Guadagna fino al 4,35% apy con Marcus

I rendimenti dei conti di deposito stanno diminuendo, ma c’è una buona notizia per chi vuole proteggere il potere d’acquisto: è ancora possibile bloccare un rendimento competitivo con un CD (certificate of deposit) e preservare il ritorno sul capitale. In molti casi i migliori CD offrono rendimenti superiori al 4%.

Dove trovare i migliori tassi sui CD oggi

In generale i CD propongono tassi sensibilmente superiori rispetto ai tradizionali conti di risparmio. I CD a breve termine (circa sei-12 mesi) tendono a offrire attualmente APY intorno al 4%–4,5%.

Al momento il rendimento più alto rilevabile per una durata intermedia è circa il 4,35% su un CD a 18 mesi offerto da Marcus by Goldman Sachs. Le offerte possono variare rapidamente, perciò conviene confrontare istituti diversi prima di impegnare i propri risparmi.

Oltre alle banche tradizionali, le banche online e le credit unions spesso propongono condizioni più competitive grazie a costi di struttura inferiori. Quando si valuta un’offerta, è importante considerare anche i vincoli, i requisiti di deposito minimo e le eventuali penalità per il ritiro anticipato.

Evoluzione storica dei tassi sui CD

I tassi sui CD sono cambiati molto nel corso degli ultimi decenni in funzione dell’andamento dell’economia e delle decisioni di politica monetaria. Negli anni 2000, prima della crisi finanziaria globale del 2008, i rendimenti erano relativamente più alti; con lo scoppio della crisi la Riserva Federale abbassò rapidamente i tassi guida per sostenere l’economia, facendo sprofondare i rendimenti dei depositi.

Durante gli anni successivi alla grande recessione, i tassi rimasero su livelli storicamente bassi. Solo tra il 2015 e il 2018 si osservò un graduale rialzo della politica monetaria, con conseguente miglioramento dei rendimenti sui CD. La pandemia di COVID-19 all’inizio del 2020 indusse nuovamente tagli di emergenza, che portarono i tassi sui depositi a nuovi minimi.

Dal 2022 la reazione alle pressioni inflazionistiche determinò una serie di aumenti dei tassi da parte della Riserva Federale, con un effetto di rialzo anche sui rendimenti dei prodotti di risparmio. Successivamente, una volta che l’inflazione ha cominciato a stabilizzarsi, sono iniziate alcune riduzioni del tasso ufficiale: ciò ha invertito il trend e oggi i tassi sui CD sono in fase di discesa rispetto ai massimi recenti, ma restano elevati se confrontati con la media storica.

Comprendere i tassi odierni sui CD

Tradizionalmente i CD a termine più lungo offrono rendimenti maggiori rispetto a quelli a scadenza breve per compensare il rischio di restare bloccati in un periodo in cui i tassi d’interesse potrebbero salire. Tuttavia, oggi la curva dei rendimenti mostra segni di appiattimento, e in alcuni casi una leggera inversione: il rendimento medio più elevato è spesso quello a 12 mesi, anziché sui termini più lunghi.

Questa configurazione può riflettere aspettative di mercato su futuri cali dei tassi o una percezione di incertezza economica. Per chi investe, significa che scegliere la durata giusta richiede una valutazione delle prospettive sui tassi e della propria necessità di liquidità.

Come scegliere il CD più adatto

Selezionare il CD giusto richiede più del semplice confronto del APY. Ecco i criteri principali da considerare.

Obiettivi personali: stabilite per quanto tempo siete disposti a vincolare il capitale. I CD hanno scadenze fisse e il prelievo anticipato di solito comporta penali che riducono il rendimento effettivo.

Tipologia di intermediario: i tassi variano molto tra istituti. Oltre alla vostra banca corrente, verificate le condizioni offerte da banche online, istituti locali e credit unions. Accertatevi inoltre che l’ente scelto sia protetto da garanzie nazionali come il FDIC negli Stati Uniti o, per le controparti europee, dalle garanzie nazionali equivalenti.

Termini del conto: oltre al tasso, verificate la scadenza, le penalità per il ritiro anticipato e l’eventuale deposito minimo. Questi elementi influenzano il rendimento netto e la flessibilità finanziaria.

Inflazione: i CD offrono rendimenti certi ma fissi; su orizzonti più lunghi il rischio è che l’inflazione eroda il potere d’acquisto del capitale. Considerate la durata dell’investimento alla luce delle previsioni inflazionistiche e delle alternative disponibili sul mercato.

In sintesi

  • Per i risparmiatori italiani, i CD con rendimenti intorno al 4% rappresentano oggi un’opzione conservativa interessante rispetto ai conti correnti a basso rendimento, ma è fondamentale valutare la protezione del capitale e la garanzia dell’ente emittente.
  • Il progressivo scendere dei tassi implica che bloccare un rendimento competitivo a breve termine può essere strategico; tuttavia, una diversificazione temporale tramite una strategia di laddering può mitigare il rischio di reinvestimento in fasi di tassi più bassi.
  • Se la tendenza al calo dei tassi si consolida, i rendimenti dei prodotti di deposito potrebbero ridursi ulteriormente, spingendo gli investitori a confrontare opportunità alternative come titoli di Stato o strumenti a breve termine offerti sul mercato europeo, sempre tenendo conto della fiscalità e del profilo di rischio.
  • Le scelte di politica monetaria della Banca Centrale Europea e la dinamica dell’inflazione restano variabili chiave per valutare la convenienza relativa dei CD; gli investitori dovrebbero monitorare questi fattori quando decidono la durata e l’ammontare da vincolare.


Author: Tony
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