GnosisDAO dà il via libera a Gnosis Chain come hub economico per Ethereum

GnosisDAO ha approvato la proposta di trasformare Gnosis Chain da una rete layer-1 autonoma a un rollup certificato da prove zk all’interno di una Ethereum Economic Zone (EEZ).

La proposta GIP-153 ha raccolto il sostegno di 123.158 GNO, con 115 voti contrari e 151 astenuti, su un totale di 54 votanti; la partecipazione ha raggiunto 123.425 GNO, superando il quorum fissato a 75.000.

Secondo il piano, l’insieme dei validatori di Gnosis Chain verrebbe dismesso e le transazioni verrebbero regolate su Ethereum, rendendo Gnosis Chain un layer-2 che si affida ai validatori della mainnet per la finalità delle operazioni. Il lancio iniziale è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, subordinato alla maturità delle tecnologie EEZ necessarie.

La modifica permetterebbe agli smart contract nativi di Gnosis Chain di invocare direttamente Ethereum e usare i risultati all’interno della stessa transazione, aprendo l’accesso agli asset e alla liquidità della mainnet in un ambiente ottimizzato per gli utenti, una funzionalità che la proposta ritiene non pienamente disponibile sugli attuali L2.

Cos’è l’EEZ e chi la sviluppa

L’Ethereum Economic Zone è un quadro progettuale per creare rollup allineati a Ethereum, sviluppato congiuntamente da Gnosis e ZisK, con finanziamenti della Ethereum Foundation. L’obiettivo è ridurre la frammentazione del panorama degli L2 consentendo l’esecuzione sincrona di smart contract tra rollup differenti senza ricorrere a bridge esterni.

La proposta affronta uno dei principali compromessi nello scaling di Ethereum: l’aumento della capacità tramite molteplici L2 ha infatti disperso liquidità, infrastrutture e attività utente su catene separate, riducendo interoperabilità e composabilità.

Gnosis Chain sarebbe la prima istanza EEZ messa in produzione, mantenendo le applicazioni esistenti, i saldi degli utenti e il token gas xDAI.

Voci della comunità e preoccupazioni tecniche

Vitalik Buterin ha espresso in passato preoccupazioni riguardo ai sequencer centralizzati e ai meccanismi di bridging affidabili, indicandoli come possibili punti deboli in alcuni design L2. Egli ha scritto:

“La visione originale degli L2 e il loro ruolo in Ethereum non ha più senso così com’è, e serve un nuovo percorso.”

I dati di riferimento mostrano che, a oggi, 22 rollup di Ethereum assicurano complessivamente decine di miliardi di dollari in valore bloccato; includendo validium, optimistic e altre soluzioni di scaling, la cifra totale protetta risulta sensibilmente superiore.

Valutazioni finanziarie e impatto sull’ecosistema

Geoffrey Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali di Standard Chartered, ha sottolineato come l’EEZ possa diminuire la dipendenza da bridge — punti dove avvengono frequentemente gli attacchi — e migliorare l’usabilità degli asset nelle catene compatibili con l’EVM.

Secondo la sua analisi, la riduzione dell’uso di bridge e l’aumento della composabilità tra asset sono fattori che potrebbero stimolare un aumento delle attività all’interno dell’ecosistema Ethereum, con benefici per sviluppatori, fornitori di liquidità e utenti finali.

In termini pratici, una EEZ funzionante permette a smart contract appartenenti a reti diverse di interagire nello stesso contesto transazionale, riducendo latenza e complessità operativa rispetto all’attuale uso diffuso di ponti e meccanismi di riconciliazione esterni.

Rischi, tempistiche e considerazioni per gli investitori

La transizione proposta presenta vantaggi infrastrutturali ma anche rischi: la dipendenza tecnologica da soluzioni zk ancora in fase di sviluppo, la governance della nuova architettura e la gestione della migrazione degli attivi e delle dApp richiedono attenzione. Il successo dipenderà dalla robustezza delle prove zk, dalla sicurezza dei sequencer e dalla chiarezza regolamentare sul trattamento degli asset cross-rollup.

Per gli investitori e gli operatori italiani, l’adozione di un modello EEZ potrebbe rendere più fluida l’accessibilità alla liquidità di Ethereum senza rinunciare a un ambiente dedicato all’ottimizzazione dei costi e dell’esperienza utente. Tuttavia, è prudente valutare esposizione e scorte di rischio finché la tecnologia non dimostri resilienza su larga scala.

Dal punto di vista regolamentare, l’introduzione di zone economiche su blockchain solleva interrogativi su natura giuridica degli asset, responsabilità degli operatori di sequencer e requisiti di compliance transfrontaliera. Autorità e operatori dovranno collaborare per definire standard che garantiscano sicurezza e tutela degli utenti.

Prossimi passi e tempistiche attese

Con l’approvazione del voto, la comunità e gli sviluppatori entreranno ora nella fase di progettazione e realizzazione tecnica per adattare Gnosis Chain al modello EEZ. I tempi indicativi puntano verso la fine del 2026 o l’inizio del 2027, ma tale calendario rimane condizionato alla maturità delle soluzioni ZK e all’esito dei test di sicurezza e interoperabilità.

Nel frattempo, gli stakeholder monitoreranno lo sviluppo degli strumenti di migrazione, la governance della nuova architettura e l’evoluzione della domanda di mercato per servizi compatibili con l’EVM all’interno dell’EEZ.

In sintesi

  • L’adozione dell’EEZ per Gnosis Chain potrebbe ridurre la frammentazione della liquidità tra L2, migliorando la composabilità degli asset e aumentando l’efficienza delle transazioni per applicazioni italiane che si basano su Ethereum.
  • Per gli investitori, la transizione offre opportunità di accesso a nuovi flussi di liquidità ma richiede cautela: la tecnologia zk e la governance del nuovo modello rappresentano fattori critici di rischio che influenzeranno il profilo rendimento-rischio.
  • Dal punto di vista macroeconomico, una maggiore interoperabilità tra rollup può attirare più attività e capitale verso l’ecosistema Ethereum, con potenziali effetti positivi su infrastrutture di custodia, servizi di brokeraggio e prodotti finanziari regolamentati in Europa.


Author: Tony
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