Bybit porta in tribunale la Corea del Nord e Lazarus Group per il furto da 1,5 miliardi di dollari e ottiene il congelamento dei beni
- 8 Agosto 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bybit ha ottenuto un’ingiunzione preliminare che mira a preservare asset digitali identificati come rubati mentre prosegue il contenzioso, una misura che la piattaforma definisce fondamentale per recuperare fondi e supportare le indagini internazionali.
Bybit ha dichiarato:
“L’ordine è volto a preservare gli asset digitali individuati come rubati mentre il contenzioso è in corso, rappresentando un passo importante negli sforzi continui di Bybit per recuperare fondi, sostenere le indagini internazionali delle forze dell’ordine e rafforzare la responsabilità per il crimine informatico su larga scala.”
Ben Zhou, cofondatore e amministratore delegato di Bybit, ha dichiarato:
“La nostra priorità non è mai cambiata: proteggere prima i nostri utenti, recuperare ciò che possiamo e assicurare che i responsabili di questi attacchi siano ritenuti responsabili. L’attacco del Lazarus non è stato solo un attacco a Bybit; è stato un attacco alla fiducia nel nostro settore. Per questo abbiamo collaborato strettamente con investigatori, altre piattaforme di scambio, regolatori, le forze dell’ordine e ora con i tribunali.”
Secondo la piattaforma, l’ingiunzione preliminare implica che un giudice federale abbia ordinato ai convenuti di non trasferire né vendere gli asset di cui sono in possesso fino al termine del procedimento giudiziario. Bybit ha inoltre dichiarato che chiederà ulteriori provvedimenti di tutela al tribunale.
Bybit ha aggiunto che l’azione civile è perseguita in modo indipendente rispetto alle indagini penali in corso condotte dalle autorità degli Stati Uniti, sottolineando la natura parallela dei procedimenti civili e penali nella lotta al crimine informatico transnazionale.
Contesto e implicazioni
L’episodio fa riferimento a un’azione legale collegata a un attacco attribuito al Lazarus, gruppo sovente indicato nelle indagini come legato alla Corea del Nord. Le operazioni di recupero di asset rubati richiedono cooperazione internazionale, analisi forense delle transazioni blockchain e misure giudiziarie che possono bloccare o congelare fondi in wallet controllati da terzi.
Per le piattaforme di scambio come Bybit, ottenere ingiunzioni di questo tipo è parte di una strategia più ampia per tutelare clienti e reputazione, ma comporta anche costi legali e la necessità di coordinarsi con autorità e altri exchange per eseguire trasferimenti controllati e restituzioni legittime.
Dal punto di vista regolamentare, casi simili rafforzano la richiesta di standard più elevati in materia di compliance e di trasparenza nelle comunicazioni con gli utenti. Per gli investitori e gli operatori di mercato, eventi di questo genere possono imprimere volatilità alle valute coinvolte e orientare la domanda verso piattaforme percepite come più sicure o, al contrario, generare scetticismo nei confronti del settore nel suo complesso.
Prospettive operative
Le azioni legali e le ingiunzioni sono solo uno degli strumenti a disposizione delle società di exchange per limitare i danni e recuperare risorse. Fondamentale rimane l’impiego di strumenti di tracciamento on-chain, la collaborazione con forze dell’ordine internazionali e la possibilità di ottenere ordini giudiziari esecutivi nelle giurisdizioni rilevanti.
Per il mercato italiano, la vicenda evidenzia come la sicurezza informatica e la regolamentazione internazionale influiscano sulle scelte di investimento in asset digitali: la capacità di una piattaforma di reagire efficacemente a incidenti di sicurezza può diventare un elemento valutativo per clienti e investitori istituzionali.
In sintesi
- L’ottenimento di un’ingiunzione da parte di Bybit riduce il rischio immediato di dispersione degli asset rubati, ma solleva questioni sulla solidità dei meccanismi di prevenzione e recupero a livello internazionale.
- Per gli investitori italiani, la vicenda sottolinea l’importanza di valutare la governance delle piattaforme e la loro capacità di cooperare con le autorità, fattori che influiscono sulla mitigazione del rischio operativo e reputazionale.
- Il procedimento civile, parallelo alle indagini penali negli Stati Uniti, mostra come la lotta al crimine informatico richieda strumenti legali multigiurisdizionali; questo potrebbe accelerare richieste normative più severe nel settore crypto anche in Europa.