Pensioni: Calderone studia un fondo previdenziale per i nuovi nati
- 23 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Inps, Covip e Ania avevano già manifestato attenzione sull’ipotesi: ora anche Marina Calderone, ministro del Lavoro, si è detta favorevole a esplorare l’idea di un fondo previdenziale alla nascita, che partirebbe con un apporto pubblico iniziale per poi essere alimentato da versamenti dei familiari e, in seguito, del beneficiario stesso.
Marina Calderone ha dichiarato:
“Stiamo valutando la fattibilità di un fondo previdenziale alla nascita. Le risorse possono essere reperite senza sottrarle ad altri strumenti e, per avviare il fondo, sono sufficienti importi contenuti.”
L’idea si inserisce in un dibattito europeo già avviato: in Germania il governo ha recentemente approvato un meccanismo analogo, con un versamento di base pari a 10 euro al mese. La proposta italiana, come illustrata dalla ministra, prevederebbe una fase di start-up coperta dallo Stato e una progressiva responsabilizzazione dei nuclei familiari verso un accumulo previdenziale individuale.
Dal punto di vista tecnico, un fondo di questo tipo implicherebbe scelte su governance, strumenti d’investimento e regole di accesso. La componente pubblica iniziale potrebbe fungere da leva per attrarre risorse private o contributi volontari, ma richiederà anche una valutazione attuariale per misurarne l’impatto sui conti pubblici nel medio-lungo periodo e per garantire trasparenza nella gestione.
La ministra ha inoltre ribadito l’intenzione di confermare, nella manovra 2027, il pacchetto lavoro varato nella legge di bilancio 2026, che contiene incentivi fiscali legati ai rinnovi contrattuali e alla produttività.
Marina Calderone ha spiegato:
“L’obiettivo è confermare gli sconti sui rinnovi contrattuali e mantenere la tassazione agevolata all’1% sui premi di produttività fino a cinquemila euro. Queste misure hanno già prodotto un aumento significativo dei contratti depositati e un incremento medio dei premi aziendali.”
La misura sulla fiscalità agevolata mirava a incentivare la contrattazione di secondo livello e a sostenere salari legati alla produttività. Secondo la ministra, dove è presente la contrattazione aziendale i lavoratori hanno beneficiato di premi mediamente più elevati, contribuendo anche a una più ampia diffusione delle pratiche di welfare aziendale.
Sul fronte della formazione, il governo intende rafforzare le risorse per percorsi sia iniziali sia di aggiornamento continuo, collegandoli alle trasformazioni tecnologiche del mercato del lavoro. Tra gli strumenti citati figurano il Fondo nuove competenze e le Its Academy, realtà che negli ultimi anni, anche grazie a finanziamenti europei, hanno mostrato risultati rilevanti in termini di occupabilità e specializzazione.
Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e esponente della Lega, ha affrontato il tema in occasione del Meeting di Rimini, ribadendo l’importanza di mantenere le misure adottate e aprendo al dibattito su una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro.
Claudio Durigon ha dichiarato:
“Sarebbe opportuno confermare le misure già introdotte, come la detassazione degli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, e potenziare gli incentivi al welfare aziendale. Stiamo valutando la possibilità di introdurre nella manovra una flessibilità in uscita che, nel rispetto della libera scelta dei lavoratori, consenta l’accesso alla pensione a 64 anni.”
La proposta di introdurre opzioni più flessibili per l’uscita dal lavoro apre questioni complesse: da un lato risponde alle richieste di alcuni settori e lavoratori che temono l’allungamento dell’età pensionabile, dall’altro implica valutazioni su sostenibilità finanziaria e ricadute sul mercato del lavoro, in particolare riguardo alla partecipazione dei giovani e alla capacità delle aziende di adattarsi a processi di automazione e intelligenza artificiale.
Nei prossimi mesi il percorso politico dovrà definire coperture, scadenze e modalità di attuazione sia per il fondo alla nascita sia per le eventuali modifiche pensionistiche. L’interlocuzione con enti previdenziali, rappresentanze datoriali e sindacali sarà determinante per tradurre le proposte in misure concrete e sostenibili.
In sintesi
- Un fondo previdenziale alla nascita potrebbe creare una nuova base di risparmio previdenziale privato, sollecitando il mercato dei prodotti previdenziali e assicurativi a proporre soluzioni dedicate alle famiglie.
- L’apporto pubblico iniziale agirebbe da catalizzatore, ma richiederà regole chiare sulla governance e rendimenti attesi per evitare oneri imprevisti per le finanze pubbliche.
- La conferma della detassazione sui premi di produttività e gli incentivi al welfare aziendale rappresentano segnali positivi per la produttività aziendale, con potenziali effetti di breve termine sui redditi netti dei lavoratori e di medio termine sulla competitività delle imprese.
- Qualsiasi intervento sulla flessibilità in uscita dovrà bilanciare le esigenze di tutela dei redditi da pensione con la necessità di preservare la sostenibilità contributiva e incentivare l’occupazione giovanile.