Pos spinge il boom del contactless, ma il contante resta il protagonista nei negozi
- 27 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel 2025 l’88% dei pagamenti al Pos in Italia è stato effettuato in modalità contactless e il 24% delle transazioni è transitato tramite smartphone o smartwatch, rendendo sempre più raro l’inserimento fisico della carta nel terminale.
Tuttavia, dall’indagine Space della Banca Centrale Europea relativa al 2024 emerge che il contante rimane lo strumento maggiormente impiegato nei punti vendita: il 61% dei pagamenti, in termini di numero di operazioni, avviene ancora con banconote e monete.
Volumi e dinamiche recenti
Il nuovo report della Banca d’Italia mostra come, tra il 2018 e il 2025, le operazioni effettuate con strumenti alternativi al contante siano più che raddoppiate, superando i 16 miliardi di transazioni complessive. La trasformazione si è accelerata durante la pandemia e si è consolidata nei successivi anni, segnando un cambiamento strutturale nelle abitudini di pagamento degli italiani.
Il ruolo dominante delle carte
A guidare la transizione sono state soprattutto le carte, che nel 2025 rappresentavano il 75% delle operazioni non in contante, rispetto al 63% nel 2018. Tra il 2022 e il 2025 i pagamenti con carta al Pos sono passati da circa 6 a oltre 10 miliardi di operazioni, con un tasso medio annuo del 15,7%.
La crescita non è uniforme tra i diversi prodotti: le carte di debito segnano un +17,1% medio annuo, le carte prepagate un +15,1% e le carte di credito un +9,1%. Nel 2025 le carte di debit coprono il 71,2% delle operazioni al Pos, le prepagate il 17,4% e il credito l’11,6%.
Persistenza del contante
Il contante non è scomparso, ma si è ridimensionato: i prelievi sono scesi da circa 1,4 miliardi di operazioni nel 2018 a poco più di 1,2 miliardi nel 2025, con la contrazione più marcata nel 2020 e una successiva stabilizzazione su livelli inferiori rispetto al passato.
L’Atm resta il canale dominante per l’accesso al contante, coprendo l’88% dei prelievi nel 2025. Il prelievo in cassa presso il punto vendita, sebbene in crescita, rappresenta solo lo 0,3% del totale.
Divari territoriali e accesso ai servizi
I divari geografici permangono ma si stanno riducendo: tra il 2020 e il 2025 le operazioni pro capite con strumenti alternativi al contante sono aumentate dell’88% nel Centro e del 121% nel Mezzogiorno, partendo però da livelli di base diversi.
Nel 2025 le operazioni pro capite con carta al Pos restano 194 nel Lazio contro 124 nel Mezzogiorno, a conferma di una diffusione maggiore nelle aree centrali e settentrionali rispetto al Sud.
La rete fisica per il contante si è contratta: le filiali bancarie sono scese da 34.000 nel 2008 a poco più di 19.000 nel 2025 (-40%). Nonostante ciò, il 98% della popolazione italiana risiede entro 5 chilometri da un punto di accesso al contante, con una distanza media di 1,2 chilometri.
Implicazioni per operatori e regolatori
La convergenza verso pagamenti digitali e contactless implica investimenti continui in infrastrutture tecnologiche per esercenti, banche e fornitori di servizi di pagamento. Per le piccole imprese ciò comporta costi iniziali ma anche opportunità di efficienza operativa e riduzione del contante in cassa, con effetti positivi sulla sicurezza e sulla gestione finanziaria.
Per istituzioni come la Banca Centrale Europea e la Banca d’Italia, la sfida è bilanciare la promozione dell’innovazione con la tutela dell’inclusione finanziaria: mantenere l’accesso al contante per le fasce più vulnerabili e nelle aree meno digitalizzate resta una priorità di policy.
Parallelamente, l’espansione delle carte e dei pagamenti contactless favorisce l’ingresso di operatori fintech e di nuovi modelli di business nel mercato dei pagamenti, ampliando la concorrenza ma richiedendo regole chiare su interoperabilità, sicurezza dei dati e costi per i consumatori.
Sicurezza, privacy e comportamenti dei consumatori
L’aumento dei pagamenti digitali richiede attenzione a sicurezza informatica e protezione della privacy: gli operatori devono rafforzare i sistemi antifrode e garantire trasparenza sulle commissioni. Allo stesso tempo, la familiarità con strumenti contactless sta cambiando le abitudini quotidiane, con un crescente apprezzamento per rapidità e praticità.
Infine, il persistere dell’uso del contante evidenzia che la transizione è parziale e multilivello: tecnologia e cultura finanziaria procedono in parallelo, e le politiche pubbliche dovranno accompagnare entrambe per evitare esclusioni e diseguaglianze territoriali.
In sintesi
- La diffusione massiccia dei pagamenti contactless riduce i costi operativi per esercenti e può favorire una maggiore efficienza finanziaria, ma richiede investimenti tecnologici iniziali, soprattutto per le piccole imprese.
- Gli investitori dovrebbero monitorare operatori di pagamento e fintech, settore in espansione che beneficia della crescente domanda di soluzioni digitali e dell’aumento delle transazioni non in contante.
- La contrazione delle filiali bancarie e la riduzione dei prelievi sottolineano la necessità di politiche pubbliche per garantire l’accesso al contante e la coesione territoriale, con possibili impatti su servizi locali e sull’inclusione finanziaria.