Il boom dei perps su asset reali di Hyperliquid sta erodendo le entrate che sostengono HYPE

All’inizio del 2026 i mercati creati dai builder rappresentavano circa il 2% del volume dei perpetual di Hyperliquid; oggi costituiscono approssimativamente la metà di quel volume.

Questo mutamento si riflette chiaramente nei conti della piattaforma: il costo del fatturato, ossia la porzione delle commissioni che Hyperliquid riversa direttamente a builder, market maker e al proprio vault di liquidità, era sotto il 6% dei ricavi lordi nel secondo trimestre del 2025 e, un anno dopo, è salito al 18%.

Le commissioni di codice imposte dai builder, che front-end come Phantom aggiungono per il routing dell’ordine, hanno generato circa 16 milioni di dollari di ricavi nel secondo trimestre e sono state registrate nello stesso periodo come circa 16 milioni di dollari di costi: ogni dollaro transita integralmente.

I trader continuano a essere attratti da quanto viene quotato in questi mercati costruiti dai partner. I contratti perpetui collegati ad asset del mondo reale — petrolio, oro, esposizioni su Nvidia e Tesla, un tracker sul Nasdaq-100 e nomi pre-IPO come SpaceX — hanno raggiunto un record di 3,6 miliardi di dollari in open interest nel mese corrente, superando per questo parametro il bitcoin e diventando il segmento più grande della piattaforma.

Tra il 13 e il 19 luglio le azioni e le materie prime tokenizzate hanno mosso 25 miliardi di dollari di volume, pari al 52% del totale settimanale, superando per la prima volta i perpetual su criptovalute. Questi contratti si liquidano in stablecoin, non hanno scadenza e restano negoziabili nel fine settimana, anche quando la New York Stock Exchange è chiusa. Prodotti con leva su Nvidia, disponibili alle 2 di domenica mattina, trovano pochi analoghi nei mercati tradizionali.

Impatto sul modello di ricavi

L’aumento dei mercati deployati dai builder evidenzia un modello in cui la crescita del volume non si traduce automaticamente in margini più elevati per la piattaforma. La natura “pass-through” delle commissioni e delle fee di routing sposta parte rilevante dei ricavi lordi verso terze parti, comprimendo la marginalità operativa di Hyperliquid nonostante l’espansione dell’attività.

Per gli operatori finanziari e per i market maker ciò significa che il valore aggiunto della piattaforma si misura sempre più in termini di infrastruttura, profondità di mercato e capacità di attrarre asset reali tokenizzati, piuttosto che esclusivamente nelle commissioni trattenute dalla stessa piattaforma.

Rischi operativi e regolamentari

La diffusione di contratti basati su asset reali e la liquidazione in stablecoin pongono questioni operative e normative rilevanti. A livello europeo e italiano, la tokenizzazione di strumenti finanziari e di materie prime richiede attenzione sulle regole di conformità, sulla custodia degli asset sottostanti e sul trattamento fiscale per gli investitori retail e istituzionali.

In aggiunta, la possibilità di negoziare strumenti con leva 24/7 introduce elementi di rischio di liquidità e di pricing quando i mercati tradizionali sono chiusi: ciò può amplificare movimenti di prezzo e creare opportunità di arbitraggio ma anche esporre partecipanti meno esperti a fluttuazioni improvvise.

Conseguenze per il mercato e per gli investitori italiani

Per gli investitori e gli intermediari italiani, l’espansione di questi mercati significa accesso a esposizioni difficili da ottenere in forma tradizionale, come prodotti con leva su titoli tecnologici statunitensi o su commodity. Tuttavia, la liquidazione in stablecoin e la natura decentralizzata di molti front-end richiedono procedure chiare per la custodia, la riconciliazione e la segnalazione fiscale.

Le autorità di vigilanza potrebbero intensificare l’attenzione sui servizi che facilitano l’accesso a questi prodotti, richiedendo standard di trasparenza sui costi effettivi, sull’identità dei market maker e sulla modellizzazione del rischio di controparte, soprattutto quando porzioni rilevanti del volume passano attraverso builder esterni alla piattaforma principale.

In prospettiva, banche e asset manager italiani valuteranno se integrare queste nuove fonti di liquidità nelle loro offerte, bilanciando il valore di prodotti negoziabili continuamente con esigenze di conformità, gestione del rischio e protezione del risparmio.

In sintesi

  • La crescita dei mercati creati dai builder aumenta i volumi ma riduce la marginalità diretta di Hyperliquid, spostando il valore verso servizi di infrastruttura e liquidità.
  • Per gli investitori italiani, l’accesso h24 a prodotti su asset reali offre nuove opportunità, ma impone attenzione a rischio di liquidità, custodia e implicazioni fiscali.
  • La negoziazione in stablecoin e la natura decentralizzata del routing possono richiedere un rafforzamento della trasparenza regolamentare e dei controlli da parte di intermediari nazionali.
  • I gestori patrimoniali e le banche dovranno valutare come integrare questi mercati nei loro portafogli, bilanciando innovazione, compliance e tutela del cliente.


Author: Tony
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