Medicina: quattro persone con lesione completa del midollo tornano a camminare

Quattro giovani con una lesione completa e cronica del midollo spinale, rimasti inizialmente privi di controllo sui muscoli delle gambe, sono tornati a camminare dopo mesi di riabilitazione intensiva grazie a una nuova procedura sviluppata in Italia.

Il risultato è frutto del lavoro del laboratorio di neuroprotesi modulari impiantabili (Mine), nato dalla collaborazione tra la Università Vita‑Salute San Raffaele di Milano e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e portato avanti presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele. La procedura combina una stimolazione midollare già disponibile commercialmente con una strategia di controllo volontario mediata dal tronco.

Si tratta della prima applicazione clinica della tecnica denominata Trunk‑mediated control (Tmc). I benefici sono stati osservati in quattro giovani italiani under 35 — tre uomini e una donna — provenienti da Lombardia, Marche e Umbria. Tra loro, Nicolò, ventunenne, aveva avuto visibilità pubblica in occasione della cerimonia d’apertura delle Paralimpiadi invernali Milano‑Cortina.

Dal punto di vista funzionale, il punteggio WISCI II — la scala che misura la capacità di deambulazione nelle persone con lesione midollare — è passato per tutti i partecipanti da 0 a 9. Tre pazienti sono in grado di sostenersi in piedi a lungo appoggiandosi con una sola mano mentre usano l’altra per compiti quotidiani; uno ha percorso 132 metri in 42 minuti senza pause. Tutti hanno mostrato la capacità di camminare in curve, su pendenze e su superfici esterne irregolari, pur facendo ancora ricorso a un deambulatore.

La tecnica e il suo funzionamento

La strategia sfrutta un stimolatore midollare già disponibile sul mercato che viene modulato dall’estensione del tronco: una lieve inclinazione in avanti, mediamente di circa nove gradi, modifica la risposta neurale alla stimolazione permettendo il passaggio dall’estensione della gamba — necessaria per sostenere il peso corporeo — alla flessione coordinata di anca, ginocchio e caviglia per avanzare il passo.

In sostanza, è il paziente stesso, tramite un gesto volontario del busto, a pilotare la locomozione in tempo reale. Questa soluzione evita impianti cerebrali complessi, sensori esterni o algoritmi di decodifica invasivi, semplificando sia l’assetto tecnologico sia le possibili procedure di manutenzione e follow‑up. I dettagli tecnici sono riportati in uno studio pubblicato sulla rivista Med‑Cell Press.

Riabilitazione e criteri clinici

I partecipanti hanno seguito un percorso di riabilitazione intensiva che ha integrato fisioterapia mirata, esercizi di controllo del tronco e sessioni con lo stimolatore impiantato. Il protocollo è stato progettato per favorire il ri‑apprendimento motorio e sfruttare la plasticità spinale residua anche in lesioni considerate croniche e complete.

La selezione dei pazienti ha privilegiato giovani adulti con stabilità clinica e motivazione al training intensivo. La sicurezza dell’impianto e la gestione delle stimolazioni sono state monitorate attentamente, con progressi registrati nel corso di settimane e mesi piuttosto che in giorni, confermando la necessità di percorsi riabilitativi strutturati e multidisciplinari.

Prospettive cliniche e regolatorie

I risultati aprono scenari di sperimentazione più ampia: è necessario verificare replicabilità e durata degli effetti in un numero maggiore di pazienti e in contesti diversi. Anche le autorità regolatorie europee e nazionali dovranno valutare come inquadrare la procedura — se come un uso innovativo di dispositivi già autorizzati o come nuovo dispositivo medtech — e definire percorsi di rimborso per l’eventuale diffusione clinica.

Dal punto di vista sanitario, un’adozione su scala potrebbe richiedere investimenti in formazione dei team riabilitativi, aggiornamento dei centri di riferimento e sviluppo di linee guida che identifichino i candidati ideali, i tempi di intervento e i protocolli di follow‑up.

Impatto sul mercato e opportunità industriali

La tecnica mette in luce un segmento di mercato in crescita: dispositivi di neuromodulazione e soluzioni integrate per la riabilitazione neurologica. Produttori di stimolatori, centri di ricerca e startup specializzate in tecnologie riabilitative potrebbero trovare nuove opportunità di sviluppo, partnership e trasferimento tecnologico, soprattutto se la procedura dovesse consolidarsi come standard terapeutico.

Per il sistema sanitario italiano e per le regioni, la diffusione di approcci che riducano la disabilità motoria cronica potrebbe tradursi in minori costi di assistenza a lungo termine, ma richiederà scelte strategiche su investimenti iniziali, percorsi di rimborso e organizzazione dei servizi territoriali.

Passi futuri e sfide

Tra le principali sfide rimangono la verifica degli esiti nel medio‑lungo termine, la generalizzabilità a età più avanzate e a lesioni con caratteristiche diverse, e l’integrazione della tecnica nei percorsi clinici esistenti. È inoltre necessario chiarire gli aspetti economici legati a impianto, dispositivi di supporto e programmi riabilitativi intensivi per renderne sostenibile l’adozione su larga scala.

Se confermati, i risultati potrebbero però segnare un cambiamento significativo nella gestione della lesione midollare cronica, offrendo un modello di intervento meno invasivo e più orientato alla partecipazione attiva del paziente nel recupero motorio.

In sintesi

  • La diffusione della tecnica potrebbe spostare parte della spesa sanitaria da assistenza a lungo termine verso investimenti in riabilitazione avanzata e tecnologia medica, con risparmi potenziali a medio termine.
  • Per gli investitori del settore biotech e device, l’approccio segnala opportunità in prodotti di neuromodulazione e servizi integrati di riabilitazione, specie se accompagnati da percorsi chiari di rimborso in Italia e nell’UE.
  • La necessità di formazione specialistica e di centri attrezzati rappresenta un potenziale volano occupazionale e industriale per realtà regionali interessate a posizionarsi come hub per la riabilitazione neurologica.


Author: Tony
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