Trump avrebbe fatto perdere agli investitori 4,7 miliardi di dollari tramite schemi legati alle criptovalute, secondo Public Citizen
- 28 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Public Citizen ha stimato che, a partire dal 2022, gli investitori hanno accumulato perdite per almeno 4,7 miliardi di dollari a causa delle iniziative di asset digitali promosse da Donald Trump e da membri della sua famiglia.
Secondo il rapporto, le perdite provengono principalmente da quattro iniziative: il token di governance di World Liberty Financial, le card non fungibili (NFT) lanciate nel 2022, la memecoin TRUMP e la tesoreria di asset digitali collegata a Trump Media.
La quota maggiore delle perdite stimate sarebbe attribuibile alla memecoin: circa 3,2 miliardi di dollari, mentre gli acquirenti della stablecoin USD1 di World Liberty Financial non avrebbero subito danni significativi. Public Citizen ha osservato:
“Nel caso della memecoin, le perdite rappresentano una ricchezza trasferita a un piccolo gruppo di acquirenti iniziali piuttosto che denaro semplicemente scomparso.”
Il report attribuisce inoltre a Donald Trump guadagni collegati alle attività crittografiche: circa 7,2 milioni di dollari da commissioni e royalties sugli NFT, oltre 600 milioni di dollari derivanti dalla vendita di token di World Liberty Financial e dalla cessione di una partecipazione azionaria, 635 milioni di dollari in commissioni di licenza per la memecoin e 197 milioni di dollari da apporti patrimoniali verso World Liberty. Tali cifre non includono la valutazione delle partecipazioni che il presidente potrebbe ancora detenere. Parte di questi importi compare nelle dichiarazioni finanziarie presentate per il 2025, dove si riportano 1,4 miliardi di dollari di entrate legate alle attività crypto.
La Casa Bianca non ha fornito una risposta immediata alla richiesta di commento. Anna Kelly ha dichiarato:
“Non ci sono conflitti di interesse.”
Richieste di norme etiche nel disegno di legge sulle cripto
Nel contesto delle attività crittografiche della famiglia presidenziale, Public Citizen ha rilanciato l’appello a inserire disposizioni etiche nel disegno di legge che intende definire la struttura di mercato per gli asset digitali, il cosiddetto Digital Asset Market Clarity (CLARITY) Act. L’organizzazione sostiene che le scelte di politica pubblica e il portafoglio personale del presidente non possono essere separati e che qualsiasi normativa significativa dovrebbe obbligare il presidente degli Stati Uniti e i suoi familiari alla dismissione degli interessi nel settore.
Il disegno di legge è pensato per chiarire ruoli e responsabilità tra autorità di regolamentazione, definire criteri per i token digitali e stabilire norme di trasparenza per gli scambi. Al momento, è prevista una votazione di procedura («cloture») il 15 settembre, atto che richiederà il sostegno di almeno 60 senatori per consentire l’avanzamento della discussione e l’eventuale esame sostanziale del testo.
Incontri politici e posizioni del settore
Recentemente Donald Trump ha incontrato dirigenti del settore crypto e ha chiesto l’approvazione di una versione «equa» del CLARITY Act quando il Senato riprenderà i lavori. La pressione politica e il confronto con gli operatori di mercato mantengono alta l’attenzione sulle regole che verranno adottate, con possibili conseguenze sulle dinamiche di prezzo e sulle pratiche di governance delle piattaforme e dei token.
La vicenda mette in luce questioni sistemiche: la natura altamente volatile di memecoin e NFT tende a favorire guadagni rapidi per pochi investitori iniziali, mentre gli investitori retail sopportano il rischio di perdite ingenti. Al contempo, la definizione normativa americana ha effetti indiretti sui mercati europei e sulle piattaforme regolamentate che operano a livello globale.
Per gli investitori e i consulenti finanziari italiani è importante monitorare due aspetti: l’evoluzione normativa negli Stati Uniti, che può ridefinire standard di listing e compliance, e la crescente attenzione sulle regole etiche per amministratori e figure politiche, che potrebbe introdurre precedenti normativi applicabili anche in contesti internazionali.
Infine, la capacità del Congresso di approvare norme chiare determinerà in gran parte la direzione futura del mercato crypto: una regolamentazione solida potrebbe favorire l’ingresso di investitori istituzionali e una maggiore stabilità, mentre l’assenza di regole condivise alimenta ancora incertezza e rischi sistemici.
In sintesi
- La concentrazione delle perdite sulla memecoin mette in evidenza la vulnerabilità degli investitori retail a fenomeni di trasferimento di ricchezza verso acquirenti iniziali; per gli operatori italiani serve maggiore attenzione ai meccanismi di mercato e alla due diligence su token illiquidi.
- Se il CLARITY Act includerà norme etiche vincolanti, potremmo assistere a un effetto domino sui requisiti di trasparenza e conflitti d’interesse anche in Europa, con impatti su governance aziendale e valutazioni di progetto.
- Una regolamentazione statunitense chiara potrebbe incentivare l’afflusso di investitori istituzionali e migliorare la qualità dell’offerta, ma nel breve periodo la situazione rimane volatile e richiede strategie di gestione del rischio per i portafogli italiani esposti a crypto.