Serie A riparte: 900 milioni in palio e un nuovo bando tv
- 20 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Al fischio d’inizio del campionato manca poco, ma la Serie A sta già guardando oltre la stagione in corso, puntando al prossimo ciclo dei diritti televisivi che scatterà nel 2029. La consapevolezza è che muoversi per tempo è fondamentale per evitare criticità già viste in passato e preservare la stabilità finanziaria del sistema.
Sabato 22 agosto riparte il torneo: Dazn trasmetterà in streaming tutte le 380 partite, mentre Sky si occuperà di 114 incontri. Questo assetto resterà in vigore per le prossime tre stagioni, ma nei vertici della Lega Serie A si lavora già alla gara per l’assegnazione dei diritti del periodo 2029-2034, che dovrebbe partire in autunno.
Verso la gara per il ciclo 2029-2034
Le linee guida per la commercializzazione dei diritti audiovisivi delle cinque stagioni 2029-30/2033-34 sono attualmente oggetto di valutazione da parte delle autorità competenti: Antitrust e Agcom stanno esaminando il documento. Confermata la regola del no-single-buyer, che impedisce l’assegnazione esclusiva a un unico soggetto, mentre viene prevista la possibilità della co-esclusiva tra operatori. Come ultima risorsa, nel caso in cui le offerte non raggiungano il valore atteso, è stata ipotizzata la creazione di un canale a pagamento gestito direttamente dalla Lega.
La definizione di queste regole è cruciale: stabiliranno quanto potrà competere il sistema italiano con le grandi piattaforme internazionali e quale spazio avranno gli operatori tradizionali rispetto ai nuovi ingressi come Amazon, Paramount, Skydance, Disney e Netflix, interessati da tempo a incrementare la loro presenza nel mercato sportivo europeo.
Numeri e incassi attuali
Il ciclo domestico 2024-2029 ha garantito al calcio italiano circa 900 milioni di euro l’anno: circa 700 milioni provenienti da Dazn e 200 milioni da Sky. Si tratta di un valore lievemente inferiore ai 927,5 milioni medi del periodo precedente, anche se il contratto con Dazn include un meccanismo di revenue sharing che potrebbe incrementare il ritorno economico per la Lega in base agli introiti complessivi della piattaforma.
Il mercato estero rappresenta un’altra leva importante: all’attuale il contributo internazionale è attorno ai 250 milioni l’anno. Per lavorare su questo fronte la Lega Serie A si è affidata a Jp Morgan, che entro fine settembre dovrebbe presentare i primi risultati delle interlocuzioni sugli accordi internazionali e sulle potenzialità di crescita all’estero.
Strategie degli operatori e contenuti
Nel presente, la fruizione del campionato rimane nelle mani di Dazn e Sky. La piattaforma di streaming ha annunciato il lancio di nuovi format: show originali, contenuti on demand, vodcast di approfondimento e funzionalità interattive, con la app che sarà attiva sette giorni su sette. Dazn detiene i diritti su tutte le 380 partite stagionali, con sette gare su dieci di ogni turno in esclusiva, mentre Sky propone tre incontri in co-esclusiva.
I due operatori si collocano su modelli diversi: per Dazn, controllata da Access Industries, la Serie A è il fulcro dell’offerta in Italia; per Sky, parte del gruppo Comcast, il calcio è invece un elemento di un portafoglio più ampio che comprende competizioni europee e altre discipline sportive. La distribuzione dei club nelle coppe continentali — ad esempio la partecipazione di alcune italiane alla Champions League o all’Europa League — può modificare il valore relativo dei diritti e l’appeal commerciale per chi investe nel calcio.
L’interesse delle grandi piattaforme globali mette sul tavolo la possibilità di una competizione più intensa per i diritti, ma solleva anche questioni regolamentari e di sostenibilità economica: l’ingresso di soggetti con elevata capacità finanziaria potrebbe spingere i prezzi verso l’alto, con ricadute sui ricavi dei club, sul conto economico delle emittenti e, potenzialmente, sui costi per gli abbonati italiani.
Implicazioni per club e mercato
Il risultato della gara 2029-2034 definirà la ripartizione delle risorse per le società e influenzerà le loro strategie di mercato: ricavi televisivi più elevati possono tradursi in maggiori investimenti su rose, infrastrutture e settori giovanili, mentre un valore inferiore rischierebbe di comprimere i bilanci e aumentare il ricorso a politiche di contenimento dei costi.
Per gli operatori in campo e per gli investitori, sarà cruciale comprendere i modelli di monetizzazione: abbonamenti diretti, partnership pubblicitarie, pacchetti pay-per-view e offerte aggregate con altri contenuti. Anche la regolazione europea e nazionale in materia di concorrenza e pluralismo dei media entrerà nel merito delle soluzioni proposte.
Infine, l’evoluzione tecnologica — dallo streaming live alla personalizzazione dei contenuti — renderà sempre più importante la capacità delle piattaforme di offrire esperienze utente differenzianti e servizi aggiuntivi che giustifichino l’investimento degli spettatori.
In sintesi
- La gara per i diritti 2029-2034 rappresenta un test per il valore commerciale della Serie A e per la capacità del sistema italiano di competere con le grandi piattaforme internazionali.
- L’adozione del principio no-single-buyer e della co-esclusiva influenzerà la concorrenza tra operatori e la distribuzione dei ricavi tra club e broadcaster.
- Un aumento dei ricavi audiovisivi potrebbe rafforzare la sostenibilità finanziaria delle società italiane, ma dipenderà anche dalla qualità degli accordi internazionali e dalla strategia di monetizzazione delle piattaforme.
- Per gli investitori e gli abbonati italiani sarà determinante monitorare come evolveranno i prezzi al consumo, l’offerta di contenuti esclusivi e le soluzioni tecnologiche proposte dai player.