Uno studio della Fed trova che le convinzioni degli investitori alimentano la volatilità delle criptovalute

Un nuovo working paper del Federal Reserve Bank of Cleveland propone una spiegazione stimolante del perché le criptovalute si comportino in modo così diverso rispetto agli asset finanziari tradizionali: gli americani che comprano crypto non si distinguono soltanto per età o propensione al rischio, ma condividono convinzioni radicalmente differenti sulle prospettive di rendimento di questi asset.

Utilizzando ripetuti sondaggi che in alcune ondate hanno coinvolto fino a 25.000 famiglie negli Stati Uniti, i ricercatori Michael Weber, Bernardo Candia, Olivier Coibion e Yuriy Gorodnichenko mostrano che le aspettative sui rendimenti spiegano una porzione maggiore della variazione nella proprietà di criptovalute rispetto a un ampio insieme di caratteristiche demografiche.

Metodo e principali risultati

Il documento, presentato con approccio empirico e sperimentale, evidenzia due risultati chiave. Primo: le aspettative sui rendimenti futuri sono un predittore molto potente del possesso di crypto. Secondo: informazioni semplici e recenti sui rendimenti possono modificare sia le intenzioni di investimento sia i comportamenti effettivi di acquisto.

In particolare, dagli stessi sondaggi emerge che nella rilevazione del 2021 l’87% degli intervistati non proprietari di criptovalute dichiarava di non sapere quale rendimento attendersi nell’anno successivo; tra i possessori la percentuale di ignoranza era comunque rilevante e pari al 54%.

Aspettative di rendimento e possesso

Per chi era in grado di formulare una previsione, la distanza era significativa: i possessori prevedevano in media un rendimento annuale del 22% per le criptovalute, contro il 7% dichiarato dai non possessori. I ricercatori quantificano una relazione forte: un aumento di un punto percentuale nelle aspettative di rendimento è associato a un incremento di circa 0,8 punti percentuali nella probabilità di possedere criptovalute.

Questa dinamica contrasta nettamente con il comportamento osservato per asset tradizionali come azioni, obbligazioni e oro, dove le caratteristiche demografiche e finanziarie spiegano maggiormente la partecipazione rispetto alle differenze nelle aspettative di rendimento.

Profilo demografico degli investitori

Nonostante la rilevanza delle aspettative, il profilo demografico degli investitori in crypto resta distintivo: individui sotto i 40 anni risultano circa 13 punti percentuali più propensi a detenere criptovalute rispetto a persone con più di 60 anni, dopo aver controllato per altre variabili. Gli uomini mostrano una probabilità superiore di circa 4 punti percentuali rispetto alle donne, e i nuclei familiari con redditi e ricchezza più elevati partecipano con maggiore frequenza al mercato crypto.

L’esperimento informativo

Una parte cruciale del lavoro è un esperimento casuale in cui, nel 2025, alcune famiglie hanno ricevuto informazioni sui rendimenti recenti di Bitcoin (BTC), altre sui rendimenti di azioni, su un titolo molto discusso o sull’inflazione. Mostrare il rendimento annuo di Bitcoin (BTC) ha aumentato l’allocazione desiderata in criptovalute di circa 2 punti percentuali, corrispondenti a un incremento del 47% rispetto al 4,3% di allocazione preferita nel gruppo di controllo.

Le stesse informazioni hanno indotto un aumento effettivo degli acquisti di criptovalute pari a circa 2,5 punti percentuali. I ricercatori hanno osservato:

Michael Weber, Bernardo Candia, Olivier Coibion e Yuriy Gorodnichenko hanno scritto:

“Fornire informazioni sui rendimenti recenti di Bitcoin induce alcune famiglie a cominciare a comprare criptovalute.”

L’effetto informativo è stato concentrato tra coloro che dichiaravano di non possedere crypto perché mancavano loro informazioni adeguate; chi era già convinto che le criptovalute fossero un cattivo investimento non ha modificato il proprio comportamento in seguito al trattamento informativo.

