Allerta Etna: arrivi e partenze all’aeroporto di Catania sospesi fino alle 22
- 15 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La nuova emissione di cenere dal Etna ha paralizzato l’attività dell’aeroporto di Catania, con almeno 34 voli cancellati, numerosi collegamenti dirottati su Palermo, Trapani, Comiso e persino Bari, e lo scalo di Fontanarossa fermo fino a tarda serata, mettendo sotto pressione l’intero sistema aeroportuale siciliano.
Il disagio è cominciato nella mattina di lunedì 14 settembre: intorno alle 9:30 un bollettino del VONA ha segnalato una emissione pericolosa, determinando la chiusura del settore C1 dello spazio aereo e la sospensione degli arrivi disposta dalla società di gestione, SAC, fino alle 16:00.
Il quadro operativo è peggiorato nelle ore successive. Verso le 13:30 è stato chiuso anche il settore B3 e la sospensione è stata estesa a tutte le operazioni — sia gli arrivi che le partenze — fino alle 22:00 per motivi di sicurezza legati alla presenza di cenere vulcanica nei circuiti dei motori e nella visibilità delle piste.
Il primo bilancio quotidiano evidenzia impatti significativi: sul fronte degli arrivi sono state registrate nove cancellazioni, con tre voli provenienti da Roma, Bologna e Milano Linate deviati su Comiso, quattro trasferiti su Trapani e ben 22 dirottati verso Palermo. Un collegamento in arrivo da Londra è stato fatto atterrare a Bari.
Sul versante delle partenze la situazione è stata ancora più critica: 25 voli cancellati e nove dirottati. Diversi collegamenti diretti a Belgrado, Bergamo e Stoccarda sono stati spostati su Palermo, mentre altre tratte con destinazioni come Stoccolma, Venezia, Pisa, Bari, Torino e Trieste sono state trasferite su Trapani.
ENAC ha dichiarato:
“Per Catania servirà un «backup strutturato».”
La raccomandazione dell’ENAC evidenzia la necessità di piani di continuità ben definiti per Catania, che comprendano alternative operative, potenziamento delle infrastrutture di scalo secondarie e protocolli coordinati con il gestore della navigazione aerea, ENAV, e con gli osservatori vulcanologici, come l’Osservatorio Etneo, responsabile del monitoraggio e dell’emissione dei bollettini.
La presenza di cenere vulcanica rappresenta un rischio concreto per la sicurezza del volo: particelle abrasive possono danneggiare i motori, i sistemi avionici e compromettere la fruibilità delle piste. Per questo motivo le autorità aeronautiche privilegiano la cautela, anche a costo di sospendere completamente le operazioni per molte ore.
I dirottamenti verso Palermo, Trapani, Comiso e Bari hanno generato congestione e ritardi a catena, mettendo sotto stress capacità di assistenza a terra, piazzole di parcheggio e disponibilità di personale. La ricollocazione dei passeggeri e la gestione dei voli prolungano i tempi di ripresa delle normali operazioni.
Oltre all’immediato impatto operativo, l’episodio solleva questioni di lungo termine: serve maggiore resilienza infrastrutturale per le isole vulcaniche, piani finanziari per compensare operatori e vettori in caso di chiusure prolungate, e una migliore informazione ai viaggiatori sui protocolli di assistenza e sulle possibili forme di rimborso previste dal Regolamento UE 261/2004.
Per le autorità regionali e i gestori aeroportuali la priorità resta adottare misure che riducano la vulnerabilità del sistema siciliano, bilanciando sicurezza, continuità del traffico e sostenibilità economica delle soluzioni proposte.
In sintesi
- L’interruzione ripetuta dovuta alle eruzioni dell’Etna amplifica il rischio operativo e può tradursi in costi più elevati per le compagnie aeree che servono la Sicilia; gli investitori nel settore aviation dovrebbero monitorare l’esposizione delle società di gestione aeroportuale.
- La proposta di un backup strutturato per Catania apre opportunità per investimenti in infrastrutture secondarie e servizi di resilienza, potenzialmente appetibili per operatori privati e finanziatori pubblici.
- Per l’economia locale, frequenti chiusure aumentano l’incertezza per il turismo stagionale: politiche di mitigazione e fondi di emergenza regionale possono aiutare a stabilizzare il flusso di visitatori e i ricavi settoriali.
- Le compagnie e i gestori dovranno considerare strumenti finanziari di copertura e piani di contingenza operativa per ridurre l’impatto sui ricavi e sulla fiducia dei passeggeri.