Treni storici: il fischio di partenza che riaccende la Campania
- 10 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Partono i treni storici in Campania: il programma prevede 35 corse tra settembre e dicembre lungo itinerari selezionati per il loro valore culturale, paesaggistico e turistico, con l’obiettivo di promuovere la scoperta delle comunità locali e valorizzare patrimonio e vocazioni territoriali. Per l’iniziativa la Regione ha destinato risorse per 2,7 milioni a carico del PSC Campania.
Si tratta di una formula che ha già dato risultati incoraggianti in altre esperienze: l’offerta è stata erogata con regolarità certificata e ha fatto registrare un tasso di riempimento medio del 58%, superiore alla media nazionale. L’attuazione del progetto è affidata all’ACaMIR (Agenzia Campana per la Mobilità, Infrastrutture e Reti), che svolge il ruolo di soggetto attuatore e coordinatore operativo.
Itinerari e materiale rotabile
Il progetto mira a trasformare il viaggio ferroviario in un’esperienza culturale, non solo in un mezzo per raggiungere una meta. Grazie al restauro delle linee e dei rotabili curato dalla Fondazione FS Italiane, gli itinerari collegano grandi attrattori come la Reggia di Caserta e il Museo di Pietrarsa a siti archeologici, borghi e paesaggi di pregio. Per i collegamenti saranno impiegate carrozze storiche “Centoporte” (anni ’30) e “Corbellini” (anni ’50), mentre per la linea Avellino-Rocchetta S. Antonio si utilizzeranno le automotrici ALn 668. L’offerta complessiva metterà a disposizione circa 6.000 posti.
Servizi integrati e accessibilità
La strategia prevede soluzioni di mobilità integrate: il trasporto “last mile” sarà garantito da autobus Gran Turismo collegati alle stazioni, mentre il progetto promuove il cicloturismo consentendo il trasporto gratuito delle biciclette nei bagagliai storici sulle tratte con partenza da Napoli verso Caserta, Pietrarsa, Pompei, Contursi e Paestum. Questo approccio semplifica l’accesso ai siti e favorisce forme di fruizione sostenibile del territorio.
Obiettivi e ricadute territoriali
L’iniziativa punta a valorizzare le identità locali attraverso la mobilità storica, creando percorsi che uniscono cultura, natura ed economia locale. Il ritorno atteso riguarda un incremento dei flussi turistici verso aree meno frequentate, la prolungazione della stagione turistica e un indotto per ristorazione, ricettività e attività commerciali lungo gli itinerari.
Coordinamento e attori coinvolti
La governance del programma vede il coordinamento operativo dell’ACaMIR, il restauro e la fornitura dei rotabili da parte della Fondazione FS Italiane e il finanziamento dal PSC Campania. Alla presentazione del progetto sono intervenuti Mario Casillo (vicepresidente della Regione con delega a Trasporti, Mobilità e Mare), Vincenzo Maraio (assessore regionale al Turismo e Promozione del territorio), Maria Teresa Di Mattia (direttrice generale di ACaMIR) e Oreste Orvitti (responsabile Poli Museali della Fondazione FS Italiane).
Criticità operative e sostenibilità
Per garantire la continuità e la qualità del servizio saranno necessari attenti programmi di manutenzione del materiale storico, coordinamento con i gestori delle linee ferroviarie regionali e campagne di comunicazione mirate per intercettare flussi turistici nazionali e internazionali. Inoltre, va considerata la stagionalità della domanda e la possibile necessità di integrazioni tariffarie o partenariati pubblico-privati per sostenere l’operatività a medio termine.
Prospettive economiche e culturali
L’iniziativa può fungere da volano per la promozione integrata del territorio: valorizzare tracciati storici e macchine d’epoca aumenta l’attrattiva turistica e crea opportunità per imprese locali, guide, musei e circuiti culturali. Sul fronte ambientale, la promozione della mobilità ferroviaria e ciclabile contribuisce a ridurre la pressione sul trasporto su gomma, sostenendo obiettivi di mobilità più sostenibile.
In sintesi
- Il rilancio dei treni storici rappresenta un’opportunità per diversificare l’offerta turistica regionale e allungare la stagione, con potenziali ricadute positive per l’economia locale e le microimprese.
- Per gli investitori nel settore turistico e nell’ospitalità, la maggiore domanda su itinerari secondari può giustificare investimenti in servizi ricettivi, mobilità integrata e attività esperienziali legate al patrimonio.
- Il modello enfatizza la sostenibilità: favorire la ferrovia e il cicloturismo può ridurre esternalità negative del traffico su strada e sostenere gli obiettivi climatici regionali, ma richiede risorse per manutenzione e marketing mirato.