Passaggio della legge CLARITY a rischio: i democratici affossano l’accordo del GOP
- 15 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Polymarket ha visto diminuire nettamente le probabilità che il CLARITY Act diventi legge entro l’anno, dopo un repentino aumento registrato il giorno precedente, quando pareva che una versione riveduta della proposta repubblicana potesse raccogliere consenso. Gli scommettitori inizialmente interpretarono positivamente l’inclusione di misure etiche più incisive, facendo salire le quote al 35%, ma le riserve sul testo hanno fatto ricadere le probabilità fino al 16% lunedì.
La trattativa parlamentare rimane complessa: alcuni senatori democratici coinvolti nei colloqui hanno giudicato insufficiente la nuova formulazione sulle norme etiche, mentre il gruppo democratico ha iniziato a preparare una controproposta. I repubblicani necessitano di 60 voti al Senato per far avanzare il testo e un insuccesso procedurale potrebbe bloccare una riforma destinata a definire la ripartizione dei poteri di vigilanza tra la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) sul mercato delle criptovalute.
Pressioni dei democratici sulle norme etiche
Mark Warner ha dichiarato:
“La disposizione etica proposta non è minimamente sufficiente.”
Il giudizio critico di diversi esponenti democratici ha spinto il gruppo a redigere una controproposta: la preoccupazione principale è che il testo rivisto non affronti con efficacia rischi di corruzione che, secondo molti, si stanno manifestando «in tempo reale».
Raphael Warnock ha dichiarato:
“Non dovremmo promuovere una legge che non contrasta le opportunità di corruzione che si presentano ora.”
Ruben Gallego ha dichiarato:
“L’ultima offerta in materia etica lascia molto a desiderare.”
Lo staff della senatrice Elizabeth Warren ha inoltre diffuso argomentazioni secondo cui il meccanismo di applicazione previsto per i procuratori generali statali potrebbe essere in pratica annullato da valutazioni degli uffici etici della Casa Bianca, contribuendo così alla richiesta di una riscrittura più rigorosa.
Nonostante l’opposizione di alcuni, non tutti i democratici sono contrari all’avanzamento procedurale del testo: la senatrice Kirsten Gillibrand avrebbe sollecitato privatamente colleghi a sostenere la mozione procedurale, mentre la senatrice repubblicana Cynthia Lummis ha sostenuto che il presidente Donald Trump abbia accettato due significative disposizioni etiche e che non ci sia più nulla da concedere.
Critiche da banche e comunità tribali
Una associazione che rappresenta gli interessi delle comunità tribali nel settore del gioco ha invitato le tribù associate a chiedere ai senatori di respingere il provvedimento, sostenendo che le modifiche proposte alla finanza decentralizzata non risolvono i timori relativi ai mercati predittivi e al rispetto delle normative tribali. L’associazione ha chiesto un’esplicita affermazione che la normativa federale sulle commodity non prevarichi le leggi tribali o statali sul gioco, incluso il quadro previsto dall’Indian Gaming Regulatory Act.
Parallelamente, otto associazioni del settore bancario hanno espresso preoccupazione sul testo aggiornato, sostenendo che rimangano aperture che permetterebbero meccanismi di ricompensa in stablecoin che si comportano in modo analogo agli interessi sui depositi. Secondo questi gruppi, il meccanismo regolatorio di “interruzione” entrerebbe in funzione soltanto dopo che sarebbero già avvenute dismissioni significative di depositi dalle banche comunitarie.
Posizione dell’industria delle criptovalute
I gruppi rappresentativi dell’industria cripto hanno invece sollecitato il Senato ad approvare la legge, ritenendo che il testo, pur con concessioni, creerebbe un quadro normativo più chiaro necessario per la crescita e la competitività del settore nel mercato statunitense.
Summer Mersinger, amministratore delegato della Blockchain Association, ha dichiarato:
“L’industria ha fatto concessioni importanti per costruire un sostegno bipartisan. Questo provvedimento può offrire regole chiare, proteggere i consumatori e contrastare attività illecite, evitando che posti di lavoro, sviluppatori e innovazione migrino all’estero.”
La controversia evidenzia il dilemma legislativo: trovare un equilibrio tra tutela dei consumatori, prevenzione dei rischi sistemici e mantenimento della competitività tecnologica, mentre si cercano i voti necessari in un Senato diviso.
Prospettive e impatti normativi
Se il provvedimento dovesse fallire nell’iter, la mancanza di chiarezza normativa potrebbe prolungare l’incertezza per le imprese cripto e per gli investitori, rafforzando l’influenza regolatoria delle agenzie federali e lasciando aperte inefficienze normative a livello statale e tribale. Un passaggio invece favorevole comporterebbe una ridefinizione sostanziale del quadro di vigilanza, con possibili implicazioni su costi di compliance, adozione istituzionale e flussi di capitale nel settore.
In sintesi
- Un mancato accordo sul CLARITY Act manterrebbe alta l’incertezza normativa, aumentando il premio per il rischio richiesto dagli investitori nel settore cripto e potenzialmente rallentando flussi di investimento verso startup europee che collaborano con controparti statunitensi.
- L’esposizione delle banche comunitarie alle ricompense in stablecoin e la possibile attivazione tardiva del “circuit breaker” potrebbero aumentare la volatilità dei depositi locali, con ricadute su liquidità e credito nelle economie regionali.
- Una legge approvata che bilanci sorveglianza federale e autonomia statale/tribale potrebbe accelerare l’integrazione dell’industria cripto nei mercati regolamentati, favorendo investimenti istituzionali ma imponendo maggiori costi di compliance alle imprese europee che operano con controparti americane.