Criptovalute, l’Italia entra nell’era MiCA con un mercato sempre più strutturato
- 18 Agosto 2026
- Posted by: Katherine Puce
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Il mercato italiano delle criptovalute entra in una nuova fase, caratterizzata da una diffusione significativa degli asset digitali e, contemporaneamente, da un quadro regolamentare più strutturato. Nel 2026 diventa infatti pienamente operativo il Regolamento MiCA, che introduce nuove condizioni per gli operatori che intendono offrire servizi crypto ai clienti europei.
Le rilevazioni disponibili mostrano però un mercato articolato, nel quale il semplice possesso di crypto-asset non coincide necessariamente con un’attività regolare sulle piattaforme regolamentate.
In Italia 2,8 milioni di possessori di crypto-asset
Secondo le stime dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, in Italia si contano circa 2,8 milioni di possessori di crypto-asset.
Un’altra rilevazione, realizzata da ConfrontaConti e ripresa da Finaria, individua invece circa 1,4 milioni di utenti attivi su piattaforme regolamentate.
La distanza tra le due rilevazioni riflette comportamenti differenti. Il primo dato comprende chi possiede almeno un token, mentre il secondo considera un gruppo più ristretto costituito dagli utenti che operano attivamente attraverso un intermediario.
Ne emerge l’immagine di un mercato nel quale la diffusione delle criptovalute è più ampia rispetto alla platea di chi utilizza con continuità piattaforme regolamentate.
Un mercato dominato dagli under 40 ma in evoluzione
Il profilo degli utenti italiani rimane prevalentemente giovane. Gli under 40 rappresentano il 64% e, secondo ConfrontaConti, una particolare concentrazione si registra nella fascia compresa tra 18 e 29 anni.
Le analisi del Politecnico di Milano evidenziano tuttavia un progressivo ingresso nel settore anche di fasce anagrafiche più mature, caratterizzate in alcuni casi da patrimoni maggiori e da un approccio meno orientato alla speculazione.
Il mercato crypto italiano appare quindi in evoluzione anche sotto il profilo delle caratteristiche degli utenti e delle modalità con cui vengono gestiti gli asset digitali.
Tre differenti profili tra i possessori di crypto
Le motivazioni e le strategie adottate non sono uniformi. Dalle rilevazioni emergono sostanzialmente tre gruppi di utenti: i risparmiatori di lungo periodo, gli investitori opportunistici e i detentori esperti.
Nel primo gruppo rientrano coloro che accumulano progressivamente piccole somme con un orizzonte temporale più lungo. Un secondo segmento comprende invece chi è entrato nel mercato durante particolari fasi di crescita e si trova successivamente a gestire posizioni meno favorevoli.
Esiste infine una categoria di utenti con maggiore esperienza, che ha costruito il proprio portafoglio nel tempo e può ricorrere anche al supporto di professionisti.
Questa segmentazione evidenzia come il settore non possa più essere interpretato come un mercato composto da una categoria omogenea di utenti.
Il Regolamento MiCA cambia le regole per gli operatori
La trasformazione più significativa del 2026 riguarda il quadro normativo. Il Regolamento MiCA è entrato nella sua fase di piena operatività, introducendo un nuovo perimetro per la prestazione dei servizi collegati alle criptovalute.
Dal 1° luglio 2026, secondo quanto indicato nel comunicato congiunto di Banca d’Italia e Consob del 30 giugno, i servizi crypto destinati ai clienti europei possono essere offerti esclusivamente da soggetti autorizzati come CASP, acronimo di Crypto-Asset Service Provider.
Si tratta di un passaggio centrale per l’organizzazione del mercato, perché l’attività degli operatori viene inserita in un sistema autorizzativo definito.
Nove operatori abilitati in Italia
Alla data del comunicato congiunto risultavano otto CASP approvati, ai quali si aggiunge Banca Sella in qualità di intermediario bancario vigilato.
Il totale indicato è quindi di nove operatori abilitati in Italia.
Il nuovo scenario regolamentare affianca alla crescente diffusione degli asset digitali una maggiore strutturazione dell’offerta dei servizi. Per gli operatori, la sfida riguarda l’adeguamento al nuovo quadro previsto dal MiCA; per gli utenti, diventa sempre più importante comprendere la distinzione tra possesso di crypto-asset e utilizzo di servizi forniti attraverso soggetti autorizzati.
Una nuova fase per il mercato crypto italiano
Il quadro delineato dalle rilevazioni mostra un settore che sta progressivamente cambiando fisionomia. Alla forte presenza degli utenti più giovani si affianca l’ingresso di fasce più mature, mentre alle strategie opportunistiche si aggiungono comportamenti orientati al lungo periodo e modalità di gestione maggiormente strutturate.
Parallelamente, MiCA, Banca d’Italia e Consob definiscono il nuovo contesto regolamentare nel quale devono operare i fornitori di servizi.
Il 2026 rappresenta così un passaggio importante per il mercato crypto italiano: da una parte continua la diffusione degli asset digitali, dall’altra cresce il peso della regolamentazione, dell’autorizzazione degli operatori e della maggiore strutturazione del settore.