Finte vittime dell’ia beffano 600.000 truffatori ogni mese
- 19 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Apate, società tecnologica australiana, ha sviluppato una vasta rete di personaggi virtuali basati su IA che fingono di essere vittime ingenue per intrattenere conversazioni con i truffatori e consumare milioni di ore del loro tempo ogni mese.
L’approccio è tanto efficace quanto curioso: tra i parametri di rendimento dell’azienda figura persino il numero di insulti che i truffatori rivolgono ai finti interlocutori quando si rendono conto di essere presi in giro.
Dali Kaafar ha dichiarato:
“Credo che siamo l’unica azienda al mondo che include nei propri KPI il numero di parolacce che i truffatori lanciano ai loro interlocutori.”
Come funziona la strategia
I bot di Apate impersonano quasi 200.000 personaggi diversi, capaci di sostenere conversazioni telefoniche credibili e di interagire su piattaforme di messaggistica e social. L’obiettivo primario è sottrarre tempo ai centri di frode: ogni ora che un truffatore impiega con uno di questi bot è un’ora in meno dedicata a una potenziale vittima reale.
Secondo le stime fornite dall’azienda, nei sei mesi conclusisi alla fine del 2025 i bot hanno intercettato circa 600.000 chiamate truffa per un singolo operatore telefonico, TPG, nel Australia, trasformando ore di attività criminale in tempo perso stimato in centinaia di giorni complessivi.
Dali Kaafar ha spiegato:
“In pratica abbiamo fatto perdere oltre cinquecento giorni di tempo ai truffatori. Questo si traduce in risparmi significativi per le vittime e per le aziende bersagliate.”
Origine dell’idea e sviluppo
L’ispirazione è nata da un episodio personale: mentre pranzava in un parco di Sydney, il fondatore intrattenne telefonicamente un truffatore per 44 minuti fingendo di essere una persona ingenua, ricavandone informazioni utili sulle modalità della frode e osservando come la conversazione evolveva.
All’epoca docente in Macquarie University, Kaafar coinvolse studenti di dottorato impegnati su temi di IA e sicurezza. Il progetto ottenne poi finanziamenti dall’Office of National Intelligence e, nel 2023, si trasformò in una realtà commerciale indipendente.
Costruire vittime artificiali credibili
All’inizio il portfolio includeva circa 120 personalità differenti; oggi conta quasi 197.000 personae con tic vocali, inflessioni e pause realistiche. I modelli vocali sono stati addestrati su centinaia di ore di conversazioni registrate tra baiter umani e truffatori per affinare strategie di dissimulazione e controllo del dialogo.
I bot vengono distribuiti su canali come applicazioni di messaggistica per fungere da esche: non si limitano a perdere tempo ai truffatori, ma cercano di ottenere elementi investigativi utili a banche e operatori telefonici per bloccare reti fraudolente.
Raccolta di intelligence e applicazioni nel settore finanziario
Oltre al dispendio di tempo dei truffatori, un risultato concreto è la raccolta di informazioni azionabili: indirizzi di wallet per criptovalute, pattern organizzativi dei centri di frode e metodi di riciclaggio. Questa intelligence consente alle istituzioni finanziarie e ai servizi di sicurezza di intervenire in modo più mirato prima che i fondi vengano dispersi.
Nel settore crypto, Apate collabora con piattaforme di analisi blockchain per tracciare flussi di denaro e identificare conti sospetti. Recentemente i bot hanno individuato un mercato che offriva conti bancari verificati in India a intermediari di frode, con commissioni pagate in stablecoin.
Concorrenti e iniziative simili
La tattica del “scam baiting” con IA non è esclusiva di una sola azienda: anche grandi operatori di telecomunicazioni hanno sperimentato campagne che, oltre a essere promozionali, funzionano da deterrente per i truffatori occupando il loro tempo con conversazioni fittizie.
La crescente diffusione di soluzioni di questo tipo riflette una risposta tecnologica a un fenomeno che ha assunto dimensioni industriali: centri di chiamata organizzati e reti di riciclaggio che richiedono contromisure strutturate e coordinate con le autorità.
La corsa all’IA: difensori contro offensori
L’adozione di IA da parte dei truffatori è già in corso: stime interne indicano che tra il 20% e il 30% delle conversazioni testuali di truffa impiegherebbe già bot. Tuttavia, secondo la ricerca del team, i bot difensivi possono avere un vantaggio strategico perché il loro scopo primario è estrarre informazioni, mentre l’attaccante punta a convincere l’interlocutore a eseguire un’azione.
Dali Kaafar ha aggiunto:
“Da un punto di vista teorico, ciò mette il difensore in una posizione favorevole: è più semplice ottenere intelligenza dall’IA dell’attaccante che non il contrario. Anche se i truffatori diventassero più sofisticati, questo potrebbe comunque giocare a nostro favore nella prevenzione.”
Questo scenario descrive una vera e propria “corsa agli armamenti” dell’IA, in cui progresso tecnologico e capacità d’investimento determinano la velocità di adattamento sia delle organizzazioni legittime che delle reti criminali.
Implicazioni per istituzioni e utenti
Per banche, operatori telefonici e autorità di contrasto la tecnologia rappresenta uno strumento aggiuntivo per interrompere catene di frode e proteggere i consumatori. Tuttavia la risposta deve essere integrata: misure tecnologiche, regolamentazione più stringente sui flussi di capitale e campagne di sensibilizzazione restano complementari e necessarie.
Per gli utenti finali, il principale beneficio deriva dalla riduzione dell’opportunità per i truffatori di colpire vittime reali. Allo stesso tempo, occorre mantenere un’attenzione critica sulle implicazioni privacy e sul corretto uso dei dati raccolti da queste tecnologie.
Prospettive e scenari futuri
Man mano che l’intelligenza artificiale diventa più accessibile, ci si aspetta un’ulteriore professionalizzazione dei centri di frode ma anche un rafforzamento degli strumenti di difesa. La posta in gioco economica è elevata: le frodi costituiscono un mercato miliardario e spingono sia la domanda di soluzioni di difesa che l’innovazione criminale.
Il successo di iniziative come quella descritta dipenderà dalla collaborazione tra settore privato, enti regolatori e forze dell’ordine per trasformare l’intelligence raccolta in azioni preventive efficaci e in norme che limitino le possibilità di abuso di strumenti digitali.
In sintesi
- La diffusione di bot difensivi basati su IA può ridurre significativamente l’efficacia operativa delle reti di frode, ma richiede investimenti continui in ricerca e collaborazione istituzionale.
- Per gli investitori nel settore fintech e cybersecurity, la domanda di soluzioni di threat intelligence e monitoraggio blockchain è destinata a crescere, creando opportunità di mercato per tecnologie complementari.
- Dal punto di vista regolamentare, è necessario bilanciare l’efficacia delle contromisure con garanzie sulla protezione dei dati e trasparenza nell’uso dell’intelligence ottenuta tramite interazioni artificiali.