Truffe sulle bollette: 2,9 milioni di italiani a rischio, ma il fenomeno è in calo; il telefono resta il maggior pericolo
- 19 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Chi contatta la vittima conosce spesso il nome, parla della bolletta e si presenta come il presunto fornitore: segnala aumenti, avverte su presunte condizioni anomale o propone un contratto più conveniente. Questo schema resta alla base della maggior parte delle truffe segnalate, che — secondo un’indagine commissionata da un comparatore online e condotta da una società di ricerca — hanno coinvolto circa 2,9 milioni di persone nel 2025, con un danno economico stimato vicino a 650 milioni di euro.
Il call center pesa sempre di più
Il vecchio telefono continua a essere lo strumento preferito dai truffatori: il call center fittizio è stato il canale utilizzato nel 68,2% dei casi rilevati. Al secondo posto si collocano le false e-mail (24,9%), seguite dal porta a porta (12,9%), dalle app di messaggistica (9,5%) e dai social network (6%).
Il confronto con un’analoga indagine condotta nel 2023 mostra un aumento significativo del ruolo delle telefonate: allora il finto call center compariva nel 53% dei casi, mentre le false e-mail rappresentavano oltre un terzo delle segnalazioni.
Nel complesso, tuttavia, l’incidenza delle truffe e dei tentativi sembra essere diminuita: dal 9,4% stimato nel 2023 al 7% della nuova rilevazione. Maurizio Pescarini ha dichiarato:
“I truffati erano 4 milioni, oggi il numero si è ridotto del 27%.”
Secondo Maurizio Pescarini, il calo è in gran parte riconducibile a una maggiore informazione dei consumatori, benché il fenomeno resti alimentato dalla ricerca di risparmio: un’offerta apparentemente molto conveniente può fungere da leva persuasiva e rendere più vulnerabili le famiglie.
Luigi Gabriele ha affermato:
“Le truffe cambiano rapidamente, diventano più sofisticate e sfruttano proprio i momenti di maggiore difficoltà economica e il bisogno delle famiglie di risparmiare.”
Lo scenario evidenzia un duplice problema: da un lato la creatività e la rapidità di adattamento delle reti fraudolente; dall’altro l’impatto sociale ed economico in contesti di pressione sui bilanci domestici. Per contrastare questi attacchi è fondamentale il coordinamento tra operatori di mercato, autorità di regolazione e forze dell’ordine, oltre a campagne di informazione mirate rivolte ai consumatori più esposti.
Le imprese fornitrici di servizi energetici e telefonici sono direttamente interessate dalla diffusione delle frodi perché le segnalazioni false erodono la fiducia dei clienti e comportano costi operativi per la gestione dei reclami e delle comunicazioni verificate. Anche per gli investitori il fenomeno rappresenta un fattore da monitorare: un aumento delle frodi può tradursi in maggiori spese di compliance e tutela del cliente, con possibili riflessi sui margini.
Per i consumatori le principali raccomandazioni restano pratiche ma efficaci: verificare sempre l’identità del chiamante richiamando i numeri ufficiali pubblicati dal fornitore, non fornire dati sensibili su richiesta telefonica, controllare con attenzione transazioni e addebiti e segnalare tempestivamente ogni anomalia agli organi competenti e al servizio clienti ufficiale.
Sul versante delle istituzioni, misure come l’obbligo di autenticazione delle chiamate, maggiori sanzioni per le reti che facilitano le frodi e programmi di alfabetizzazione digitale possono contribuire a ridurre il rischio complessivo. Al contempo, le iniziative private che migliorano la sicurezza delle comunicazioni e l’assistenza al cliente rappresentano una componente essenziale della risposta strutturale al problema.
In sintesi
- La diffusione del call center fittizio come canale principale di frode aumenta il costo operativo per i fornitori; gli investitori dovrebbero valutare l’esposizione delle aziende a possibili incrementi di spesa per compliance e customer care.
- La riduzione complessiva delle vittime suggerisce che le campagne informative funzionano, ma la persistenza dell’ingegneria sociale indica la necessità di ulteriori investimenti in tecnologie di autenticazione e rilevamento delle frodi.
- Per il mercato energetico e dei servizi, il rischio reputazionale legato alle truffe può tradursi in perdita di clienti e richieste normative più stringenti; la trasparenza nelle comunicazioni e processi di verifica rapidi diventano leve competitive.