Michelin ad Alessandria punta sulla seconda vita degli pneumatici
- 17 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Lo stabilimento Michelin di Alessandria celebra i 55 anni di attività: uno dei due impianti italiani della multinazionale, con una presenza industriale consolidata nel Paese. Con circa 950 addetti, il sito è specializzato nella produzione di pneumatici di grandi dimensioni per autocarro e rappresenta un punto di riferimento per il gruppo in termini di innovazione, sviluppo delle competenze e capacità di adattamento produttivo.
Il sito e la produzione
La fabbrica dispone di una capacità produttiva prossima a 1,2 milioni di pneumatici all’anno e si estende su una superficie superiore ai 470.000 metri quadrati. Nel corso del tempo ha consolidato la propria specializzazione e allo stesso tempo ha diversificato l’offerta, includendo pneumatici per metropolitane su gomma e modelli di grandi dimensioni destinati all’agricoltura e alle applicazioni del genio civile.
Sostenibilità e investimenti
Negli ultimi anni il gruppo ha posto l’accento sulla sostenibilità dello stabilimento, ottenendo una riduzione del 64% nel consumo d’acqua a partire dal 2019. Inoltre, grazie al rinnovo della centrale termica che serve l’area produttiva, la società prevede di raggiungere in anticipo rispetto al programma i target 2030 relativi a energia e emissioni di CO₂, stimando di anticipare tali obiettivi al 2027.
Nel quinquennio più recente Michelin ha investito oltre 430 milioni di euro in Italia, con interventi mirati a rinnovare impianti, digitalizzare processi produttivi e rafforzare le competenze tecniche della forza lavoro. Questi investimenti puntano non soltanto a migliorare la competitività del sito, ma anche a consolidare la transizione verso processi produttivi a minore impatto ambientale.
Mercati e relazioni industriali
Circa il 60% della produzione del plant di Alessandria è destinata al mercato Europa, mentre il restante 40% viene esportato verso altre aree geografiche. Lo stabilimento opera sia per il mercato del ricambio sia per il primo equipaggiamento, collaborando con importanti costruttori di camion, semirimorchi, mezzi da cava e veicoli specializzati.
L’attività dell’impianto ha ricadute significative sulla filiera locale e nazionale: dalla fornitura di componenti alla logistica, fino ai servizi di manutenzione e formazione tecnica. Questo ruolo rafforza la posizione dell’industria dei pneumatici nel sistema manifatturiero italiano e contribuisce a mantenere competenze specialistiche nel territorio.
Agostino Mazzocchi, presidente e amministratore delegato di Michelin Italiana, ha ribadito l’importanza strategica dell’Italia all’interno del gruppo:
“Il modello Multivite rappresenta uno degli elementi distintivi della nostra proposta per il trasporto professionale: pneumatici progettati per durare più a lungo e per poter essere riscolpiti e ricostruiti, così da vivere più cicli di utilizzo. Questo approccio riduce il costo totale di proprietà per le aziende di trasporto e, contemporaneamente, limita il consumo di risorse e le emissioni di CO₂.”
L’enfasi sul modello Multivite sottolinea la volontà dell’azienda di combinare efficienza economica e sostenibilità ambientale, offrendo soluzioni che possono abbassare i costi operativi delle flotte e prolungare la vita utile dei prodotti.
Dal punto di vista occupazionale e territoriale, la presenza dello stabilimento contribuisce alla stabilità economica dell’area, promuovendo investimenti nelle competenze e favorendo l’indotto. Per le autorità locali e nazionali, mantenere e attrarre simili investimenti è strategico per la resilienza del settore manifatturiero italiano.
In sintesi
- L’anticipazione dei target energetici e di CO₂ al 2027 indica un progresso tecnologico che può migliorare la competitività dell’impianto e ridurre i rischi regolatori legati alle emissioni.
- Per gli investitori, la strategia Multivite e gli ampi investimenti in Italia segnalano un orientamento verso modelli di business più circolari e resilienti, con potenziale impatto positivo sui margini a medio termine.
- La forte integrazione con la filiera e l’export verso Europa e altri mercati mantengono il sito rilevante per la bilancia commerciale e per la tutela dei posti di lavoro specializzati sul territorio.