Effetti sul consumo e natura dei guadagni

Il paper analizza anche come la ricchezza da crypto si traduca in spesa delle famiglie. Un raddoppio del prezzo di Bitcoin (BTC) rende una famiglia che detiene l’intero portafoglio finanziario in crypto 1,4 punti percentuali più propensa ad acquistare un bene durevole, corrispondente a un aumento di circa il 7% rispetto alla probabilità incondizionata di tale acquisto.

Tuttavia, questo impulso non si è riflesso in una crescita persistente dei consumi correnti, inducendo gli autori a una comparazione netta: i guadagni da crypto sembrano essere trattati più come “redditi da gioco” o vincite occasionali che come un incremento permanente della ricchezza.

Implicazioni più ampie per la volatilità

I ricercatori evidenziano un meccanismo che può alimentare bolle speculative: i rendimenti passati attraggono nuovi partecipanti, i loro acquisti spingono i prezzi verso l’alto e i guadagni rafforzano le aspettative rialziste, creando un ciclo di retroazione. In mancanza di informazioni condivise e di credenze comuni sugli asset crypto, la volatilità dei prezzi può restare una caratteristica strutturale di questo mercato.

Come osservano gli autori:

“L’assenza di informazioni comuni e di credenze condivise sulle criptovalute tra gli investitori suggerisce che la volatilità dei prezzi continuerà a essere una delle caratteristiche più distintive di questo nuovo asset nel prossimo futuro.”

Rilevanza per il contesto italiano ed europeo

Per i lettori e gli investitori in Italia e in Europa la ricerca solleva questioni pratiche: la sensibilità delle decisioni di acquisto alle informazioni sui rendimenti passati accentua il ruolo dei canali informativi e della consulenza finanziaria nella formazione delle aspettative. Autorità di vigilanza e consulenti dovrebbero tenere conto del fatto che semplici messaggi pubblici o report mediatici possono influenzare rapidamente il flusso di risparmio verso asset altamente volatili.

Inoltre, se i guadagni da crypto vengono percepiti come occasionali, le implicazioni fiscali e di pianificazione patrimoniale diventano diverse rispetto a quelle derivanti da incrementi di ricchezza duraturi, con possibili conseguenze su tassazione, tutela dei consumatori e requisiti di adeguatezza nelle raccomandazioni di investimento.

Conclusioni

Il lavoro del Federal Reserve Bank of Cleveland mette in luce che la natura divergente delle aspettative tra investitori è un elemento centrale per comprendere la dinamica delle criptovalute. La combinazione di conoscenza limitata, forti differenze di convinzioni e sensibilità alle informazioni sui rendimenti passati può spiegare sia la persistenza della volatilità sia come i rally possano generare nuove ondate di domanda al dettaglio.

Per i policymaker, gli operatori dei mercati e i consulenti finanziari il messaggio è chiaro: migliorare la qualità e la diffusione delle informazioni e rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria può contribuire a mitigare comportamenti di massa guidati da segnali semplicistici, ma è probabile che l’alta variabilità dei prezzi rimanga un tratto distintivo di questo settore ancora in fase di maturazione.

In sintesi

  • La forte dipendenza della proprietà di crypto dalle aspettative di rendimento indica che la domanda retail è altamente sensibile alla narrazione sui rendimenti passati, aumentando il rischio di cicli di retroazione prezzo-aspettative.
  • Per gli investitori italiani, la facilità con cui informazioni semplici possono indurre acquisti sottolinea la necessità di consulenza indipendente e di una valutazione più rigorosa della tolleranza al rischio.
  • Le autorità di vigilanza europee e italiane dovrebbero considerare misure di trasparenza e educazione finanziaria per ridurre i comportamenti speculativi indotti da segnali informativi semplicistici.


Author: Tony
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