Daniele Iarussi guida i risparmiatori nella nuova fase giudiziaria del caso Mariella Burani

La lunga vicenda giudiziaria legata al crack di Mariella Burani Fashion Group S.p.A. entra in una nuova fase sul fronte della tutela dei piccoli risparmiatori. Al centro dell’azione legale c’è l’Avv. Daniele Iarussi, Coordinatore del collegio difensivo degli azionisti danneggiati, che insieme all’Avv. Michela Pignatelli ha seguito il complesso giudizio civile davanti alla Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Bologna.

La sentenza di primo grado, pronunciata nel giugno 2026, chiude infatti un procedimento civile sviluppatosi nell’arco di otto anni e collegato al crack societario avvenuto nel 2010. Per il gruppo di circa venti piccoli azionisti rappresentati dal collegio difensivo, il percorso ha portato alla definizione di accordi transattivi riservati con alcuni dei principali convenuti e apre ora alla valutazione di ulteriori iniziative giudiziarie.

Il ruolo di Daniele Iarussi nella tutela dei risparmiatori

L’Avv. Daniele Iarussi, del Foro di Mantova, ha coordinato la strategia del collegio legale chiamato ad assistere un gruppo di risparmiatori che aveva investito una parte rilevante dei propri risparmi nelle società del gruppo.

Al suo fianco ha operato l’Avv. Michela Pignatelli, componente del collegio e domiciliataria della causa presso la sede giudiziaria di Bologna.

Il lavoro del pool legale si è concentrato sulla tutela delle posizioni individuali dei piccoli azionisti e sulla gestione dei complessi profili tecnici del contenzioso. Nel corso del procedimento sono stati raggiunti accordi transattivi con alcuni dei convenuti citati in giudizio, determinandone la progressiva uscita dal processo a fronte di forme di ristoro.

Importi e condizioni delle intese non sono stati resi pubblici, essendo coperti da specifiche clausole di riservatezza.

La decisione del Tribunale di Bologna

La Sezione Specializzata in Materia di Impresa del Tribunale di Bologna, composta dal Presidente dott. Vittorio Serra, dal Giudice dott. Antonella Rimondini e dal Giudice relatore dott.ssa Roberta Dioguardi, ha dichiarato estinto il giudizio per rinuncia agli atti nei rapporti tra i piccoli azionisti e i convenuti costituiti ancora presenti nel procedimento.

La decisione formalizza così la conclusione dei rapporti processuali interessati dagli accordi intervenuti nel corso della causa.

Diversa è la questione relativa ai convenuti rimasti contumaci, tra i quali figurano alcuni sindaci, componenti degli organi di controllo e società di revisione. Nei loro confronti il Tribunale ha dichiarato inammissibili le domande formulate dagli azionisti.

Questi soggetti avevano precedentemente definito le rispettive posizioni con la Curatela fallimentare, ma non direttamente con i piccoli azionisti.

Il nodo dell’intervento degli azionisti

Uno degli aspetti giuridicamente più significativi della sentenza riguarda la qualificazione dell’intervento processuale dei risparmiatori.

Il Tribunale di Bologna ha considerato tale intervento come “adesivo dipendente” e non “autonomo”, collegandone quindi la sorte processuale alla fuoriuscita dal procedimento della Curatela.

Su questo specifico punto il collegio coordinato dall’Avv. Iarussi ha espresso una posizione differente. Secondo la prospettazione dei legali, il danno subito direttamente dai singoli investitori sul mercato sarebbe autonomo e distinto rispetto al danno patrimoniale riportato dalla società fallita e comprenderebbe anche il danno non patrimoniale.

Il collegio ha quindi formulato una riserva di impugnativa e sta valutando la possibilità di proporre appello su questo capo della sentenza, con l’obiettivo di proseguire la tutela degli interessi degli assistiti.

Una vicenda giudiziaria iniziata dopo il crack del 2010

Il percorso che ha condotto alla recente sentenza affonda le proprie radici nel fallimento di Mariella Burani Fashion Group S.p.A., dichiarato nel febbraio 2010.

Nel gennaio 2011, davanti al Tribunale di Milano, furono ammesse come parti civili oltre 130 persone tra piccoli azionisti e risparmiatori danneggiati.

Nel febbraio 2013 la terza sezione penale del Tribunale di Milano condannò Walter Burani, fondatore del gruppo, e Giovanni Burani, Amministratore Delegato, a sei anni di reclusione per bancarotta fraudolenta aggravata. Le condanne penali sono successivamente diventate definitive.

Dopo la fase preparatoria e di indagine, il giudizio civile è stato avviato nel 2018. L’udienza di precisazione delle conclusioni si è svolta alla fine del 2025, mentre durante il procedimento si sono succeduti almeno quattro magistrati.

La possibile azione per la durata del processo

La durata del procedimento rappresenta ora un ulteriore fronte sul quale il collegio difensivo sta valutando di intervenire.

Tra il crack del 2010 e la sentenza civile di primo grado sono trascorsi sedici anni, mentre dalla partenza del giudizio civile nel 2018 alla sua conclusione sono trascorsi circa otto anni.

Per questa ragione l’Avv. Daniele Iarussi e gli altri componenti del collegio difensivo stanno considerando la possibilità di promuovere azioni risarcitorie nei confronti del Ministero della Giustizia, facendo ricorso agli strumenti previsti dalla Legge Pinto per la durata irragionevole dei procedimenti giudiziari.

L’eventuale iniziativa rappresenterebbe quindi un nuovo sviluppo della strategia di tutela dei risparmiatori, parallelo alla valutazione dell’appello relativo alle domande dichiarate inammissibili.

Il profilo professionale di Daniele Iarussi

L’Avv. Daniele Iarussi è Avvocato cassazionista, accademico e saggista. Il suo percorso professionale comprende attività legale, ricerca e produzione scientifica.

Laureato con il premio di laurea “Libero Bodarò” e con un progetto di ricerca per la redazione all’estero presso l’Università dell’Avana, ha successivamente conseguito il Dottorato di ricerca in Diritto del Lavoro presso l’Università di Bologna e il Diploma di Specializzazione in Professioni Forensi.

È inoltre Specialista in Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale, qualifica riconosciuta dal Consiglio Nazionale Forense.

La sua attività di ricerca ha compreso esperienze internazionali, tra cui periodi di studio e analisi presso il Servizio Giuridico della Commissione Europea a Bruxelles e università statunitensi.

Autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche e monografie, ricopre incarichi come Of Counsel / Senior Associate presso studi internazionali ed è stato insignito di un riconoscimento come professionista d’eccellenza nell’ambito dei Le Fonti Awards.

Le prossime sfide del collegio difensivo

La conclusione del primo grado non determina necessariamente la fine del percorso giudiziario. Il collegio coordinato dall’Avv. Iarussi dovrà infatti valutare due direttrici distinte: da un lato l’eventuale appello sul capo della sentenza relativo alle domande dichiarate inammissibili; dall’altro la possibile iniziativa nei confronti del Ministero della Giustizia per la durata del processo.

L’esperienza maturata dall’Avv. Daniele Iarussi nel coordinamento della controversia e il lavoro svolto insieme agli altri professionisti del collegio costituiscono quindi elementi centrali per la gestione delle prossime fasi, in una vicenda che continua a porre al centro il tema della tutela dei risparmiatori e dell’effettività degli strumenti giudiziari a disposizione degli investitori.