Il vero motore del titolo Alphabet potrebbe non essere la ricerca
- 17 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Alphabet ha chiarito con i risultati del secondo trimestre che Google Cloud non è più un semplice complemento di Search. I ricavi cloud sono aumentati dell’82% arrivando a 24,8 miliardi di dollari e l’arretrato contrattuale (backlog) è salito di oltre 50 miliardi di dollari su base sequenziale, toccando 514 miliardi di dollari, cifra superiore all’intero fatturato fiscale stimato per il 2025.
Questo slancio operativo convive con una valutazione che, al momento, appare relativamente contenuta: GOOG viene scambiata su un rapporto prezzo/utili di circa 14, nonostante una crescita cloud molto più rapida rispetto ai peer. Un modello di valutazione indica un obiettivo prezzo di 504,76 dollari per azione, che rappresenta un potenziale rialzo vicino al 50% rispetto ai livelli correnti.
Accelerazione del Cloud che riscrive il profilo di crescita
Il trimestre ha mostrato risultati operativi robusti: utili per azione di 9,11 dollari contro un consenso vicino a 3,04 dollari, ricavi totali pari a 119,8 miliardi di dollari (+24,2% anno su anno) e un margine operativo salito al 34%. La crescita del cloud è passata dal 48% del quarto trimestre 2025 al 63% del primo trimestre 2026 fino all’82% osservato in questo trimestre.
L’arretrato contrattuale di 514 miliardi di dollari implica ricavi futuri significativi: l’azienda prevede di riconoscerne poco più del 50% entro 24 mesi. Inoltre, la monetizzazione dei sistemi TPU dovrebbe accelerare nel 2027, mentre altri asset come Waymo (scaling di mobilità autonoma) e YouTube contribuiscono ad ampliare il perimetro di crescita oltre il search tradizionale.
Caso rialzista
Lo scenario ottimista del modello porta il prezzo teorico oltre 569 dollari per azione, fondato principalmente sulla rapidità di adozione della suite aziendale di intelligenza artificiale: quasi il 90% della Fortune 100 utilizza Gemini Enterprise, l’app Gemini conta circa 950 milioni di utenti attivi mensili e le API di modello processano decine di miliardi di token al minuto. Se questi trend continuano e la monetizzazione hardware/TPU prende piede, lo spazio per ulteriori rialzi è consistente.
Cosa potrebbe andare storto
I rischi non mancano: la spesa in conto capitale è salita a 44,9 miliardi di dollari nel trimestre, il flusso di cassa libero è diventato negativo (-5,86 miliardi), il debito a lungo termine è quasi raddoppiato a 98,2 miliardi e il buyback è stato sospeso. Se il capex dovesse continuare a crescere senza che i margini cloud si consolidino, la leva finanziaria e la pressione sul free cash flow potrebbero limitare il ritorno per gli azionisti.
D’altra parte, la direzione aziendale sostiene che l’aumento degli investimenti rifletta una domanda vincolata dall’offerta: l’utile operativo cloud è più che triplicato a 8,8 miliardi con margini in area 35,6%, un segnale che la scala potrebbe già tradursi in redditività crescente.
Confronto con Microsoft e Amazon
Il confronto con i principali competitor mette in luce uno scarto valutativo rilevante. Microsoft (con Azure) ha superato i 100 miliardi di dollari di ricavi annuali e presenta una crescita Azure del 43% con un rapporto prezzo/utili intorno a 28. Amazon (AWS) ha registrato una crescita del 37% con margini operativi elevati e un P/E vicino a 36. Google Cloud cresce più velocemente (82% vs 43%/37%) ma GOOG è prezzata a meno della metà del multiplo di MSFT o AMZN, un divario che rende la valutazione corrente interessante per chi cerca esposizione al cloud e all’AI.
Perché considerarlo oggi
Il principale argomento a favore è lo sconto valutativo rispetto ai peer, nonostante un ritmo di crescita superiore. La tesi d’investimento migliora se il free cash flow si stabilizza con l’avvio della monetizzazione dei TPU e se i margini cloud continuano a espandersi. La tesi si indebolisce se il capex rimane elevato senza una corrispondente crescita della redditività.
Nel breve periodo i mercati rimangono cauti su alcuni target di prezzo, ma l’orizzonte a 12 mesi appare più favorevole se l’azienda mantiene l’esecuzione della sua strategia full‑stack in ambito AI.
Proiezioni e fattori critici
Le proiezioni implicano una normalizzazione graduale della crescita cloud con Search ancora rilevante come cassaforte di ricavi. Fattori in grado di generare significativi scostamenti rispetto al modello includono il lancio e l’adozione di una nuova generazione Gemini (es. Gemini 4), la piena monetizzazione delle capacità hardware nel 2027 e possibili esiti regolatori legati al business di ricerca.
In sintesi
- Il divario valutativo tra GOOG e i maggiori cloud provider potrebbe rappresentare un’opportunità per investitori focalizzati sul valore relativo, ma richiede attenzione alla sostenibilità del free cash flow e alla gestione del debito.
- L’aumento massiccio del capex indica un ciclo di investimento che favorirà i fornitori di infrastrutture (energia, raffreddamento, reti): per il sistema economico italiano, potrebbe tradursi in opportunità per aziende esportatrici di tecnologie e servizi specializzati.
- Per gli investitori retail italiani, l’esposizione diretta a titoli statunitensi implica anche rischi valutari e regolatori; considerare strumenti diversificati o ETF settoriali può aiutare a modulare il profilo rischio/rendimento.
- I catalizzatori più rilevanti nei prossimi 12–24 mesi saranno la capacità dell’azienda di monetizzare i sistemi TPU, l’adozione enterprise di Gemini e l’esito di eventuali interventi regolatori sul mercato della ricerca e dei dati.