Bff tratta con Pimco e altri fondi per una cartolarizzazione record da 1,2 miliardi

Bff Bank è al lavoro per cedere le tranche più rischiose di una cartolarizzazione dal valore nominale di 1,2 miliardi di euro, operazione che rientra nel piano di riequilibrio patrimoniale dell’istituto in difficoltà. Il portafoglio comprende prevalentemente crediti deteriorati vantati nei confronti di enti del settore pubblico.

Fonti di mercato indicano che tra i potenziali acquirenti figurano grandi gestori di investimento e hedge fund, tra cui Pimco, Pollen Street Capital, Fortress, Davidson Kempner e Cerberus. L’interesse riflette la domanda continua per attivi non performing gestiti tramite strutture complesse che possono offrire rendimenti aggiustati per il rischio.

Dettagli dell’operazione

La struttura precisa della cessione è ancora in fase di definizione: è probabile che la tranche junior, caratterizzata da una maggiore esposizione al rischio di perdita, venga suddivisa tra più investitori per distribuire il rischio e facilitare l’operazione. Il prezzo di vendita è atteso a un livello inferiore rispetto al valore contabile dei crediti, condizione che riflette il disagio degli attivi ma che dovrebbe comunque generare effetti positivi sui coefficienti patrimoniali dell’istituto.

L’operazione, se finalizzata, consentirebbe a Bff Bank di ridurre l’esposizione ai crediti deteriorati sul proprio bilancio e di migliorare indicatori come il CET1, elementi critici per il rispetto dei requisiti di capitale imposti dall’Autorità di Vigilanza e dalle regole europee.

I tempi non sono ancora definiti con precisione, ma si ipotizza che un accordo possa essere raggiunto entro l’inizio di novembre, compatibilmente con la due diligence e le negoziazioni sul pricing e le garanzie.

Contesto e impatti regolamentari

Le cartolarizzazioni di crediti deteriorati rappresentano uno strumento frequente nel riassetto delle banche europee. Per gli investitori specialistici esse offrono opportunità di rendimento superiore, bilanciate da elevate complessità operative e legali. Per le banche, la cessione comporta un alleggerimento del portafoglio NPL e un effetto immediato sui ratios patrimoniali sotto la supervisione della Banca d’Italia e della BCE.

Dal punto di vista dell’ecosistema finanziario italiano, transazioni di questo tipo contribuiscono a creare mercato per attivi problematici, favorendo il riciclo di risorse e la possibilità di concentrare l’attività bancaria sul credito sano. Tuttavia, prezzi di realizzo inferiori al valore contabile possono imporre svalutazioni significative e implicare interventi di rafforzamento patrimoniale o ricapitalizzazioni aggiuntive.

Per gli investitori interessati alla tranche junior, la valutazione dovrà tener conto non solo del prezzo, ma anche delle prospettive di recupero, dei tempi di incasso, delle eventuali garanzie e del quadro normativo che disciplina l’esecuzione delle posizioni nei confronti di soggetti pubblici.

In assenza di conferme ufficiali, l’esito dell’operazione rimane incerto: la complessità del portafoglio e le condizioni di mercato potrebbero influenzare sia il pricing che la composizione finale degli acquirenti.

Implicazioni per il mercato

Un accordo di questo tipo potrebbe rafforzare la fiducia degli investitori nel mercato secondario degli NPL italiani, segnalando che esistono acquirenti disposti a valutare posizioni complesse. Al contempo, l’operazione rappresenta un precedente per altre banche con esposizioni simili che cercano soluzioni di de-risking bilanciate tra prezzo e impatto patrimoniale.

Per il sistema creditizio nazionale, il consolidamento di strumenti efficaci di cessione e gestione degli NPL è funzionale a liberare capitale e a sostenere l’offerta di credito alle imprese e alle famiglie, elementi rilevanti per la crescita economica complessiva.

In sintesi

  • L’eventuale cessione delle tranche junior migliorerà i ratios patrimoniali di Bff Bank, ma potrebbe richiedere svalutazioni che incidono sul conto economico nel breve termine.
  • Per gli investitori, l’operazione offre un trade-off rischio/rendimento interessante, con opportunità di rendimento elevate ma legate alla complessità del recupero su crediti verso soggetti pubblici.
  • Un successo della transazione può ampliare il mercato secondario degli NPL in Italia, favorendo soluzioni di mercato per altre banche in fase di riequilibrio patrimoniale.


Author: Tony
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