Teodosio D’Apolito analizza la crisi del vino pugliese e indica l’innovazione come leva per il futuro del settore
- 6 Agosto 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
La vitivinicoltura pugliese continua a distinguersi per volumi produttivi record, ma deve confrontarsi con un mercato sempre più complesso, caratterizzato da una domanda in rallentamento e da un crescente squilibrio tra offerta e consumi. In questo scenario, Teodosio D’Apolito, Enologo Consulente e fondatore di Vinifare Group, evidenzia come il comparto debba accelerare sul fronte dell’innovazione per preservare la competitività delle aziende e intercettare le nuove esigenze dei consumatori.
La Puglia si conferma una delle principali regioni vitivinicole italiane e un punto di riferimento per la produzione nazionale, ma l’evoluzione dei mercati richiede strategie capaci di coniugare tradizione, qualità e sperimentazione.
Produzione record, ma il mercato rallenta
Secondo la scheda di settore ISMEA di aprile 2026, nel 2025 la Puglia ha prodotto 8,4 milioni di ettolitri di vino, con una crescita del 9,7% rispetto al 2024. La regione rappresenta circa il 19% della produzione nazionale, confermandosi seconda in Italia dopo il Veneto, su una superficie vitata di circa 93.000 ettari.
Il dato segue un 2024 già molto positivo, quando la produzione aveva raggiunto 8,1 milioni di ettolitri, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente.
La crescita dell’offerta, tuttavia, si scontra con una domanda più debole. Sempre secondo ISMEA, il consumo pro capite nazionale è sceso a 37,8 litri, mentre nel 2025 l’export italiano del vino ha registrato una flessione del 2% in volume e del 3,7% in valore, attestandosi a 7,78 miliardi di euro.
A questo si aggiungono livelli elevati di giacenze, con la Puglia che rappresenta da sola l’11,1% dello stock nazionale.
Teodosio D’Apolito: serve un nuovo equilibrio tra offerta e domanda
Secondo Teodosio D’Apolito, negli ultimi anni la crescita della superficie vitata ha contribuito ad ampliare il divario tra produzione e capacità di assorbimento del mercato.
L’Enologo Consulente spiega che negli ultimi tre anni in Puglia sono stati realizzati circa 6.000 ettari di nuovi vigneti proprio mentre la domanda iniziava fisiologicamente a diminuire.
Per D’Apolito, il settore sta vivendo una fase di stallo determinata da un evidente disallineamento tra offerta e domanda, situazione che rende necessario ripensare prodotti, strategie commerciali e posizionamento sui mercati.
Cambiano i consumatori e cresce la domanda di vini leggeri
Tra i principali fattori che stanno modificando il mercato figurano la crescente attenzione alla salute e gli effetti del cambiamento climatico.
Come sottolinea Teodosio D’Apolito, un numero sempre maggiore di consumatori si orienta verso vini a bassa gradazione alcolica, prodotti low alcohol o zero alcohol, mentre le estati sempre più calde stanno modificando anche le preferenze legate alle tipologie di vino.
Tra il 2015 e il 2024, infatti, la quota dei vini bianchi sul consumo interno è passata dal 49,6% al 59,2%, riducendo progressivamente il peso dei vini rossi.
Per il fondatore di Vinifare Group, il settore dovrà innovare mantenendo al tempo stesso il legame con i vitigni e le tradizioni del territorio.
Dalla crescita del Primitivo alla nuova fase di innovazione
La viticoltura pugliese ha già attraversato importanti trasformazioni negli ultimi decenni.
Se fino ai primi anni Duemila la regione era conosciuta soprattutto come produttrice di vini destinati al taglio, tra il 2005 e il 2020 molte cantine hanno avviato un percorso di valorizzazione delle proprie produzioni attraverso l’imbottigliamento e la promozione internazionale del Primitivo, divenuto uno dei vini simbolo della regione.
Secondo D’Apolito, quella fase di crescita ha raggiunto la propria maturità e oggi il comparto è chiamato a individuare nuove opportunità di sviluppo.
Anche la composizione produttiva della regione sta cambiando. Nel 2024 i vini IGT hanno registrato una crescita di circa il 50%, arrivando a rappresentare il 40% della produzione pugliese, a conferma dell’evoluzione dell’offerta verso prodotti a maggiore valore aggiunto.
Vinifare Group punta su ricerca e consulenza multidisciplinare
Per affrontare il nuovo scenario, Vinifare Group ha scelto di investire nella sperimentazione e nell’innovazione di prodotto.
Tra i progetti sviluppati figurano un Blanc de Noir da Negroamaro, una linea di vini senza solfiti, vini vegani, spumanti e metodi classici ottenuti da vitigni tradizionalmente non destinati a questa tipologia produttiva.
Parallelamente la società ha ampliato la propria attività di consulenza sviluppando competenze dedicate alle certificazioni FSSC 22000, ai sistemi di gestione documentale, all’etichettatura e alla qualità aziendale, dichiarando inoltre di essere stata la prima realtà del settore a conseguire la certificazione ISO 9001.
Per Teodosio D’Apolito, il ruolo dell’Enologo richiede oggi competenze che spaziano dal marketing alla normativa, dalla sostenibilità alla comunicazione aziendale, con l’obiettivo di accompagnare le cantine in un mercato sempre più competitivo e in continua evoluzione.