Pernod Ricard chiude l’esercizio con ricavi a 9,4 miliardi e punta alla stabilizzazione nel 2026-2027

Pernod Ricard — nella foto, il CEO Alexandre Ricard — affronta una fase di rallentamento nei principali mercati internazionali, con l’obiettivo di riportare progressivamente il business su un percorso di stabilità. Il gruppo francese degli alcolici ha chiuso l’esercizio 2025-2026 con ricavi pari a 9,4 miliardi di euro, in diminuzione del 14,2% rispetto ai 10,96 miliardi dell’esercizio precedente.

Sulla performance incidono soprattutto le difficoltà registrate nei mercati americani, insieme alla contrazione della Cina e, in misura più contenuta, dell’Europa. Il perimetro delle attività è stato inoltre modificato dalla cessione di alcuni marchi, tra cui il whisky Imperial Blue.

Il mercato americano pesa sui risultati

Le Americhe rappresentano uno dei principali elementi di pressione per Pernod Ricard, con una flessione complessiva del 10%. Particolarmente significativo è il risultato degli Stati Uniti, dove la contrazione raggiunge il 14%.

La debolezza del mercato statunitense assume un’importanza strategica anche nelle prospettive di medio periodo indicate dal gruppo. Proprio l’attuale situazione negli USA viene infatti presa come riferimento da Pernod Ricard per definire le aspettative di crescita fino all’esercizio 2028-2029.

Cina in contrazione, India in crescita

Il quadro internazionale rimane differenziato. In Cina il gruppo registra una diminuzione del 19%, confermando le difficoltà incontrate in uno dei mercati asiatici di maggiore rilevanza.

In Europa, invece, la flessione è più contenuta e si attesta al 3%. La situazione risulta stabile nell’area Asia-Pacifico, all’interno della quale emerge la performance dell’India, che mette a segno una crescita del 7%.

La diversa evoluzione geografica mette quindi Pernod Ricard di fronte alla necessità di gestire contemporaneamente mercati maturi in rallentamento e aree che continuano a offrire opportunità di sviluppo.

Le cessioni modificano il perimetro del gruppo

Sul confronto con l’esercizio precedente incidono anche le operazioni sul portafoglio dei marchi. Tra queste figura la cessione del whisky Imperial Blue, che ha determinato una riduzione del perimetro di consolidamento di Pernod Ricard.

Il gruppo si trova dunque ad affrontare una fase caratterizzata non soltanto dalla debolezza della domanda in alcuni mercati, ma anche da un’evoluzione della propria struttura e del portafoglio di attività.

Il risultato netto consolidato dell’esercizio si attesta a 1,2 miliardi di euro, con una contrazione del 26%.

Le prospettive per il 2026-2027

Per l’esercizio 2026-2027, Pernod Ricard prevede una situazione sostanzialmente stabile sul fronte dei ricavi. L’obiettivo immediato è quindi affrontare le attuali condizioni di mercato prima di tornare a una traiettoria di crescita negli esercizi successivi.

Guardando più avanti, fino all’esercizio 2028-2029, il gruppo prevede una crescita del fatturato collocata nella parte bassa della forchetta compresa tra il 3% e il 6%, sulla base dell’attuale debolezza del mercato americano.

La sfida per Pernod Ricard sarà quindi quella di bilanciare la pressione proveniente da Stati Uniti e Cina con le opportunità presenti nei mercati più dinamici, a partire dall’India, accompagnando contemporaneamente l’evoluzione del proprio portafoglio di marchi.