Bank of England, il mercato rinvia al 2027 le attese per un rialzo dei tassi

Le aspettative sulle prossime decisioni della Bank of England stanno cambiando: gli investitori vedono ora nel 2027 l’orizzonte più probabile per una nuova stretta della politica monetaria britannica. Il quadro riflette soprattutto la combinazione tra un’inflazione ancora sopra l’obiettivo e i segnali di debolezza provenienti dal mercato del lavoro.

Secondo le indicazioni incorporate nei prezzi di mercato, un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base non risulta pienamente scontato prima della riunione di febbraio 2027.

Le aspettative sulle prossime riunioni

I dati LSEG mostrano differenze significative tra le diverse scadenze considerate dagli operatori. Per la riunione del 17 dicembre risultano incorporati 24,3 punti base di rialzo, mentre per quella del 4 febbraio 2027 il mercato arriva a scontarne circa 36.

Molto più contenute sono invece le aspettative per settembre: meno di quattro punti base, corrispondenti a una probabilità di circa il 15% di un aumento dei tassi.

Il progressivo spostamento delle aspettative evidenzia quindi un atteggiamento prudente sulla possibilità che la Bank of England intervenga nel breve periodo.

Inflazione al 2,9% e mercato del lavoro debole

Uno degli elementi centrali per le prossime valutazioni della banca centrale resta l’andamento dell’inflazione britannica, salita al 2,9% a luglio. Il dato mantiene alta l’attenzione sulle pressioni sui prezzi e sulla loro possibile evoluzione nei prossimi mesi.

Allo stesso tempo, il mercato del lavoro britannico continua a mostrare segnali di debolezza. È proprio l’equilibrio tra controllo dell’inflazione e condizioni dell’economia reale a rendere più complessa la definizione della futura traiettoria dei tassi.

La Bank of England dovrà quindi valutare se le pressioni inflazionistiche richiedano una politica più restrittiva oppure se il rallentamento del mercato del lavoro suggerisca maggiore cautela.

L’incertezza geopolitica entra nelle valutazioni

A complicare lo scenario contribuisce anche l’incertezza geopolitica, con particolare attenzione alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Gli investitori stanno valutando le possibili conseguenze del conflitto sulle prospettive dell’inflazione e, di riflesso, sulle future scelte di politica monetaria britannica.

Eventuali nuove pressioni sui prezzi potrebbero infatti modificare il quadro che oggi porta il mercato a spostare più avanti le aspettative per una stretta monetaria.

Attenzione alle indicazioni da Jackson Hole

Un altro appuntamento seguito dagli operatori è Jackson Hole, dove è atteso il discorso del Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh.

Le indicazioni provenienti dalla Federal Reserve saranno osservate anche fuori dagli Stati Uniti, perché potrebbero offrire ulteriori elementi sullo scenario monetario internazionale e sull’approccio delle principali banche centrali alle persistenti pressioni inflazionistiche.

Per la Bank of England, la sfida resta dunque quella di calibrare le prossime decisioni tenendo insieme andamento dei prezzi, condizioni del lavoro e rischi derivanti dal contesto internazionale. Al momento, le aspettative degli investitori indicano che una stretta pienamente incorporata nelle previsioni di mercato si colloca soltanto nel 2027.