduce lo sconto fiscale sul diesel

Il nuovo rialzo coincide con il cambiamento del meccanismo di riduzione delle accise sul gasolio.

Fino al 17 settembre l’aliquota era stata ridotta a 532,90 euro per mille litri. Dal 18 al 25 settembre, il nuovo decreto legge la porta invece a 572,90 euro per mille litri.

Il sostegno fiscale resta quindi in vigore, ma diventa meno generoso: rispetto alla fase precedente l’accisa aumenta di 4 centesimi al litro, ai quali si aggiunge l’effetto dell’Iva.

Dal 26 settembre al 5 ottobre è prevista un’ulteriore riduzione dello sconto, con l’accisa che salirà a 622,90 euro per mille litri.

Sconto ridotto in due fasi

Il nuovo schema prevede dunque una graduale uscita dall’intervento fiscale straordinario.

Dal 18 al 25 settembre, considerando anche l’effetto Iva, la riduzione sul prezzo finale del diesel vale circa 12,2 centesimi al litro. Dal 26 settembre al 5 ottobre il beneficio scenderà a circa 6,1 centesimi.

Il passaggio è rilevante perché avviene mentre i prezzi alla pompa si trovano già su livelli particolarmente elevati.

Il rialzo registrato il 18 settembre non può essere attribuito esclusivamente alla variazione dell’accisa, perché sul prezzo finale incidono anche le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e le dinamiche commerciali. Il cambio del trattamento fiscale contribuisce però ad aumentare la componente tributaria rispetto alla giornata precedente.

Il diesel resta il carburante sotto maggiore pressione

La fotografia del 18 settembre mostra quindi una differenza sempre più marcata tra benzina e gasolio.

Sulla rete ordinaria il diesel costa in media 14,5 centesimi al litro più della benzina, mentre in autostrada il differenziale raggiunge 13,4 centesimi.

I prezzi medi self risultano così pari a:

2,149 euro al litro per la benzina e 2,294 euro per il gasolio sulla rete stradale; 2,241 euro per la benzina e 2,375 euro per il diesel in autostrada.

Il dato più rilevante resta la velocità del rialzo del gasolio: quasi 5 centesimi al litro in due giorni, nonostante sia ancora in vigore una riduzione temporanea delle accise. Con un ulteriore ridimensionamento dello sconto fiscale già previsto dal 26 settembre, l’andamento delle quotazioni internazionali diventerà decisivo per capire se la pressione sui prezzi alla pompa continuerà anche nelle prossime settimane.